Paul McCartney torna a SNL: duetto con Chad Smith e sketch con Will Ferrell
18 maggio 2026 alle ore 13:25, agg. alle 13:46
Il Beatle chiude la stagione 51 di Saturday Night Live tra ironia, memoria storica e il debutto live di “Days We Left Behind” con Chad Smith alla batteria.
A 83 anni Paul McCartney continua a muoversi con la naturalezza di chi non ha bisogno di celebrare il proprio passato per restare centrale nel presente. La sua partecipazione al season finale della stagione 51 di Saturday Night Live è stata costruita esattamente così: senza monumentalizzazioni, ma con una presenza costante dentro tutto l’episodio.
Musica, comicità, citazioni storiche e un nuovo singolo portato in tv per la prima volta ad anticipare l'uscita di "The Boys Of Dungeon Lane", il nuovo album previsto per il 29 maggio.
La puntata, andata in onda con Will Ferrell come host, ha trasformato McCartney in uno dei veri motori narrativi dello show. Non solo musical guest, quindi, ma presenza attiva dentro il ritmo della serata, anche in virtù del fatto che il tutto si è incastrato con l'interminabile gioco tra Ferrell e Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers, per l'occasione nella band di McCartney.
Will Ferrell, Chad Smith e il gioco del doppio che apre la serata
Uno dei momenti più riusciti dell’episodio arriva già nel monologo iniziale. Sul palco compare infatti Chad Smith, vestito esattamente come Will Ferrell. Una gag costruita sull’ormai storica somiglianza tra i due, sfruttata più volte negli anni tra televisioni americane e sketch live.
Per alcuni secondi il pubblico crede davvero che quello sul palco sia Ferrell. Poi arriva il vero host, che interrompe Smith accusandolo ironicamente di avergli “rubato” il monologo. Il siparietto cresce rapidamente fino all’intervento di McCartney dal pubblico. È lì che il Beatle entra nella gag e la ribalta con una battuta secca rivolta al batterista: “Che cosa credi di fare, Chad?”.
Il dettaglio importante è che Chad Smith non rimane confinato allo sketch. Durante la serata resta infatti nella house band del programma e accompagna direttamente McCartney nella performance principale della puntata.
La performance di McCartney al SNL
Il centro musicale dell’episodio è stato il debutto televisivo di “Days We Left Behind”, nuovo brano tratto dal prossimo album di McCartney, The Boys of Dungeon Lane. Sul palco, insieme alla band, c’era proprio Chad Smith alla batteria.
Dietro ai musicisti scorrevano immagini d’archivio dedicate all’infanzia di McCartney a Liverpool e ai primi anni dei Quarrymen, in una costruzione visiva volutamente essenziale ma efficace. Il senso della performance era chiaro: collegare il nuovo materiale alla memoria personale dell’artista senza trasformarlo in un esercizio nostalgico.
Subito dopo è arrivata “Band on the Run”, classico dell’epoca Wings che McCartney aveva già eseguito durante una precedente apparizione a SNL nel 2010. Un richiamo importante anche per il rapporto storico tra l’artista e il programma americano.
Il momento più significativo, però, è arrivato nei saluti finali. A sorpresa McCartney ha eseguito “Coming Up”, brano che aveva presentato per la prima volta proprio a SNL nel 1980. Una chiusura che ha funzionato come collegamento diretto tra due epoche del programma e due fasi completamente diverse della sua carriera.
Il rapporto tra McCartney e SNL, infatti, è molto più profondo di una semplice presenza occasionale. Negli anni il musicista è diventato uno degli ospiti simbolici dello show. Questa nuova partecipazione arriva dopo il suo coinvolgimento nello speciale per il cinquantesimo anniversario del programma, dove aveva eseguito il medley “Golden Slumbers”, “Carry That Weight” e “The End”.
Durante l’episodio McCartney è comparso anche in uno sketch ambientato in un’officina insieme a Ferrell e Marcello Hernández, interpretando un meccanico dai dialoghi volutamente assurdi. Un’apparizione breve ma coerente con il tono della puntata, che ha alternato comicità nonsense e riferimenti alla storia stessa di SNL.
Cosa sappiamo del nuovo album di Paul McCartney
L’altro elemento centrale della serata è stato inevitabilmente il nuovo disco. The Boys of Dungeon Lane uscirà il 29 maggio e rappresenta il ventunesimo album solista in studio di McCartney.
Il filo conduttore dell’album sarà Liverpool. Non quella mitizzata da cartolina, ma quella della memoria personale: infanzia, dopoguerra, primi gruppi, strade di Speke e anni precedenti ai Beatles. “Days We Left Behind”, il brano presentato a SNL, è stato il primo singolo ufficiale del progetto e sintetizza bene il tono del disco: melodico, riflessivo e costruito attorno ai ricordi senza trasformarsi in operazione nostalgica.
Negli ultimi giorni, però, l’attenzione si è spostata soprattutto su “Home to Us”, secondo estratto del disco e primo vero duetto ufficiale tra Paul McCartney e Ringo Starr. Il brano è uscito l’8 maggio e vede Starr non solo alla batteria ma anche alla voce, accompagnato da cori di Chrissie Hynde e Sharleen Spiteri.
McCartney ha raccontato che la canzone è nata ascoltando una traccia di batteria registrata da Ringo durante una jam con Andrew Watt. La presenza di Chad Smith a SNL potrebbe inoltre suggerire il suo coinvolgimento nel disco, visto che il batterista dei Red Hot è parte integrante delle produzioni di Andrew Watt.
https://youtu.be/DjcsjzDefzE?si=GZilw4puvlJfbqbc