Novità

Sharon Osbourne riapre la guerra con Courtney Love: «Diede droga a Kelly da ragazzina»

A placeholder image for the article
Author image Gianluigi Riccardo

17 agosto 2026 alle ore 13:04, agg. alle 13:51

Durante un Q&A per If These Walls Could Rock, Sharon torna ad accusare Courtney Love e riaccende una faida che coinvolge gli Osbourne da quasi vent’anni.

Sharon Osbourne e Courtney Love, ancora una volta. A quasi vent'anni dall'inizio di una delle faide più velenose del rock degli anni Duemila, la moglie e storica manager di Ozzy Osbourne ha riaperto una questione mai realmente chiusa, accusando la cantante degli Hole di aver dato droga a sua figlia Kelly quando era ancora molto giovane.

Le dichiarazioni sono arrivate sabato 15 agosto a Los Angeles, durante una proiezione speciale di If These Walls Could Rock, documentario dedicato alla storia del Sunset Marquis. Al termine del film, Sharon ha partecipato a un Q&A al Landmark Sunset Hollywood insieme ai registi Tyler Measom e Craig A. Williams, moderato dalla giornalista Lyndsey Parker. La presenza di Osbourne alla serata era stata annunciata dagli organizzatori proprio per la proiezione delle 19:00.

È in quel contesto che Sharon ha fatto il nome di Courtney Love parlando della giovanissima Kelly e della sua esposizione alle droghe. Una dichiarazione pesante, che va naturalmente trattata per quello che è: un'accusa di Sharon Osbourne, non un fatto accertato. Courtney Love ha infatti già negato in passato accuse molto simili provenienti dalla famiglia Osbourne. Anche perché Kelly ha raccontato pubblicamente una storia più articolata della propria dipendenza, spiegando che il suo rapporto con gli oppioidi cominciò a 13 anni dopo che le venne prescritto Vicodin in seguito a un intervento alle tonsille.


Sharon Osbourne contro Courtney Love durante il Q&A di If These Walls Could Rock

Nella clip circolata sui social, Sharon Osbourne racconta che Courtney Love sarebbe stata la persona che introdusse Kelly alle droghe quando era ancora una ragazzina. Quando Lyndsey Parker, evidentemente sorpresa dal nome appena fatto, le chiede di raccontare cosa fosse successo, Sharon decide però di fermarsi. Non prima di chiudere con un attacco durissimo.

 "Non dirò altro. Ma è comunque una stronza. Una vecchia stronza noiosa. Una vecchia stronza rinsecchita", ha detto.

Il contesto rende il tutto ancora più particolare. If These Walls Could Rock racconta infatti oltre sessant'anni di storia del Sunset Marquis, l'hotel di West Hollywood diventato una sorta di rifugio permanente per musicisti in tour e personaggi del mondo dello spettacolo. Nel documentario compaiono Bruce Springsteen, Ringo Starr, Slash, Dave Grohl, Roger Daltrey, Gene Simmons, Morrissey, Cyndi Lauper, Nancy Wilson, Sheryl Crow e gli stessi Sharon e Kelly Osbourne.

Il rapporto degli Osbourne con il Sunset Marquis va peraltro ben oltre qualche notte trascorsa in hotel. Tyler Measom ha spiegato che la famiglia visse per lunghi periodi nelle ville della struttura e che Kelly, nel film, sostiene sostanzialmente di essere cresciuta lì. Sharon lo descrive come un posto simile a casa propria, ma costantemente pieno di amici.

Secondo Measom, uno degli obiettivi del documentario era proprio riportare alla luce una storia che nemmeno molti musicisti che hanno frequentato il Marquis conoscono completamente. Un racconto fatto di eccessi ma anche di privacy, protezione e di quel particolare rapporto tra artisti e hotel che ha attraversato diverse generazioni del rock.

Gli Osbourne, del resto, in questi giorni sono tornati al centro anche di un'altra polemica. Kelly ha risposto duramente a Dee Snider dopo che il cantante dei Twisted Sister era intervenuto su X in una discussione relativa ai contributi di Ozzy nella scrittura dei propri brani. Snider aveva ricordato il ruolo fondamentale di autori come Geezer Butler, Bob Daisley e Lemmy Kilmister, sostenendo che Ozzy avesse spesso affidato ad altri la scrittura dei testi.

Kelly ha definito "spettacolarmente privo di classe" il tentativo di ridimensionare il padre ora che non può più rispondere, aggiungendo che cercare di rendere Ozzy più piccolo "non renderà Dee Snider più grande". Snider ha successivamente precisato di non avere "nient'altro che amore per Ozzy", spiegando di essere particolarmente sensibile alle questioni riguardanti crediti e royalty in quanto autore. Kelly non ha comunque considerato sufficiente la spiegazione e gli ha intimato, senza troppi giri di parole, di tenere il nome di suo padre fuori dalla bocca.

Osbourne e Courtney Love, una guerra iniziata quasi vent'anni fa

L'attacco arrivato al Landmark Sunset Hollywood non nasce dal nulla. Il rapporto tra gli Osbourne e Courtney Love è compromesso pubblicamente almeno dal 2007, quando Sharon accusò la leader degli Hole di aver dato OxyContin a Jack Osbourne durante la sua adolescenza.

"Non avrò mai tempo per Courtney Love. Fu la prima persona a dare a Jack l'OxyContin", dichiarò all'epoca Sharon, spiegando che la sua ostilità nei confronti della cantante era quindi profondamente personale. Love respinse categoricamente la ricostruzione, sostenendo di non aver mai dato droga a un adolescente. Sharon rincarò successivamente la dose definendola una persona che non avrebbe voluto vicino alla propria famiglia.

Jack conosceva Courtney attraverso Brianne O'Connor, sorellastra di Kurt Cobain con la quale ebbe una relazione. La stessa Love comparve anche in The Osbournes durante quel periodo. Il fatto che ci fosse una frequentazione reale tra le due famiglie ha alimentato negli anni racconti, accuse e versioni spesso molto differenti degli stessi eventi.

La situazione riesplose nel 2011. Durante Fashion Police, Kelly Osbourne definì Courtney una "crackhead". Love reagì sostenendo di essere sobria da anni e affermando addirittura di aver salvato la vita di Kelly in due occasioni durante momenti legati alla sua dipendenza. Una ricostruzione che, ancora una volta, mostra quanto sia difficile separare fatti verificabili, ricordi personali e accuse reciproche all'interno di una guerra che si trascina da anni.

Nel 2024 anche Jack e Kelly tornarono pubblicamente sull'argomento, ricordando episodi della loro adolescenza legati a Courtney Love e sostenendo nuovamente che la cantante avesse dato loro delle sostanze. Love ha sempre negato l'accusa.

In mezzo c'è naturalmente Courtney Love, uno dei personaggi più divisivi della storia del rock alternativo americano. La sua dipendenza dalle droghe, i problemi legali, i ricoveri e le numerose battaglie pubbliche sono stati documentati per decenni. Nel 2005 venne anche condannata a trascorrere un periodo in una struttura riabilitativa. Allo stesso tempo, negli ultimi anni è cresciuta una rilettura della sua figura che distingue le responsabilità personali dall'enorme pressione mediatica vissuta soprattutto dopo la morte di Kurt Cobain.

È uno dei temi centrali anche di Antiheroine, il documentario su Courtney Love presentato al Sundance Film Festival nel gennaio 2026. Nel film Love affronta apertamente dipendenze, maternità, rapporto con Cobain e il modo in cui per decenni è stata trasformata in bersaglio pubblico. Michael Stipe, tra le persone intervistate, sottolinea come la cantante sia stata attaccata ripetutamente e come parte di quelle critiche sia stata meritata, mentre molte altre abbiano assunto dimensioni sproporzionate.

Courtney Love: "Ho rischiato di morire". E il nuovo album è finalmente finito

Curiosamente, il nuovo attacco di Sharon Osbourne arriva proprio mentre Courtney Love è tornata a parlare dopo un lungo periodo di relativa distanza dalla scena pubblica.

In un video pubblicato su Instagram il 14 agosto, la cantante ha aggiornato i fan sul suo nuovo album e ha raccontato per la prima volta nei dettagli un gravissimo problema di salute affrontato nel 2019, quando si trasferì in Inghilterra.

"Il mio corpo è semplicemente esploso", ha raccontato. Love ha spiegato di essere stata ricoverata più volte, di aver perso tutti i capelli e di essere arrivata a pesare poco più di 45 chili. I medici, secondo il suo racconto, le dissero che sarebbe potuta morire. Love non ha specificato quale malattia le fosse stata diagnosticata, limitandosi a spiegare di essere riuscita infine a recuperare e di stare oggi bene.

In quegli anni ha però continuato anche a lavorare al disco che dovrebbe segnare il suo vero ritorno discografico. Ora la conferma è arrivata: l'album è finito.

"È finito. Il mio disco è finito. È davvero un buon disco. Ci ho messo moltissimo", ha spiegato, aggiungendo di stare ancora cercando di capire quale sia la strategia migliore per pubblicarlo. Al momento non sono stati annunciati né titolo né data di uscita.

Il progetto ha avuto una gestazione lunghissima e contiene contributi importanti. Love ha ringraziato Michael Stipe dei R.E.M., Billie Joe Armstrong dei Green Day e Will Sergeant degli Echo & The Bunnymen; nel percorso che ha portato al disco sono stati coinvolti anche Melissa Auf der Maur e il produttore Butch Walker. Love ha spiegato di averlo realizzato pensando che potesse essere il suo ultimo album e, proprio per questo, di aver cercato di fare finalmente "il disco che aveva sempre voluto fare".

Sarebbe il primo album solista di Courtney Love dai tempi di America's Sweetheart del 2004 e il primo lavoro sulla lunga distanza dopo Nobody's Daughter, pubblicato sotto il nome Hole nel 2010. Un ritorno preparato per anni, passato attraverso malattia, isolamento, il documentario Antiheroine e nuovi contatti con alcuni dei musicisti più importanti della sua storia.


Altre storie

Leggi anche