Slipknot, Sid Wilson è fuori dalla band: la lunga storia dei licenziamenti del gruppo
17 agosto 2026 alle ore 11:53, agg. alle 12:17
Dopo settimane di indiscrezioni gli Slipknot confermano l’uscita di Sid Wilson. Un nuovo capitolo in una storia segnata da addii traumatici.
Alla fine è arrivata anche la conferma ufficiale. Sid Wilson non fa più parte degli Slipknot, chiudendo dopo quasi trent’anni una delle permanenze più lunghe nella storia della band di Des Moines. Una conclusione che, più che sorprendere, mette il punto a una vicenda iniziata già alla fine di luglio e diventata nelle ultime settimane uno dei casi più discussi nel mondo metal.
Il 31 luglio TMZ aveva riportato, citando una fonte vicina alla band, che Wilson fosse stato rimosso definitivamente dagli Slipknot. Nessuna motivazione ufficiale e, soprattutto, nessuna conferma da parte del gruppo. Anzi, poche ore dopo Jim Root sembrava quasi invitare a ridimensionare la notizia con un messaggio pubblicato nelle Instagram Stories sulle note di "'Til We Die": "Non credete a tutto quello che leggete. Fermatevi. Pensate". Il chitarrista chiedeva sostanzialmente di aspettare ulteriori informazioni prima di trarre conclusioni.
Qualche giorno più tardi una seconda ricostruzione di TMZ aveva aggiunto nuovi dettagli, sostenendo che l'allontanamento fosse maturato da tempo e fosse legato al comportamento di Wilson nei confronti degli altri componenti.
La conferma definitiva è arrivata il 14 agosto, quando la band ha pubblicato un comunicato tanto sintetico quanto inequivocabile: "Con effetto immediato, gli Slipknot non saranno più associati a Sid Wilson. Gli auguriamo il meglio per il futuro". Anche questo messaggio è stato successivamente cancellato.
A rendere ancora più singolare la sequenza degli eventi c'è il fatto che appena due giorni prima, il 12 agosto, Wilson si fosse presentato al World Scratch Invitational di Atlantic City ancora come "No. 0, degli Slipknot". Il 16 agosto è poi arrivato quello che, almeno per ora, rappresenta il suo unico commento pubblico: la descrizione del profilo Instagram è passata da un riferimento alla sua appartenenza alla "gang" degli Slipknot alla dicitura "Slipknot 1997-2026".
Wilson era entrato nel gruppo nel 1998, prima dell'album omonimo del 1999, partecipando a tutti i sette dischi in studio e anche a Look Outside Your Window, il progetto parallelo registrato durante le session di All Hope Is Gone e pubblicato finalmente nel 2026. La sua uscita riporta però inevitabilmente l'attenzione su una caratteristica ormai strutturale della storia degli Slipknot: quando qualcuno esce dal gruppo, raramente lo fa senza lasciare dietro di sé domande.
Joey Jordison, il primo trauma: un licenziamento comunicato via email
Il caso che continua a pesare più di tutti è quello di Joey Jordison. Non semplicemente il batterista degli Slipknot, ma uno dei fondatori e degli architetti fondamentali del loro suono. Nel dicembre 2013 il gruppo annunciò la separazione parlando genericamente di motivi personali. Jordison rispose poco dopo chiarendo di non aver lasciato volontariamente gli Slipknot.
Bisognò attendere il 2016 per conoscere la sua versione completa. In un'intervista a Metal Hammer, Joey raccontò di avere scoperto il proprio licenziamento attraverso una semplice email, senza una riunione con gli altri membri e senza un confronto diretto. "Tutto quello che ho ricevuto è stata una stupida email che diceva che ero fuori", spiegò, definendo il modo in cui era stata gestita la situazione doloroso e codardo.
Il punto più delicato riguardava la sua salute. Jordison soffriva di mielite trasversa, una grave patologia neurologica che gli aveva progressivamente compromesso l'uso delle gambe e quindi la capacità di suonare. Secondo il batterista, inizialmente anche alcuni suoi compagni avrebbero interpretato i suoi problemi come conseguenza di abuso di sostanze. Jordison raccontò di essersi sentito giudicato senza che gli fosse data realmente la possibilità di spiegare quello che stava succedendo.
Nonostante tutto, negli anni successivi continuò a parlare degli Slipknot con affetto e non escluse mai completamente una riconciliazione. Morì nel luglio 2021 a soli 46 anni. La sua uscita rimane ancora oggi il punto di riferimento inevitabile ogni volta che un componente storico viene improvvisamente escluso dal gruppo.
Chris Fehn: il licenziamento che finì direttamente in tribunale
Con Chris Fehn, nel 2019, il conflitto divenne anche economico e legale. Il percussionista, entrato nella formazione nel 1998 e diventato uno dei volti più riconoscibili degli Slipknot con la sua celebre maschera dal lungo naso, intentò una causa sostenendo di non essere stato correttamente informato e compensato rispetto alle attività economiche della band.
Fehn sosteneva di avere scoperto l'esistenza di diverse società collegate agli Slipknot attraverso le quali sarebbero transitati ricavi dei quali non era stato pienamente informato. Le accuse coinvolgevano in particolare Corey Taylor, Shawn Crahan e il management e puntavano a ottenere una verifica completa dei conti del gruppo.
La reazione degli Slipknot fu durissima. Poco dopo l'avvio dell'azione legale, il gruppo annunciò che Fehn non faceva più parte della band: "Chris sa perché non fa più parte degli Slipknot", scrissero, aggiungendo di essere delusi dalla sua scelta di "puntare il dito e costruire accuse".
Il procedimento andò avanti tra ricorsi e tentativi di mediazione fino al 2020, quando la causa venne volontariamente chiusa "with prejudice", formula che impedisce di presentare nuovamente le stesse contestazioni. I termini dell'accordo non furono resi pubblici. Fehn venne sostituito da Michael Pfaff, inizialmente nascosto dietro il soprannome scelto dai fan di Tortilla Man.
Anche in questo caso il divorzio andò ben oltre un normale cambio di formazione: mostrò quanto la struttura interna degli Slipknot fosse ormai diventata anche un'organizzazione complessa, con rapporti contrattuali ed economici molto diversi dall'immagine originaria dei nove ragazzi mascherati di Des Moines.
Craig Jones e Jay Weinberg: il 2023 che cambiò ancora gli Slipknot
Il 2023 rappresenta probabilmente l'anno che più ha alimentato la sensazione di una formazione permanentemente modificabile.
A giugno gli Slipknot annunciarono improvvisamente la separazione da Craig Jones, altro componente presente praticamente dall'inizio dell'avventura. Il comunicato diceva semplicemente: "Abbiamo separato le nostre strade da Craig Jones. Gli auguriamo il meglio per il futuro". Poco dopo il messaggio venne cancellato. Nessuna spiegazione aggiuntiva è mai arrivata.
È importante, però, distinguere Jones dagli altri casi: non esiste una conferma pubblica che sia stato licenziato. La band ha parlato esclusivamente di separazione. ma è da evidenziare il metodo comunicativo diventato ricorrente: poche righe, nessun dettaglio e, ancora una volta, un annuncio rimosso dai social.
Molto più netto fu invece quanto accadde cinque mesi dopo con Jay Weinberg. Arrivato nel 2014 nell'impossibile ruolo di successore di Jordison, il batterista aveva partecipato a .5: The Gray Chapter, We Are Not Your Kind e The End, So Far.
Il 5 novembre 2023 gli Slipknot comunicarono di avere preso una "decisione creativa" e di voler continuare senza di lui. Weinberg rispose dichiarandosi "devastato e colto completamente alla sprovvista".
Nel 2026 ha raccontato molto più dettagliatamente ciò che accadde. Dopo l'ultimo concerto aveva pianificato un'operazione all'anca approvata dalla band. La mattina seguente ricevette invece una telefonata del manager: gli Slipknot avevano deciso di non rinnovare il suo contratto. Weinberg ha spiegato di avere chiesto il motivo senza ottenere una vera risposta. Gli era stata prospettata la possibilità di preparare un comunicato congiunto, ma circa venti minuti dopo la band pubblicò autonomamente l'annuncio. "All'epoca era confuso e, se devo essere sincero, lo è ancora", ha detto nel 2026, arrivando a chiedersi se non fosse diventato il capro espiatorio di tensioni interne molto più vecchie della sua presenza nel gruppo.
Weinberg venne sostituito nel 2024 da Eloy Casagrande, reduce dai Sepultura.
Da Jordison a Sid Wilson: negli Slipknot nessuno sembra davvero intoccabile
L'uscita di Sid Wilson completa così una trasformazione che dura ormai da oltre quindici anni. La morte di Paul Gray nel 2010 fu ovviamente una tragedia di natura completamente diversa; altre partenze avvenute nelle primissime incarnazioni degli Slipknot furono volontarie o legate alla continua definizione della formazione. Ma dall'addio a Jordison in poi emerge un modello molto preciso.
Joey Jordison licenziato e informato via email. Chris Fehn allontanato nel pieno di uno scontro giudiziario. Craig Jones fuori senza spiegazioni e con il comunicato cancellato. Jay Weinberg liquidato per una non meglio precisata "decisione creativa". Ora Sid Wilson, dopo settimane di indiscrezioni, con un altro annuncio scarno e successivamente rimosso.
Non significa che le cinque vicende siano uguali. Anzi, sarebbe sbagliato presentarle come tali. Cambiano completamente circostanze, motivazioni e perfino la certezza che si sia trattato realmente di licenziamenti. Il denominatore comune è piuttosto il modo in cui gli Slipknot gestiscono la propria evoluzione interna: la band viene prima del singolo componente e le spiegazioni pubbliche vengono ridotte al minimo.
È una concezione che gli Slipknot hanno ribadito più volte anche attraverso una parola utilizzata non casualmente nei loro comunicati: evoluzione. Il gruppo sopravvive cambiando pelle, anche quando a sparire dietro la maschera è qualcuno che sembrava inseparabile dalla sua identità.
Con l'uscita di Wilson, della formazione che portò gli Slipknot all'esplosione mondiale alla fine degli anni Novanta restano Corey Taylor, Shawn "Clown" Crahan, Mick Thomson e Jim Root. Per una band che per anni ha trasformato i nove numeri in una parte integrante della propria mitologia, è probabilmente questo il dato più impressionante.
Gli Slipknot hanno dimostrato di poter sopravvivere a ogni cambio di formazione. La storia recente ha dimostrato anche qualcos'altro: dentro il Knot, l'idea che qualcuno possa essere insostituibile sembra definitivamente scomparsa.