Ritrovato un nastro perduto di Ozzy e Randy Rhoads del 1980
09 febbraio 2026 alle ore 15:40, agg. alle 16:19
Una registrazione inedita di Ozzy e Randy emerge da un’attica: dodici minuti di improvvisazioni con Rhoads, prima che la carriera di entrambi esplodesse.
Un nastro dimenticato per oltre quattro decenni è riemerso dall’oblio e ha riportato alla luce un momento cruciale nella storia dell’heavy metal: una registrazione di Ozzy Osbourne e Randy Rhoads insieme nel 1980, pochi mesi prima della svolta che avrebbe cambiato per sempre il destino di entrambi.
Il ritrovamento – avvenuto in una soffitta inglese, etichettato come “Ozzie Last Day” – restituisce ai fan una finestra sonora unica su un Ozzy alle prese con il suo futuro solista e, soprattutto, su Rhoads nei suoi primi passi con il Principe delle Tenebre.
La cassetta, scoperta da David Jolly, amico dell’allora ex frontman dei Black Sabbath, contiene circa dodici minuti di improvvisazioni blues-rock registrate durante una sessione informale con Ozzy, il bassista Bob Daisley e il giovane chitarrista Randy Rhoads. Non si tratta di brani completi come quelli che sarebbero finiti su Blizzard of Ozz, ma piuttosto di jam session grezze che raccontano il processo creativo e l’alchimia tra i musicisti.
È un documento che arricchisce la leggenda: in quei pochi minuti si sente la voce riconoscibile di Ozzy mentre si muove tra frasi blues e sussurri di melodie, e la chitarra di Rhoads – già allora potente e originale – si intreccia con l’improvvisazione, mostrando l’impatto che avrebbe avuto sulla musica heavy metal nei mesi e anni seguenti.
La registrazione è stata confermata autentica da Daisley, che ha ricordato di aver riconosciuto immediatamente se stesso, Ozzy e Rhoads quando l’ha sentita.
Randy e Ozzy: la chimica che ha risvegliato una carriera
L’incontro artistico tra Ozzy Osbourne e Randy Rhoads non fu casuale. Dopo l’uscita di Ozzy dai Black Sabbath nel 1979, il cantante stava attraversando un periodo creativo e personale difficile, incerto sul suo futuro. Fu in quel momento che incontrò Rhoads, chitarrista talentuoso e classicamente formato, la cui visione sonora avrebbe incarnato un nuovo corso per il rock e il metal.
La collaborazione decollò immediatamente: Rhoads portò una freschezza e una raffinatezza tecnica che non si ascoltavano nella scena metal dell’epoca, fondendo elementi neoclassici con riff incisivi e melodie audaci. Questo approccio fu fondamentale per i due album che seguirono: Blizzard of Ozz (1980) e Diary of a Madman (1981). Entrambe le opere sono oggi considerate pietre miliari per le chitarre elettriche e per il rock moderno, con brani come “Crazy Train”, “Mr. Crowley” e “Flying High Again” che hanno segnato generazioni di musicisti e fan.
La loro sinergia si avvertiva non solo nelle registrazioni ufficiali, ma anche nelle prove, negli scambi creativi e nelle lunghe sessioni di lavoro. La recente registrazione rinvenuta è significativa proprio perché cattura il momento prima del successo, quando Ozzy e Rhoads stavano ancora esplorando sonorità e consolidando un’intesa che sarebbe poi esplosa negli album che li resero celebri.
Per Ozzy, il contributo di Rhoads fu determinante: il chitarrista non solo arricchì il suono della band ma, secondo lo stesso cantante, gli “salvò la carriera” dopo un periodo di difficoltà. La sua tecnica, la sensibilità melodica e l’audacia interpretativa contribuirono a dare a Ozzy un’identità solista forte, capace di tenere testa alle trasformazioni del rock degli anni ’80.
L’eredità, la tragedia e il suono che continua a vivere
La parabola di Randy Rhoads è tragicamente breve.
Nel marzo del 1982, appena 25 anni, il chitarrista morì in un incidente aereo durante il tour di Diary of a Madman. La sua perdita fu un colpo devastante non solo per Ozzy, che definì quel momento “la più grande tragedia della mia vita”, ma per l’intera comunità musicale. Tuttavia, la sua eredità sopravvive nei suoni immortali che ha contribuito a creare.
Oggi, oltre quarant’anni dopo, il ritrovamento di un semplice nastro di prova getta nuova luce su quella breve ma potentissima alleanza artistica. Non contiene tracce ufficiali dei brani che conosciamo bene, ma è un tesoro per i fan e i storici della musica: rappresenta un’istantanea non filtrata della creatività di due artisti al lavoro, in cui si riconoscono le radici future di tutto ciò che avrebbero realizzato insieme.
Questo documento, ora emerso dall’oscurità, non solo celebra il talento di Rhoads e l’energia di Ozzy, ma testimonia come, anche nelle fasi preliminari, il genio artistico possa manifestarsi con chiarezza e intensità – bastano pochi minuti di registrazione per capire che la storia del rock non sarebbe stata la stessa senza di loro.