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Roger Daltrey: “The Who sono stati la prima band metal”

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Author image Gianluigi Riccardo

03 giugno 2026 alle ore 15:41, agg. alle 16:38

Il cantante degli Who rivendica un ruolo centrale nella nascita dell’heavy metal: volume, attitudine e impatto live prima di tutti gli altri

Roger Daltrey rilancia una delle discussioni più longeve della storia del rock e assegna agli Who un ruolo decisivo nella nascita dell’heavy metal. In una recente intervista concessa a Rolling Stone, il frontman della band britannica ha sostenuto senza mezzi termini che il gruppo formato insieme a Pete Townshend, John Entwistle e Keith Moon sia stato il vero precursore del genere che avrebbe poi trovato la sua consacrazione negli anni Settanta.

La dichiarazione arriva sulla scia di alcune considerazioni espresse da Ian Paice dei Deep Purple, altro protagonista assoluto dell’evoluzione della musica pesante. Per Daltrey, però, il contributo degli Who non riguarda soltanto il suono, ma anche l’approccio alla performance dal vivo, l'impatto visivo e la concezione stessa del rock come esperienza fisica e ad alto volume.

Roger Daltrey: “Siamo stati la prima band heavy metal”

Nel corso dell’intervista, Daltrey ha affermato: "Siamo stati la prima band heavy metal". Una frase destinata inevitabilmente a far discutere, soprattutto considerando che il dibattito sulle origini del genere coinvolge da decenni nomi come Black Sabbath, Led Zeppelin, Deep Purple e molti altri.

Il cantante ha spiegato le ragioni della sua convinzione sottolineando come gli Who fossero profondamente diversi dai loro contemporanei. "Eravamo semplicemente diversi da tutti gli altri", ha dichiarato, ricordando come la band avesse portato sul palco un livello di aggressività sonora e scenica inedito per l'epoca.

Daltrey ha inoltre rivendicato il ruolo pionieristico di Pete Townshend nello sviluppo del rock ad alto volume. "Jim Marshall inventò il cabinet 4x12 e lo stack da 100 watt per Pete Townshend", ha ricordato. Un riferimento importante, perché gli amplificatori Marshall ad alta potenza sarebbero diventati uno degli elementi distintivi dell’hard rock e dell’heavy metal negli anni successivi.

Tra gli altri aspetti evidenziati dal cantante c'è anche la celebre distruzione degli strumenti sul palco. "Tutto ciò per cui Jimi Hendrix divenne famoso con le chitarre distrutte era stato sostanzialmente copiato da Pete Townshend", ha sostenuto Daltrey, attribuendo al chitarrista degli Who un ruolo fondamentale nella definizione dell’estetica ribelle del rock moderno.

A rafforzare la sua tesi c'è poi il riferimento all'ambizione artistica del gruppo. "E poi c'è stata la prima rock opera", ha aggiunto, ricordando come gli Who abbiano contribuito ad ampliare i confini espressivi del rock ben prima che diventasse una pratica comune.


Gli Who e l'eredità sulla musica pesante

Al di là della provocazione, è difficile negare l'enorme influenza esercitata dagli Who sulla successiva evoluzione del rock duro. Fin dalla metà degli anni Sessanta il gruppo si distingueva per un volume eccezionale, una sezione ritmica potentissima e una presenza scenica fuori dagli schemi.

Pete Townshend sviluppò un linguaggio chitarristico fondato su power chord, feedback e dinamiche aggressive. John Entwistle trasformò il basso elettrico in uno strumento protagonista, mentre Keith Moon portò la batteria verso livelli di energia e imprevedibilità che avrebbero influenzato generazioni di musicisti. Roger Daltrey completava il quadro con una vocalità potente e fisica, lontana dagli standard più melodici del beat britannico dell'epoca.

Non è un caso che Ian Paice abbia recentemente riconosciuto il peso storico della band. Il batterista dei Deep Purple ha dichiarato: "Gli Who fecero tutto prima degli altri. Furono i primi a utilizzare grandi amplificatori e i primi a spingere il rock oltre le graziose canzoni pop". Paice ha aggiunto che il gruppo "ha cambiato tutto per i ragazzi che volevano fare qualcosa di più violento", citando l'aggressività vocale di Daltrey, l'approccio scenico di Townshend e la follia creativa di Keith Moon.

Anche sul fronte del volume, gli Who hanno costruito una reputazione leggendaria. La ricerca di una pressione sonora sempre maggiore contribuì allo sviluppo delle grandi configurazioni Marshall che sarebbero poi diventate uno standard per hard rock e metal. In questo senso, il collegamento con la storia delle band più rumorose di sempre è tutt'altro che casuale: già negli anni Sessanta il gruppo londinese era considerato un riferimento assoluto per potenza sonora e impatto live.



Una dichiarazione provocatoria ma non priva di fondamento

Affermare che gli Who siano stati la prima band heavy metal significa inevitabilmente entrare in un terreno controverso. La maggior parte degli storici del rock continua infatti a individuare nei Black Sabbath il primo gruppo pienamente riconoscibile come heavy metal, mentre altri attribuiscono un ruolo fondamentale a Led Zeppelin, Deep Purple, Blue Cheer o persino agli Iron Butterfly.

Tuttavia, le parole di Daltrey acquistano maggiore credibilità se interpretate non in senso strettamente stilistico ma come rivendicazione di un'eredità culturale e musicale. Gli Who non suonavano heavy metal nel significato moderno del termine, ma introdussero molti degli elementi che sarebbero diventati fondamentali per il genere: amplificazione estrema, aggressività sonora, spettacolarità distruttiva, ritmiche potenti e una concezione del concerto come esperienza travolgente.

Del resto, anche Pete Townshend aveva già avanzato una riflessione simile alcuni anni fa, arrivando a sostenere che gli Who avessero "in qualche modo inventato l'heavy metal" con il live album Live at Leeds, spesso indicato come una delle registrazioni dal vivo più potenti e influenti della storia del rock.

Le parole di Daltrey probabilmente non chiuderanno il dibattito sulle origini dell'heavy metal. Hanno però il merito di riportare l'attenzione sul contributo spesso sottovalutato degli Who, una band che ha cambiato per sempre il modo di intendere volume, energia e presenza scenica nel rock. E se oggi il metal esiste nella forma che conosciamo, una parte della sua storia passa inevitabilmente anche da Townshend che distrugge una chitarra, da Moon che demolisce una batteria e da Daltrey che domina il palco come pochi altri frontman della sua generazione.


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