Rolling Stone, i 100 migliori assoli di chitarra: la classifica che divide
06 maggio 2026 alle ore 13:14, agg. alle 13:49
Da Hendrix a Prince, la selezione Rolling Stone riscrive il mito dell’assolo tra tecnica, emozione e scelte controverse
Quando Rolling Stone pubblica una classifica, raramente si limita a ordinare nomi: piuttosto, costruisce una narrazione culturale. La lista dei “100 Greatest Guitar Solos” non fa eccezione e, anzi, rappresenta uno dei tentativi più ambiziosi degli ultimi anni di ridefinire cosa significhi davvero “assolo memorabile”.
Non si tratta semplicemente di tecnica o velocità, ma di impatto emotivo, contesto storico e capacità di lasciare un segno nella memoria collettiva.
L’introduzione stessa della classifica chiarisce l’intento: superare il cliché dell’assolo come pura esibizione virtuosistica per valorizzare invece momenti in cui la chitarra diventa linguaggio espressivo totale. È per questo che convivono nella lista artisti come Jimi Hendrix, simbolo della rivoluzione sonora, e Prince, capace di fondere pop, funk e spiritualità in un unico gesto musicale.
Il risultato è una selezione trasversale che attraversa oltre cinquant’anni di musica: dagli anni ’60 del blues elettrico fino all’indie contemporaneo. Ma è proprio questa ampiezza a generare dibattito. Alcuni critici sottolineano l’assenza di nomi storici o il posizionamento basso di chitarristi iconici; altri, invece, apprezzano la volontà di aggiornare il canone includendo sensibilità più moderne. In ogni caso, la classifica non è neutrale: è una presa di posizione su cosa oggi consideriamo “grande”.
Tra emozione e tecnica: le prime 5 posizioni
Il primo posto assegnato a “Purple Rain” di Prince è forse la scelta più significativa. Qui l’assolo non è un esercizio tecnico ma una costruzione narrativa: ogni nota sembra rispondere a una tensione emotiva crescente. Rolling Stone premia la capacità di trasformare la chitarra in una voce che racconta dolore, redenzione e catarsi.
Al secondo posto troviamo “Machine Gun” di Jimi Hendrix, registrata dal vivo. È un assolo che rompe completamente con la tradizione: rumore, feedback e distorsione diventano strumenti per evocare la guerra del Vietnam. Qui la tecnica è al servizio di un messaggio politico e sensoriale, rendendo il brano uno dei più radicali della storia del rock.
Terza posizione per “Hotel California” degli Eagles, esempio perfetto di equilibrio tra composizione e melodia. Il doppio assolo finale è costruito con precisione quasi architettonica, dimostrando come la grandezza possa nascere anche dalla collaborazione e dall’armonia tra più chitarre.
Quarto posto per “Eruption” di Eddie Van Halen, che rappresenta il vertice della tecnica chitarristica. Il tapping rivoluzionario ha influenzato intere generazioni, ridefinendo ciò che era possibile fare con lo strumento.
Chiude la top 5 “Comfortably Numb” dei Pink Floyd, con l’assolo di David Gilmour: un esempio di lirismo puro. Ogni nota è calibrata, ogni pausa ha un significato. È la dimostrazione che la semplicità, quando è consapevole, può essere più potente della complessità.
Queste cinque posizioni raccontano già tutto: non esiste un solo modo di essere “grandi”. Emozione, tecnica, innovazione e composizione convivono in un equilibrio dinamico.
Una mappa della chitarra: differenze di generi, epoche e visioni
Analizzando l’intera classifica emerge una struttura quasi enciclopedica. Il rock classico domina le prime posizioni, ma non è esclusivo: il funk, il blues, l’hard rock e persino l’alternative trovano spazio. Artisti come Stevie Ray Vaughan rappresentano la tradizione blues, mentre nomi più recenti dimostrano come l’assolo continui a evolversi.
Interessante anche la presenza di versioni live, che sottolineano l’importanza del contesto performativo. Non sempre l’assolo migliore è quello inciso in studio: a volte è quello che cattura un momento irripetibile.
La lista, però, non è priva di contraddizioni che riguardano specialmente una scarsa presenza di artisti metal e il pop che figura principalmente attraverso figure ibride come Prince, mentre l'alternative è relegato alla seconda metà.
E per voi qual è l'assolo di chitarra migliore di sempre?
Di seguito le prime 20 posizioni della classifica di Rolling Stone dei 100 migliori solo di chitarra. QUI la classifica integrale
- Prince – Purple Rain
- Jimi Hendrix – Machine Gun
- Eagles – Hotel California
- Pink Floyd – Comfortably Numb
- Van Halen – Eruption
- Chuck Berry – Johnny B. Goode
- Led Zeppelin – Stairway to Heaven
- Steely Dan – Kid Charlemagne
- Funkadelic – Maggot Brain
- The Beatles – While My Guitar Gently Weeps
- Jimi Hendrix – All Along the Watchtower
- Michael Jackson – Beat It (Eddie Van Halen)
- The Allman Brothers Band – Statesboro Blues
- Queen – Bohemian Rhapsody
- Prince – While My Guitar Gently Weeps (Live)
- Grateful Dead - Morning Dew (Live)
- Ozzy Osbourne - Crazy Train
- The Jimi Hendrix Experience - Little Wing
- Lynyrd Skynyrd - Free Bird
- Jeff Beck - Freeway Jam