Phil Collins, nuova musica possibile: un album dopo 16 anni tra salute, sobrietà e Rock Hall
19 agosto 2026 alle ore 17:45, agg. alle 19:31
Phil Collins riapre alla nuova musica: brani finiti, idee da sviluppare e uno studio pronto. Sul ritorno dal vivo, però, resta prudente.
Phil Collins non ha annunciato un nuovo album. Ma, per la prima volta da parecchio tempo, parlare di nuova musica non sembra più soltanto un esercizio di nostalgia. Il musicista britannico, 75 anni, ha infatti confermato di avere ancora uno studio a casa, materiale incompleto sul quale potrebbe tornare a lavorare e persino alcune canzoni già terminate. Alla domanda sulla possibilità di pubblicare qualcosa di nuovo, la risposta è stata prudente ma tutt’altro che definitiva: "Non dirò mai di no, ormai".
È un cambio di prospettiva importante per un artista la cui carriera negli ultimi anni sembrava essersi progressivamente spostata dal futuro al passato. L’ultimo album pubblicato da Collins resta Going Back del 2010, dedicato alle cover Motown, mentre per trovare un disco composto da materiale originale bisogna risalire addirittura a Testify del 2002. Nel mezzo ci sono stati il ritorno sulle scene, i problemi fisici sempre più seri e l’ultimo tour dei Genesis, concluso a Londra nel marzo 2022.
Oggi, però, Collins sembra voler evitare proprio quella parola che per anni ha accompagnato ogni aggiornamento sulle sue condizioni: fine.
Phil Collins e il nuovo album: ci sono già canzoni finite
Le dichiarazioni più recenti arrivano da un’intervista concessa a Prog. Collins racconta di avere ancora il suo piccolo studio domestico e di voler tornare a entrarci semplicemente per vedere cosa succede. Non c’è quindi un progetto strutturato, nessuna data e soprattutto nessun nuovo album ufficialmente in lavorazione, ma esiste qualcosa di molto più concreto di una generica disponibilità.
"Ci sono cose che potrei finire. E altre che sono finite", ha spiegato, aggiungendo che nuova musica "non è fuori dal campo delle possibilità".
Già a maggio Collins aveva raccontato di continuare ad appuntarsi idee per i testi e di avere brani ancora a metà insieme ad alcuni pezzi completati. In un’altra recente intervista ha parlato anche di una ballad già pronta e di una "forte idea" che potrebbe diventare il punto di partenza per altro materiale.
Parte di quel materiale esiste già. Bisognerà capire se avrà voglia, energia e motivazioni sufficienti per trasformarlo in un progetto completo oppure se preferirà lavorare senza l’obiettivo obbligatorio di un album.
Dopo oltre vent’anni senza un disco di inediti, anche poche nuove canzoni avrebbero comunque un peso particolare. E nelle parole di Collins sembra essere tornata almeno una curiosità creativa che negli ultimi anni era inevitabilmente passata in secondo piano.
Alcolismo e problemi di salute: «Ero vicino alla morte»
Dietro questa nuova apertura c’è però una vicenda personale molto più pesante. Nelle interviste pubblicate nelle ultime settimane Collins ha raccontato con particolare chiarezza quanto siano state gravi le conseguenze della dipendenza dall’alcol.
Il ricovero più drammatico iniziò nel novembre 2023 e proseguì per diversi mesi. Durante il 2024 le sue condizioni diventarono critiche, con pancreas, reni e fegato fortemente compromessi e un periodo nel quale fu necessario il supporto vitale. Collins ha raccontato che familiari e persone a lui vicine erano arrivati in Svizzera temendo di dovergli dire addio. Lui stesso, invece, non aveva compreso quanto la situazione fosse vicina a un punto di non ritorno.
Il problema, ha spiegato, non era necessariamente rappresentato da episodi di ubriachezza evidente. Era diventata piuttosto una routine: bere vino già al mattino, continuare durante il giorno e trasformare lentamente l’alcol in qualcosa di normale quanto bere acqua. "Il mio corpo ha ceduto", ha sintetizzato Collins ricordando quel periodo.
Oggi la situazione descritta dal musicista è molto diversa. Collins sostiene di non bere da tre anni e di sottoporsi a fisioterapia tre volte alla settimana. Dopo cinque interventi al ginocchio continua ad avere problemi di mobilità e utilizza le stampelle anche per evitare cadute, mentre i danni neurologici legati ai precedenti problemi alla colonna vertebrale gli impediscono ormai da tempo di suonare la batteria.
Il suo aggiornamento più recente è però decisamente positivo: dal punto di vista fisico si considera oggi praticamente al 100%. Una valutazione personale che non cancella una storia clinica complessa, ma che aiuta a capire perché Collins abbia ricominciato a parlare di studio, canzoni e persino della possibilità di tornare un giorno davanti a un pubblico.
Un ritorno dal vivo? Prima c’è la Rock and Roll Hall of Fame
Sul palco, infatti, Collins resta molto più prudente. Non si esibisce dal 26 marzo 2022, quando i Genesis chiusero alla O2 Arena di Londra il The Last Domino? Tour. Già allora cantava seduto mentre alla batteria c’era il figlio Nic Collins.
A maggio gli è stato chiesto direttamente se potrebbe tornare a esibirsi. La prima risposta è stata fredda: «Non riesco davvero a immaginarlo». Poco dopo, però, Collins ha corretto parzialmente il tiro, spiegando che un ritorno è qualcosa che potrebbe comunque «prendere in considerazione». Non una promessa, quindi, ma nemmeno un ritiro formalmente definitivo.
Una prima occasione ci sarebbe già. Il 14 novembre Collins entrerà nella Rock and Roll Hall of Fame come artista solista, sedici anni dopo l’ingresso dei Genesis nel 2010. La cerimonia si terrà al Peacock Theater di Los Angeles e nella classe del 2026 ci saranno anche Oasis, Iron Maiden, Billy Idol, Joy Division/New Order, Sade, Luther Vandross e Wu-Tang Clan.
La Rock Hall gli ha chiesto di esibirsi, ma Collins ha rifiutato. Il problema, ha spiegato, è che non basta salire sul palco: servono prove, preparazione fisica e soprattutto una voce allenata dopo anni di inattività. Presentarsi senza essere pronto rischierebbe di trasformare il momento in qualcosa di diverso da quello che vorrebbe.
La serata avrà comunque un'altra curiosità: Collins e gli Oasis saranno premiati nello stesso anno. Un incontro che riporterà inevitabilmente alla vecchia rivalità con Noel Gallagher, che negli anni Novanta arrivò a definirlo "l’anticristo della musica". Collins oggi tratta la questione con molta più ironia e ha già fatto sapere che sarà interessante incontrare i Gallagher al pranzo organizzato per gli artisti prima della cerimonia.
Nuovo album, ritorno dal vivo, Rock Hall: per ora nessuno di questi elementi rappresenta l’annuncio di un vero comeback. Ma rispetto agli anni in cui ogni notizia su Phil Collins sembrava inevitabilmente legata alle sue condizioni fisiche e alla fine della carriera, oggi il vocabolario è cambiato. Ci sono canzoni da finire, uno studio nel quale tornare e una porta che Collins, almeno questa volta, ha scelto di non chiudere.