Scorpions in Italia l’11 luglio: Klaus Meine racconta a Radiofreccia 60 anni di rock
11 giugno 2026 alle ore 19:04, agg. alle 19:14
Klaus Meine a Radiofreccia racconta i 60 anni degli Scorpions, il ritorno in Italia e il film biografico in arrivo.
Sessant’anni e non sentirli. Gli Scorpions tornano in Italia per quello che sarà l’unico appuntamento italiano del loro tour celebrativo "Coming Home 2026 – Over 60 Years of Scorpions", in programma l’11 luglio all’AMA Music Festival di Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza. Sul palco, insieme alla storica band tedesca, ci saranno anche i Saxon, in una serata che si preannuncia come uno degli eventi rock dell’estate.
Ai microfoni di Radiofreccia - partner dell'evento - ospite di Cecile B e Nessuno, Klaus Meine ha ripercorso una carriera che attraversa sei decenni di storia della musica e che continua ancora oggi con la stessa energia degli inizi.
"È incredibile. È difficile da credere, sai, sembra un numero brutto con quel sei davanti, capisci, ma in realtà è stato meraviglioso", racconta il frontman. "La cosa migliore è che siamo ancora in piedi a far tremare il mondo. È una sensazione fantastica".
Parole che spiegano meglio di qualsiasi statistica il segreto della longevità di una band nata ad Hannover nel 1965 e diventata una delle realtà più influenti della storia dell’hard rock mondiale.
Dall’Hannover degli anni Sessanta al Madison Square Garden
Quando gli viene chiesto quale sia stato il momento in cui gli Scorpions hanno capito di “avercela fatta”, Meine non sceglie un solo episodio. Preferisce una serie di immagini che raccontano l’ascesa internazionale della band.
"Quando abbiamo suonato per la prima volta al Marquee di Londra, a Soho, e ci siamo esibiti su un palco dove, prima di noi, si erano esibiti i Rolling Stones o Jimi Hendrix", ricorda. Poi il Giappone dei leggendari Tokyo Tapes, fino alla consacrazione americana.
"Probabilmente nel 1984, quando abbiamo suonato al Madison Square Garden, è stato un momento davvero speciale. Ti sentivi davvero come se fossi in cima al mondo".
Nella memoria del cantante scorrono anche eventi diventati parte della storia del rock: l’US Festival in California, Rock in Rio e il Moscow Music Peace Festival del 1989. Tappe che hanno contribuito a trasformare una band tedesca in un fenomeno globale.
Eppure, dietro i grandi numeri, resta la stessa filosofia di sempre. "Gli Scorpions sono sempre stati una band da concerti", sottolinea Meine. "Vogliamo che i fan tornino a casa quella sera dicendo che è stata magica".
Wind of Change, la Guerra Fredda e la musica come ponte
Uno dei passaggi più intensi dell’intervista arriva quando si parla dell’Unione Sovietica e del ruolo che gli Scorpions hanno avuto negli anni della fine della Guerra Fredda.
Alla domanda sulla presunta blacklist che avrebbe colpito le band rock occidentali nei paesi del blocco sovietico, Meine risponde ricordando l’atmosfera di quegli anni.
"A quei tempi il rock and roll era vietato in quei paesi, e quando suonammo a Leningrado nell’88 ci sentivamo dei pionieri che portavano la cultura occidentale".
Poi la frase che sintetizza perfettamente lo spirito degli Scorpions: "I nostri genitori sono venuti con i carri armati, noi veniamo con le chitarre".
Da quell’esperienza nascerà anche Wind of Change, uno dei brani simbolo della fine del Novecento. Il cantante ricorda il ritorno a casa dopo il Moscow Music Peace Festival e le immagini dei soldati sovietici che festeggiavano insieme ai fan occidentali.
"Quando sono tornato a casa, ho scritto Wind of Change. Era solo un modo per esprimere i sentimenti che provavamo".
Una canzone che ancora oggi continua a rappresentare un messaggio di pace e unità, perfettamente coerente con la visione che la band ha sempre cercato di trasmettere.
Il futuro? Un film hollywoodiano sugli Scorpions
La vera sorpresa dell’intervista arriva però nel finale. Guardando oltre il tour, Klaus Meine ha confermato l’arrivo di un biopic dedicato alla storia degli Scorpions.
"Uscirà un film biografico hollywoodiano sugli Scorpions per tutti i fan del mondo, e sarà qualcosa di davvero speciale perché racconta la lunga storia, il lungo percorso verso il successo".
Un progetto che racconterà la crescita della band nella Germania divisa dal Muro di Berlino fino alla conquista dei palchi internazionali. "Non si tratta tanto di sesso, droga e rock and roll. È molto più amore, pace e unità".
Le informazioni emerse negli ultimi mesi confermano che il film si intitolerà Wind of Change e vedrà Ludwig Trepte nel ruolo di Klaus Meine, Alexander Dreymon in quello di Rudolf Schenker, Ed Speleers nei panni di Matthias Jabs e Dominic West nel ruolo del manager Doc McGhee.
Prima del grande schermo, però, c’è ancora il palco. E per i fan italiani l’appuntamento è già segnato in calendario. Perché, come dice Klaus Meine guardando ai sessant’anni degli Scorpions, «è stato un viaggio incredibile». E, a giudicare dall’entusiasmo con cui continua a raccontarlo, sembra tutt’altro che finito.