Oli Sykes, l'episodio infantile che ha cambiato i live dei Bring Me The Horizon
12 maggio 2026 alle ore 12:22, agg. alle 12:45
Dal palco condiviso con i fan alle nuove produzioni immersive: il passato di Oli Sykes continua a influenzare ogni scelta dei Bring Me The Horizon.
Quando i Bring Me The Horizon invitano i fan sul palco non è solo una scelta scenica. Dietro quell’abitudine diventata parte integrante dell’identità live della band c’è un episodio preciso della vita di Oli Sykes, qualcosa che il frontman ha raccontato recentemente spiegando quanto un ricordo d’infanzia abbia influenzato il suo modo di intendere i concerti.
In un’intervista a Sirius XM, Sykes ha ricordato di essere stato invitato sul palco durante un concerto dei Funeral For A Friend quando era ancora un ragazzino.
Un momento che per lui ebbe un impatto enorme. “Mi sono sentito visto, importante, parte di qualcosa”, ha spiegato il cantante, raccontando come quell’esperienza gli abbia lasciato addosso la sensazione di appartenere davvero a una comunità.
Da lì nasce una delle caratteristiche più riconoscibili dei live dei Bring Me The Horizon: l’idea di abbattere la distanza tra band e pubblico.
Sykes ha spiegato che l’obiettivo non è creare un semplice “momento virale”, ma offrire a qualcuno nel pubblico la stessa scarica emotiva ricevuta anni prima. “Voglio che le persone tornino a casa pensando di aver vissuto qualcosa che ricorderanno per sempre”, ha raccontato. Una filosofia che negli anni ha trasformato i concerti dei BMTH in spettacoli sempre più immersivi, dove il coinvolgimento diretto del pubblico è diventato centrale.
Dai fan sul palco a “Patient Zero”: l’evoluzione dello show dei Bring Me The Horizon
Quella visione oggi si è evoluta in qualcosa di ancora più ambizioso. Oli Sykes ha infatti lanciato “Patient Zero”, una nuova società creativa dedicata alla produzione di show audiovisivi immersivi. Il progetto è nato dopo il lavoro realizzato per lo spettacolo condiviso con Illenium alla Sphere di Las Vegas, uno degli eventi tecnologicamente più avanzati mai affrontati dalla band.
Secondo quanto riportato da, Sykes ha definito Patient Zero una realtà “focalizzata sulla costruzione di esperienze narrative immersive”. In pratica, l’estensione naturale di quello che i Bring Me The Horizon stanno facendo da anni: trasformare il concerto in un’esperienza totale, molto più vicina a un’opera audiovisiva che a un classico show rock.
Negli ultimi tour il gruppo ha infatti spinto fortissimo sulla componente visuale. Animazioni in tempo reale, personaggi digitali collegati all’universo di POST HUMAN, scenografie sincronizzate e una gestione cinematografica delle luci hanno reso i loro live tra i più spettacolari dell’attuale circuito alternative metal. La volontà di Sykes sembra chiara: creare un nuovo standard per i concerti heavy contemporanei.
In questo percorso rientra anche il recupero del passato della band. Il 10 luglio arriverà infatti Count Your Blessings | Repented, nuova versione del debut album del 2006 completamente riregistrata per celebrarne il ventennale.
L’operazione non è una semplice ristampa nostalgica. Oli Sykes e Lee Malia hanno lavorato ai brani insieme al produttore Buster Odeholm, figura ormai centrale nella produzione metal moderna. La nuova edizione conterrà tutti i dieci pezzi originali reincisi più una traccia bonus ancora non annunciata.
La scelta è significativa perché Count Your Blessings rappresenta il disco più estremo della carriera dei Bring Me The Horizon, quello legato alla fase deathcore pura della band. Per anni Sykes aveva preso le distanze da quel periodo, anche per le difficoltà vocali che quei brani comportavano. Oggi invece sembra esserci una riconciliazione con quel passato.
Non a caso, il 10 luglio la band suonerà l’album integralmente a Manchester in uno show speciale organizzato insieme a Outbreak Festival. Un evento pensato soprattutto per i fan storici, cresciuti con i primi BMTH e con quella miscela caotica di deathcore, hardcore e metal estremo che li aveva resi un fenomeno underground già a metà anni Duemila.
Il tour americano, l’incidente di St. Louis e l’attesa per Ferrara
Nel frattempo i Bring Me The Horizon hanno appena lanciato la nuova leg americana del “N. American Ascension Program 2 Tour”, serie di concerti che sta confermando il peso enorme raggiunto dalla band negli Stati Uniti.
La produzione del tour è gigantesca: schermi monumentali, visual sincronizzati, interazioni continue con il pubblico e una scaletta che mescola l’aggressività degli inizi con il taglio più elettronico e anthemico dell’era POST HUMAN. Accanto ai BMTH ci sono Motionless In White, The Plot In You e Amira Elfeky.
Ma proprio durante la data di St. Louis è successo qualcosa che ha riportato brutalmente l’attenzione sui rischi dei live moderni. Secondo diverse testimonianze e quanto riportato da ThePRP, Oli Sykes sarebbe stato colpito alla testa da un telefono lanciato dal pubblico durante il concerto.
I fan presenti hanno raccontato che il cantante avrebbe accusato problemi per il resto dello show, apparendo stordito e costretto più volte a sedersi sul palco. Alcuni brani sarebbero stati accorciati e parte della setlist modificata. Un episodio che ha scatenato forti reazioni online, con moltissimi spettatori indignati per il comportamento irresponsabile di una parte del pubblico.
Dopo le date mondiali del tour, tra poco l’attenzione si sposterà inevitabilmente sull’Italia. I Bring Me The Horizon saranno infatti tra gli eventi rock più attesi dell’estate con il concerto previsto a Ferrara nel mese di luglio.
I BRING ME THE HORIZON tornano infatti in Italia in concerto il 2 luglio 2026 al Ferrara Summer Festival (Piazza Ariostea). Radiofreccia è la radio ufficiale.
Prima di loro sul palco Malevolence, Thornhill e Dying Wish.