Oasis, il produttore del documentario: "Sarà fenomenale"
17 marzo 2026 alle ore 12:33, agg. alle 12:56
Il film-evento coprirà la reunion di Liam e Noel Gallagher, tour live e momenti inediti, promettendo un ritratto completo della band britannica.
Steven Knight, produttore del documentario che racconterà il tour della reunion degli Oasis ha parlato del progetto in toni sensazionalistici.
Già celebre per aver prodotto la serie Peaky Blinders, in occasione della promo per il lungometraggio "Peaky Blinders: The Immortal Man", Knight ha raccontato di come quello realizzato con i fratelli Gallagher sia un documentario ambizioso e, nelle sue parole, 'fenomenale'.
Il titolo provvisorio sembra essere "Live'25" e potrebbe vedere la luce entro la fine dell'anno, anche se non ci sono dettagli sulla possibile data di uscita.
Al suo interno non solo le immagini incredibili realizzate nei concerti fatti dai Gallagher in tutto il mondo ma anche un occhio sulle dinamiche interne tra i fratelli e gli altri membri della band, con tantissimo materiale girato.
Dietro la macchina da presa i registi Will Lovelace e Dylan Southern già responsabili di documentari musicali come quello su LCD Soundsystem "Shut Up And Play The Hits" .
Knight ha definito il film “fenomenale”, sottolineando la portata e la profondità del progetto, destinato a mostrare non solo il tour di reunion della band ma anche gli incontri privati, le dinamiche interne e il contesto culturale che ha reso gli Oasis un fenomeno globale.
Quattro ore fenomenali
Uno degli aspetti più attesi dagli appassionati è la prima riunione tra Liam e Noel Gallagher catturata durante le riprese. Il documentario dovrebbe mostrare il momento in cui i due fratelli si sono incontrati dopo anni di distanza, con scene che sono state definite emotivamente intense e “assolutamente uniche”.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla produzione, la pellicola include sequenze “di pura energia e tensione positiva” che rendono chiaro quanto il ritorno della band fosse desiderato dai musicisti stessi, oltre che dai fan.
L’approccio dei registi è dinamico: alterna immagini dal vivo, interviste intime e contributi dei fan, creando un racconto che non si limita alla cronaca di un tour, ma si spinge ad analizzare il fenomeno culturale e musicale degli Oasis.
Il documentario ha attualmente una durata di circa quattro ore, stando a quanto detto da Knight, segno che ci troviamo davanti a un’opera che non si limita al semplice concerto ma racchiude interviste, dietro le quinte e materiali inediti raccolti nel corso di anni.
"Siamo riusciti a ridurlo a quattro ore, quindi dobbiamo ridurlo ulteriormente", ha detto Knight "Ma è un documentario con una trama, capisci cosa intendo? Ha una storia vera e propria. E poi l'abbiamo ampliata... lo vedrai quando lo vedrai. È stato fantastico, e loro sono fantastici. Ho intervistato [i fratelli Gallagher] e non smettevano di sfornare battute. Sono davvero spassosi."
Le parole di Noel Gallagher sul documentario
Del documentario e del tour aveva parlato recentemente anche uno dei diretti interessati, Noel Gallagher, in occasione della sua premiazione come Songwriter Of The Year ai BRIT Awards lo scorso febbraio.
Il chitarrista e principale compositore degli Oasis ha detto che il tour della reunion è stato migliore di quelli negli anni'90.
"Si è trattato della cosa più incredibile mai fatta da tutti noi. Tornare dopo tutti questi anni, andare al primo posto in classifica con gli album e tutto il resto è folle. Ma abbiamo amato ogni minuto e ogni secondo. E' stato fantastico".
A proposito del documentario Noel ha poi aggiunto di aver visto solo qualche spezzone breve e di non poter quindi esprimere un giudizio completo ma che sembra essere davvero imperdibile: “Tutti quelli che l'hanno visto, o che ne hanno visto più di me, hanno detto che è fantastico. Se riuscisse a catturare anche solo il cinque per cento di quello che è stato quel tour, sarebbe comunque straordinario. Non vedo l'ora. I concerti sono stati fantastici, soprattutto quelli di Manchester, e non ho davvero parole per descriverli. I concerti parlano da soli."