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Record Store Day Black Friday 2026: le uscite rock più interessanti

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Author image Gianluigi Riccardo

07 ottobre 2026 alle ore 11:34, agg. alle 12:25

Springsteen dal vivo nel 1975, sessioni dei Doors e Motörhead a Margate: i titoli d’archivio da segnare per il Black Friday.

Il Record Store Day Black Friday torna venerdì 27 novembre con una nuova selezione di uscite in edizione limitata.

Tra le proposte per chi ascolta rock, la parte più interessante non è soltanto quella delle ristampe colorate o degli oggetti da collezione. Ci sono registrazioni dal vivo che restituiscono una band in un momento preciso della propria storia, sessioni d’archivio e materiali capaci di far riascoltare album noti da un’altra prospettiva.

Il titolo più consistente, per dimensioni e contenuto, è il concerto di Bruce Springsteen e della E Street Band al Tower Theatre di Philadelphia, registrato la notte di Capodanno del 1975.

Ma nella selezione trovano posto anche i Doors, i Motörhead, i Ramones, i Black Sabbath e i Rolling Stones: una lista che permette di attraversare epoche e scene molto diverse senza fermarsi ai soliti greatest hits.

Springsteen e i Doors: due finestre aperte sugli archivi

Live at Tower Theatre Philly 1975 raccoglie l’intero set di 18 brani su quattro LP, con una versione in doppio CD. La registrazione risale alla notte di San Silvestro del 1975, durante la serie di concerti al teatro di Upper Darby, nell’area di Philadelphia: Born to Run era uscito da pochi mesi e Springsteen stava trasformando il successo del disco in una reputazione live sempre più solida. La scaletta comprende “Tenth Avenue Freeze-Out”, “Born to Run”, “Backstreets”, “Jungleland” e “Thunder Road”, oltre a “Twist and Shout” e “Quarter to Three” nel finale. Il valore del cofanetto sta soprattutto nella possibilità di ascoltare lo spettacolo nella sua interezza, anche se era già apparso come bootleg, questa volta in una qualità ottimale.

È un documento interessante per chi vuole osservare da vicino la E Street Band in quella fase: tra l’urgenza del rock’n’roll e l’ambizione narrativa che avrebbe definito i concerti di Springsteen negli anni successivi.

Un’altra uscita d’archivio da tenere d’occhio è In The Beginning: 1966 Sessions dei Doors. Il disco offre uno scorcio su una sessione ai Sunset Sound Studios di Los Angeles del 29 agosto 1966, mentre il gruppo lavorava al proprio album di debutto. È un momento cruciale: il disco sarebbe uscito nel gennaio 1967 e avrebbe portato nella musica popolare un suono in cui organo, blues, poesia e tensione psichedelica convivevano senza seguire una formula convenzionale. La sua attrattiva editoriale è già chiara: la possibilità di avvicinarsi al lavoro in studio mentre una delle band più riconoscibili degli anni Sessanta stava ancora definendo la propria identità. Accanto ai Doors, la lista include anche The Löst Tapes Vol. 8: Live at Margate dei Motörhead, registrato ai Winter Gardens di Margate il 5 novembre 1984: un nuovo capitolo della serie di concerti d’archivio del gruppo, qui disponibile in doppio LP.


Sabbath, Stones e Ramones: ristampe che raccontano tre svolte

Per i Black Sabbath arriva un’edizione del cinquantesimo anniversario di Technical Ecstasy, album del 1976 che documenta una fase di cambiamento per la band e per il suo rapporto con il pubblico. Il disco si allontanava in parte dalla compattezza dei primi lavori e lasciava spazio a soluzioni più ampie, tra cui “You Won’t Change Me” e “She’s Gone”: un titolo che può riaccendere la discussione su quanto il gruppo stesse cercando nuove strade prima di Never Say Die! e della separazione di Ozzy Osbourne.

Tra le uscite d’interesse c’è anche Aftermath (US) dei Rolling Stones, nella versione americana dell’album del 1966. Fu il primo disco della band composto interamente da brani originali di Mick Jagger e Keith Richards; questa edizione è annunciata su vinile trasparente da 180 grammi, con lavorazione analogica dalle fonti stereo originali e una stampa litografica esclusiva. Per il punk, invece, i Ramones compaiono con Subterranean Jungle Demos, dedicato alle registrazioni preparatorie dell’album del 1983: un’occasione per confrontarsi con una fase meno canonizzata della loro discografia, dopo il suono più levigato di End of the Century e prima degli ultimi dischi con la formazione classica.


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