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Oasis e James Bond: Noel Gallagher risponde alle voci sul tema ufficiale

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Author image Gianluigi Riccardo

07 gennaio 2026 alle ore 10:48, agg. alle 11:54

Noel Gallagher parla delle possibilità che gli Oasis scrivano la colonna sonora di Bond 26

Il mondo del rock si è ritrovato a parlare di Oasis e dell’iconico franchise di James Bond dopo le recenti dichiarazioni di Noel Gallagher su TalkSport Drive: Sarebbe un onore”, ha detto il chitarrista e compositore della band inglese, a proposito della possibilità di scrivere il tema per il prossimo capitolo cinematografico dedicato all'Agente 007.

Noel ha poi sottolineato come, secondo lui, ad accompagnare le gesta di Bond dovrebbero essere musiche realizzate da artisti britannici e non da americani. 

Il nuovo film — il primo sotto la nuova gestione di Amazon MGM — vedrà dietro la macchina da presa Denis Villeneuve, e potrebbe segnare una sorta di reinvenzione di 007, con un possibile debutto nelle sale orientativamente verso la fine del 2027 o oltre.

Gallagher, durante l’intervista, ha scherzato sul fatto che se Barbara Broccoli (storica produttrice della saga) lo chiamasse, risponderebbe: “Alright Babs”. Anche se non è arrivata alcuna proposta ufficiale dalla produzione — né da Amazon MGM, che ora detiene il controllo creativo del franchise — Noel ha ribadito l’entusiasmo per l’idea e persino la voglia di fare un cameo come “villain di Manchester”.

Insomma, la passione della rock band britannica per la celeberrima serie di spy movies, sembra essere più che dichiarata e in caso qualcuno della produzione dovesse pensare di affidare agli Oasis il lavoro, Noel e Liam sarebbero pronti a cogliere la palla al balzo. 




Le radici delle voci: dal 2008 ad oggi, Oasis e Bond

Le voci di un possibile coinvolgimento di Oasis nel mondo Bond non sono affatto nuove. Noel stesso aveva già parlato della possibilità di scrivere un tema decenni fa, dicendo in passato di aver composto qualche pezzo che “potrebbe funzionare per un Bond” e che avrebbe potuto adattarlo.

Nel corso degli anni, sia Noel che Liam Gallagher hanno fatto capire, tra serio e faceto, che sarebbe per loro un sogno: nel 2019 Liam rispose su X a un fan con “It’s happening you wait till you hear it it’s the best BOND tune ever”, alimentando ulteriormente le speculazioni.

Nel 2025, dopo il trionfo del tour di reunion Oasis Live ’25, i tabloid inglesi hanno addirittura riportato che il gruppo fosse in cima alla lista dei desideri di Amazon MGM per il tema del prossimo film.

Tuttavia, la realtà è più cauta: nonostante l’entusiasmo dei fan e le frecciatine dei fratelli Gallagher, non ci sono conferme che Oasis stiano lavorando ufficialmente a una colonna sonora di Bond. La possibilità resta aperta ma non certa.

E dire che proprio uno dei grandi amici di Noel, l'ex Smiths Johnny Marr, ha  curato la colonna sonora di uno dei film - "No Time To Die" del 2021 - dove ha realizzato la colonna sonora originale con Hans Zimmer, collaborando anche con Billie Eilish per il tema principale.


Le colonne sonore di James Bond, 5 tra le più iconiche

La saga di James Bond ha una lunga storia di brani memorabili, e molti di questi hanno raggiunto una popolarità tra gli appassionati che, a tratti, ha oscurato anche la pellicola stessa.

Alcuni di queste colonne sonore, inoltre, sono inevitabilmente legate ad artisti che del rock hanno fatto la storia, quindi ecco cinque temi di James Bond ai quali, idealmente, potrebbe far seguito un possibile lavoro degli Oasis.


Live And Let Die – Paul McCartney & Wings (1973)

È la canzone che, più di tutte, ha dimostrato che un tema di James Bond può essere un brano rock vero, non solo una ballad orchestrale elegante.

Paul McCartney, in un periodo creativo incredibile post-Beatles, costruisce un pezzo che è praticamente un piccolo film: parte lenta, orchestrale, quasi classica… e poi esplode con un riff tagliente, arrangiamenti sinfonici poderosi, cambi di tempo repentini e quell’energia “teatrale” che resta scolpita nella memoria.

Prodotta da George Martin, l’uomo dietro ai Beatles, è al tempo stesso cinematografica e da stadio. Per molti è ancora oggi la vera svolta della musica bondiana: da qui in poi si capisce che 007 non deve solo essere elegante.



Goldfinger – Shirley Bassey (1964)

Se Live And Let Die è la rivoluzione, Goldfinger è la madre di tutte le canzoni di Bond. Shirley Bassey è una presenza vocale gigantesca, teatrale, drammatica, con quell’interpretazione che non canta la canzone: la domina.

Dietro però c’è un lato “dirty” che spesso si sottovaluta: il brano, pur essendo orchestrale e lussureggiante, ha dentro il respiro dell’Inghilterra anni ’60, quello dei club e del rock che stava nascendo. Agli strumenti, in quelle leggendarie sessioni londinesi, si trovavano anche nomi destinati a scrivere la storia del rock: Jimmy Page e John Paul Jones, futuri Led Zeppelin, suonano come turnista nelle registrazioni di Bassey, e in generale quell’orchestra ha una tensione quasi “hard” per l’epoca.

È l’archetipo del tema Bond: oro, lusso, pericolo e una voce che potrebbe abbattere un edificio.


You Know My Name – Chris Cornell (2006)

Con Casino Royale, Bond rinasce. E serviva una voce che non cantasse solo una canzone, ma incarnasse un nuovo 007. Chris Cornell, leader dei Soundgarden e simbolo rock degli anni ’90, porta nel franchise una potenza emotiva devastante.

Il brano è costruito come un classico pezzo Bond – con archi, costruzione epica e ritornello colossale – ma filtrato attraverso la sensibilità grunge e hard rock di Cornell. È una canzone che parla di identità, di diventare ciò che si è destinati ad essere, perfetta per un film che racconta la nascita dell’agente segreto definitivo.

Oscura, muscolare, emotiva: per molti fan è la migliore colonna sonora bondiana dell’era moderna.


Another Way To Die – Jack White & Alicia Keys (2008)

Tema divisivo, amatissimo da alcuni e odiatissimo da altri: ed è proprio questo a renderlo iconico. Per Quantum of Solace, la produzione sceglie Jack White, icona del rock contemporaneo, per riportare nel mondo di Bond un suono sporco, nervoso, angolare.

Le chitarre sono taglienti, il groove è irregolare, l’arrangiamento sembra quasi “claudicante” ma in realtà è un gioco di tensioni continue, perfetto per raccontare il Bond di Daniel Craig: fragile, arrabbiato, fisico. La presenza di Alicia Keys aggiunge soul e drammaticità, creando un accoppiamento inedito.

Non è il classico tema Bond scintillante: è ruvido, imperfetto, tagliato con l’accetta. E per questo, oggi, suona estremamente moderno.




No Time To Die – Billie Eilish (2020)

A prima vista può sembrare meno rock delle altre. In realtà è una ballad che porta dentro una tensione dark molto “alternative”, vicina più al rock cinematografico che al pop patinato. Billie Eilish non interpreta Bond: lo sussurra, lo ammalia, lo rende fragile e malinconico.

Dietro c’è l’orchestrazione massiccia di Hans Zimmer, che costruisce un muro sonoro che esplode nel ritornello, in collaborazione con Johnny Marr, trasformando la delicatezza iniziale in un macigno emotivo. È una canzone che riflette perfettamente il Bond di Craig alla fine del suo percorso: tormentato, umano, tragico.

È il ponte tra tradizione e presente: ricorda Shirley Bassey ma parla la lingua del 2020.



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