Oasis, la lite di Parigi che portò allo scioglimento della band
28 agosto 2026 alle ore 12:56, agg. alle 13:12
Dalle tensioni dell’ultimo tour alla chitarra distrutta al Rock en Seine: così finì la prima era della band dei fratelli Gallagher.
Il 28 agosto 2009 gli Oasis si sciolsero nel modo più coerente con la loro storia: all’improvviso, nel backstage di un grande festival e pochi minuti prima di salire sul palco. La fine arrivò al Rock en Seine, nel Domaine National de Saint-Cloud alle porte di Parigi, dove Liam e Noel Gallagher ebbero l’ennesimo alterco. Questa volta, però, non ci sarebbe stato alcun chiarimento utile a salvare il concerto.
A distanza di diciassette anni, e dopo la reunion che ha riportato insieme i Gallagher nel 2025, quella notte può essere considerata la conclusione della prima era degli Oasis. Un finale maturato lentamente, durante un tour di enorme successo che nascondeva una situazione interna ormai ingestibile.
L’ultimo tour degli Oasis e un rapporto ormai consumato
Gli Oasis erano arrivati alla parte conclusiva del tour di Dig Out Your Soul, il settimo album pubblicato nell’ottobre 2008. Il disco aveva debuttato al numero uno nel Regno Unito e al quinto posto negli Stati Uniti, mentre la tournée, iniziata nell’agosto 2008, era diventata una delle più grandi mai affrontate dal gruppo. Sul piano musicale la band sembrava aver ritrovato solidità, ma fuori dal palco Liam e Noel conducevano vite praticamente separate.
I fratelli viaggiavano spesso in modo indipendente e comunicavano soprattutto attraverso interviste e dichiarazioni pubbliche. Pochi giorni prima dello scioglimento, Liam aveva descritto il rapporto con Noel senza lasciare molto spazio alle interpretazioni: "Serve più del sangue per essere mio fratello. A lui non piaccio e lui non piace a me".
Noel, qualche mese prima, era stato ancora più diretto: "Liam è come l’inverno più nero che possa esistere". Le tensioni riguardavano la gestione della band, la direzione musicale e l’impossibilità di mantenere una relazione personale al di fuori degli impegni professionali.
Eppure, l’11 luglio a Wembley, Liam aveva respinto pubblicamente le indiscrezioni: "Ci sono voci secondo cui staremo per scioglierci. Ve lo dico adesso: non ci stiamo sciogliendo, abbiamo appena cominciato". Poco più di un mese dopo, quella rassicurazione sarebbe stata smentita dai fatti.
Il 22 agosto gli Oasis suonarono al V Festival di Weston Park, nello Staffordshire: sarebbe rimasto il loro ultimo concerto fino alla reunion. Il giorno seguente cancellarono la seconda apparizione prevista a Chelmsford perché Liam aveva ricevuto una diagnosi di laringite virale. "Dopo un anno in tour, è il primo concerto perso per la malattia di un componente, quindi siamo tutti distrutti", comunicò allora la band. Gli Snow Patrol presero il loro posto.
La lite nel backstage del Rock en Seine
Il 28 agosto gli Oasis arrivarono al Rock en Seine con altri due concerti ancora in programma: il Rock am See di Costanza e l’I-Day Milano Urban Festival. La causa immediata dello scontro di Parigi è stata ricostruita soprattutto attraverso il racconto fornito da Noel nel 2011. Secondo il chitarrista, una delle discussioni riguardava la richiesta di Liam di pubblicizzare gratuitamente Pretty Green, il suo marchio di abbigliamento, nel programma del tour.
Nel camerino la situazione degenerò. Noel raccontò che Liam lanciò una prugna contro una parete, uscì dalla stanza e tornò con una chitarra, brandendola "come un’ascia". "Fu un gesto inutilmente violento e per poco non mi prese in faccia", spiegò. La chitarra venne distrutta e Noel decise di abbandonare il backstage. La sua sintesi, due anni dopo, fu netta: "Non ne avevo abbastanza degli Oasis. Ne avevo abbastanza di Liam".
Il pubblico, intanto, aspettava l’headliner. Fu Kele Okereke dei Bloc Party a comunicare dal palcoche gli Oasis non avrebbero suonato: "Gli Oasis hanno cancellato. Vorrei cogliere l’occasione per dire che è un peccato, non è vero?". In molti pensarono inizialmente a una provocazione. Poco dopo, i grandi schermi ai lati del palco mostrarono il messaggio ufficiale: "A causa di un alterco all’interno della band, il concerto degli Oasis è stato cancellato".
Non furono però i Bloc Party a sostituire gli Oasis. I Madness, già presenti nel cartellone e reduci dalla propria esibizione su un altro palco, accettarono di suonare nuovamente sulla Grande Scène, evitando che il festival terminasse con un vuoto completo.
L’addio di Noel e i Deep Purple al posto degli Oasis a Milano
Quella sera Noel pubblicò sul sito degli Oasis il comunicato definitivo: "È con un po’ di tristezza e grande sollievo che vi dico che stasera lascio gli Oasis". Aggiunse di non poter lavorare con Liam "un giorno di più" e si scusò con chi aveva acquistato i biglietti per Parigi, Costanza e Milano. Il giorno successivo denunciò un livello ormai "intollerabile" di intimidazione verbale e violenta nei confronti suoi, della famiglia e dei collaboratori.
L’appuntamento italiano era fissato per il 30 agosto all’Arena Concerti della Fiera Milano di Rho. Il festival non venne annullato: gli Oasis furono sostituiti all’ultimo momento dai Deep Purple, già chiamati a coprire anche la data tedesca di Costanza. Sul palco milanese rimasero inoltre Kasabian, The Kooks, Twisted Wheel, Expatriate e Hacienda.
In meno di quarantotto ore, quindi, una lite nel camerino aveva cancellato tre concerti e chiuso una storia iniziata nel 1991. Non era semplicemente saltata una data: per gli Oasis cominciava una separazione destinata a durare quindici anni.