Oasis, Liam Gallagher spegne le voci sul nuovo album: "Non reggerei la pressione"
21 luglio 2026 alle ore 11:44, agg. alle 12:09
Liam ironizza ed esclude nuova musica, mentre crescono le indiscrezioni sul tour 2027 tra Roma, Manchester e un possibile ritorno a Knebworth.
Un nuovo album degli Oasis? Non adesso e, probabilmente, non nel prossimo futuro. Dopo mesi di indiscrezioni, mezze frasi, risposte ironiche sui social e ricostruzioni più o meno attendibili, Liam Gallagher ha scelto ancora una volta la via più diretta per ridimensionare le aspettative dei fan: X.
Interpellato sulla possibilità di incidere il primo disco degli Oasis dai tempi di Dig Out Your Soul, pubblicato nel 2008, il cantante ha spiegato di non essere pronto a gestire la pressione inevitabilmente legata a un’operazione del genere.
Liam ha ironizzato sulle aspettative che accompagnerebbero il progetto, immaginando critiche immediate qualora l’album non vendesse “100 milioni di copie nella prima ora” o non fosse addirittura capace di “curare il mal di schiena”. Dietro la consueta esagerazione, però, il messaggio è piuttosto chiaro: al momento non esiste un nuovo album degli Oasis pronto per essere pubblicato.
La posizione di Liam non chiude necessariamente ogni possibilità futura, ma rappresenta una smentita piuttosto esplicita rispetto alle voci circolate dopo il successo della reunion. Il tour Live ’25, concluso dopo 41 concerti tra Europa, Nord America, Asia, Australia e Sud America, aveva infatti riaperto una domanda rimasta sospesa fin dal 2009: gli Oasis sarebbero tornati soltanto per celebrare il repertorio storico oppure la riconciliazione tra Liam e Noel Gallagher avrebbe prodotto anche nuova musica?
Il disco rock di Noel Gallagher e l’origine delle voci
Una parte importante delle indiscrezioni nasce da alcune dichiarazioni rilasciate da Noel Gallagher pochi mesi prima dell’annuncio della reunion.
All’inizio del 2024 Noel stava lavorando a un album prevalentemente acustico, arrivando a completare sei brani. Successivamente decise però di accantonare il progetto, giudicandone il ritmo troppo lento e l’atmosfera eccessivamente vicina a quella di Council Skies, ultimo disco dei Noel Gallagher’s High Flying Birds.
"Ho finalmente abbandonato l’album acustico, non riuscivo più a farlo", raccontò nel podcast di Matt Morgan. "Ero arrivato a sei canzoni ed ero così annoiato dagli arrangiamenti e dal ritmo lento". Noel spiegò quindi di voler ripartire da zero con un lavoro più elettrico: "Penso sia arrivato il momento di realizzare un disco rock provocatorio".
Il progetto sembrava già sufficientemente definito. Noel sosteneva di avere numerose canzoni, un titolo e persino una fotografia di copertina realizzata dal figlio Sonny a Las Vegas. Precisava anche che non si sarebbe trattato di un ritorno artificiale al suono di Definitely Maybe: "Non sarà “Bring It On Down”. Quest’anno compio 57 anni, non scriverò “Welcome To The Jungle”". Aveva però confermato che nel disco sarebbero entrati in gioco gli amplificatori Marshall, facendo immaginare un lavoro decisamente più compatto e chitarristico rispetto al materiale acustico appena accantonato.
Poi quel disco non è arrivato. Nell’agosto del 2024 è stata annunciata la reunion degli Oasis e la coincidenza temporale ha alimentato una teoria difficilmente verificabile, ma comprensibile: il materiale rock scritto da Noel potrebbe essere stato messo da parte per essere successivamente valutato insieme a Liam.
Non esiste una conferma che quelle composizioni siano mai diventate canzoni degli Oasis. Tuttavia, il fatto che Noel avesse parlato apertamente di un album elettrico e che quel progetto sia scomparso dalle comunicazioni pubbliche proprio mentre prendeva forma la reunion ha fornito ai fan un collegamento quasi automatico.
Nei primi mesi del 2026 si sono inoltre diffuse indiscrezioni secondo cui Noel sarebbe tornato in studio e il gruppo avrebbe valutato la possibilità di pubblicare nuova musica in concomitanza con un’altra serie di concerti. Anche in quel caso, però, nessun annuncio ufficiale ha seguito le ricostruzioni della stampa britannica.
Wonderwall diventa l’inno dell’Inghilterra ai Mondiali
Mentre il futuro discografico resta in sospeso, il repertorio storico degli Oasis continua a produrre risultati difficilmente prevedibili. Durante i Mondiali di calcio del 2026, Wonderwall è diventata una sorta di inno non ufficiale della nazionale inglese.
Il momento decisivo è arrivato dopo la vittoria dell’Inghilterra contro la Croazia, quando i calciatori hanno cantato il brano insieme ai tifosi. Harry Kane ha descritto quella scena come uno dei momenti più emozionanti vissuti con la maglia della nazionale, mentre Noel Gallagher ha approvato pubblicamente la nuova funzione della canzone: "Appartiene alla gente. È stato un momento magico tra il pubblico e i giocatori".
Liam ha accompagnato il percorso della squadra con i suoi abituali interventi sui social, invitando i tifosi a mantenere vive le “vibrazioni bibliche” e scherzando sulla voce consumata di Kane: "È un duro lavoro cantare. Forza Harry Kane, forza Inghilterra, forza Wonderwall". Quando gli è stato chiesto se avrebbe cantato il brano dal vivo in caso di qualificazione inglese alla finale, ha risposto: "Naturalmente, e canteremo Wonderwall dal vivo".
La corsa dell’Inghilterra si è fermata prima dell’ultimo atto, ma il nuovo slancio ha riportato il singolo nelle posizioni più alte delle piattaforme e delle classifiche britanniche. Il brano, che nel 1995 si era fermato al numero due nel Regno Unito, è tornato nuovamente vicino alla vetta, registrando milioni di ascolti giornalieri e un forte incremento degli streaming.
Liam ha seguito anche il primo halftime show organizzato durante una finale dei Mondiali, ma con un entusiasmo decisamente inferiore. Lo spettacolo, curato con il coinvolgimento di Chris Martin e costruito intorno a nomi come Madonna, Justin Bieber, Shakira, Burna Boy e BTS, è stato definito dal cantante "come un brutto trip".
Oasis in tour nel 2027: Roma, Etihad e Knebworth
Se Liam sembra aver chiuso la porta a un album, continua invece a lasciare aperta quella dei concerti. Le voci su un nuovo tour degli Oasis nel 2027 sono diventate progressivamente più insistenti e, pur non essendo ancora accompagnate da un calendario ufficiale, riguardano ormai un progetto molto più ampio di qualche data celebrativa.
Durante un incontro con alcuni fan italiani nell’aprile 2026, Liam ha affermato che gli Oasis avrebbero suonato a Roma l’anno seguente "senza alcun dubbio, al cento per cento". La frase ha rafforzato le indiscrezioni su due concerti allo Stadio Olimpico, ipotizzati per la metà di luglio. Al momento, però, venue, numero delle date e calendario restano privi di una conferma ufficiale da parte del gruppo o degli organizzatori.
Nel Regno Unito, il progetto sarebbe ancora più ambizioso. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa inglese, sarebbero previste dodici serate all’Etihad Stadium di Manchester tra maggio e giugno 2027. Una fonte citata dal Manchester Evening News ha sostenuto: "Saranno dodici notti all’Etihad Stadium. È qualcosa di enorme per Manchester e per l’economia locale". La stessa fonte ha parlato della possibilità di ampliare la residency fino a venti appuntamenti.
Il tour dovrebbe comprendere anche un ritorno a Knebworth, luogo simbolico della storia degli Oasis. Le indiscrezioni più recenti parlano di sei concerti, anche se il numero non è stato ancora confermato. Nel 1996 il gruppo si esibì per due sere davanti a un totale di circa 250.000 persone, al termine di una corsa partita poco più di due anni prima con l’uscita di Definitely Maybe.
Le voci comprendono inoltre nuove date europee e possibili appuntamenti in Nord America, Sud America e Irlanda. Per ora, il dato più concreto resta la disponibilità pubblicamente manifestata da Liam e la frequenza con cui fonti diverse stanno facendo riferimento allo stesso asse: Manchester, Knebworth, Roma e una nuova espansione internazionale.
Don’t Look Back In Anger, il documentario arriva l’11 settembre
Prima di conoscere il futuro dal vivo degli Oasis, i fan potranno tornare sulla reunion attraverso Don’t Look Back In Anger, il documentario dedicato al tour Live ’25.
Il film uscirà nei cinema selezionati e in formato IMAX l’11 settembre 2026. In seguito sarà distribuito su Disney+ a livello internazionale e su Hulu e Disney+ negli Stati Uniti. Il progetto è stato ideato e prodotto da Steven Knight, creatore di Peaky Blinders, ed è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, già autori di Shut Up and Play the Hits e Meet Me in the Bathroom.
Il documentario contiene immagini inedite delle prove, materiale girato dietro le quinte e sequenze riprese durante i concerti. Soprattutto, comprenderà le prime interviste congiunte di Liam e Noel Gallagher da oltre 25 anni, elemento che potrebbe finalmente chiarire alcuni passaggi della riconciliazione e della costruzione del tour.
Nel primo trailer Noel ricorda lo scetticismo precedente alla reunion: "Non riesco proprio a immaginarmi sul palco con Liam, non riesco a vederlo". Liam torna invece sulla separazione del 2009: "Il modo in cui è finita era inaccettabile". Il teaser alterna le dichiarazioni alle immagini delle prove e degli stadi pieni, chiudendosi con una previsione perfettamente in linea con il personaggio: "Sarà un caos".