Radiofreccia Rock Campus, quindicesima puntata: Eddi Berni, Ersiria e i Rolling Stones
31 marzo 2026 alle ore 19:42, agg. alle 19:49
Tra provocazione, realismo e ambiguità, Eddi Berni ed Ersiria analizzano “Brown Sugar”, classico controverso dei Rolling Stones.
Prosegue il viaggio dentro la storia del rock di Radiofreccia Rock Campus, il format che ogni settimana mette a confronto una grande canzone e lo sguardo fresco di una nuova generazione.
Nella quindicesima puntata, protagonista insieme a Eddi Berni è Ersiria, giovane studentessa appassionata di musica e arte, che si confronta con un classico assoluto: "Brown Sugar" dei Rolling Stones.
Fin dalle prime battute, Eddi introduce il brano come "una specie di bigino di come si fa una canzone rock", sottolineandone la forza immediata e la struttura essenziale.
Pubblicata nel 1971 e scritta da Mick Jagger, la canzone nasce in Australia durante una pausa dalle riprese di un film e si porta dietro, sin dall’origine, un’aura controversa: "Aveva un titolo ancora più esplicito di Brown Sugar".
Il cuore della puntata ruota attorno all’ambiguità del brano, sia nel titolo sia nei contenuti. "Fa riferimento a un’allusione, a una metafora sessuale", spiega Eddi Berni, "ma è anche il nome di un tipo di eroina". Un doppio livello che riflette perfettamente lo spirito di un’epoca e di una band che, come ricorda lo stesso conduttore, "con quel tipo di mondo ci avevano molto a che fare".
Ersiria sottolinea come questa libertà espressiva fosse particolarmente audace per l’epoca: "Per gli anni ’70 è stato un osare da parte delle band, soprattutto sui temi trattati: sessualità, droga…". Un approccio che oggi può risultare ancora più problematico, tanto che il brano è stato spesso escluso dalle scalette live della band: "Oggi fuori dal contesto può essere considerato troppo esplicito per il tipo di storie che racconta".
Tra realismo e provocazione
Uno dei passaggi più interessanti della conversazione riguarda il parallelo con il mondo dell’arte.
Ersiria, che studia storia dell’arte, legge “Brown Sugar” come un esempio di realismo: “Si va a trattare un argomento per com’era, anche se scomodo… ti mostra semplicemente quello che succede”.
Una chiave di lettura che amplia il significato del brano, spostandolo dalla semplice provocazione a una forma di racconto crudo e diretto della realtà.
Il dialogo si allarga poi alla figura di David Bowie, grande passione di Ersiria. I legami tra Bowie e Jagger sono molteplici, tra collaborazioni, scandali e influenze reciproche. “Hanno sempre avuto gli stessi gusti, sono stati protagonisti di scandali insieme”, racconta la studentessa.
Ersiria propone un interessante confronto tra “Brown Sugar” e l’universo bowiano, scegliendo “Diamond Dogs” come controparte: “Sono due facce della stessa medaglia: Brown Sugar tocca il realismo, mentre Bowie va verso una realtà distopica”.
Un contrasto che mette in luce come artisti della stessa epoca possano affrontare temi simili con linguaggi completamente diversi.
Il blues come radice comune
Non manca un passaggio fondamentale sulle radici del rock: il blues.
Eddi Berni ricorda il ruolo centrale di Muddy Waters, “artista cerniera tra Rolling Stones e David Bowie”, e sottolinea come proprio dal blues derivino molti dei temi espliciti e diretti presenti anche in “Brown Sugar”.
“Il blues ha preso le strutture del gospel e dello spiritual”, spiega, “ma al posto di parlare di religione ha raccontato la vita vera”. Un’eredità che il rock ha raccolto e trasformato, mantenendo però quella capacità di raccontare senza filtri.
Nel finale, spazio alla visione di Ersiria sul rock oggi. A colpire è la distanza che percepisce rispetto alla musica contemporanea: “È un mondo molto distante da quello che vediamo adesso… non ha paura di dire quello che si deve”. Un’affermazione che riassume perfettamente lo spirito della puntata: il rock come linguaggio libero, diretto, spesso scomodo, ma proprio per questo ancora attuale.
E tra riflessioni, aneddoti e musica, arriva anche il momento simbolico del “diploma” di Rock Campus, con tanto di lancio finale del tocco. Un rito leggero che chiude una puntata intensa, capace di raccontare non solo una canzone, ma un intero modo di intendere la musica.