Nickelback, Mike Kroeger a Radiofreccia: "Non abbiamo più intenzione di correre"
02 ottobre 2026 alle ore 19:20, agg. alle 19:32
Il bassista dei Nickelback Mike Kroeger è stato ospite di Radiofreccia durante Electric Ladyland per raccontare Everything Under The Sun, il nuovo album della band in uscita il 30 ottobre.
I Nickelback non hanno più fretta. Dopo oltre trent'anni trascorsi tra album, tour mondiali e un livello di esposizione che li ha trasformati in una delle rock band più popolari – e discusse – degli ultimi decenni, la formazione canadese ha scelto di affrontare il nuovo capitolo con tempi diversi.
Lo ha raccontato Mike Kroeger, bassista e membro fondatore dei Nickelback, ospite di Radiofreccia durante Electric Ladyland per presentare Everything Under The Sun, undicesimo album in studio della band, in uscita il 30 ottobre 2026 per Virgin Music Group.
Il disco arriva a quattro anni da Get Rollin' e dopo una fase particolarmente importante della storia recente del gruppo, segnata dal successo del documentario Hate to Love: Nickelback e dal tour legato all'ultimo album.
Nickelback, Mike Kroeger: "Continueremo a lavorare, semplicemente non lo faremo più di corsa"
La differenza principale, questa volta, è stata proprio il modo in cui i Nickelback sono entrati in studio.
"Ci siamo presi il nostro tempo per realizzare l'album", ha spiegato Mike Kroeger a Radiofreccia. "Non stavamo andando troppo di fretta. Abbiamo semplicemente lavorato al nostro ritmo".
Una scelta che assume un significato particolare per una band abituata per buona parte della propria carriera a una macchina produttiva praticamente continua. Quando gli abbiamo chiesto se ci sia stato un momento in cui il susseguirsi di dischi, promozione e tournée fosse diventato troppo pesante, Kroeger non ha avuto molti dubbi.
"In passato è sempre stato così. Questa volta abbiamo deciso di lavorare al nostro ritmo. Che sia in studio o in tour, non ci faremo più spingere. Stiamo diventando troppo vecchi per quelle stronzate", ha scherzato. Per poi riassumere il concetto ancora meglio: "Continueremo ad andare al lavoro. È solo che non lo faremo più di corsa".
Una libertà che sembra riflettersi direttamente su Everything Under The Sun. Il titolo non è casuale: l'idea è quella di mettere nello stesso disco praticamente ogni faccia musicale sviluppata dai Nickelback nel corso della loro carriera, passando dall'hard rock alle ballad fino ad alcune deviazioni decisamente meno prevedibili.
Everything Under The Sun e le canzoni che possono sorprendere i fan
Chad Kroeger aveva già anticipato che nel disco ci sarebbe stato "ogni lato della band", ma secondo Mike ci sono almeno un paio di momenti capaci di spiazzare anche chi segue i Nickelback da anni.
"Bottled Dreams è un po' diversa da qualsiasi cosa abbiamo mai fatto", ha raccontato. "Poi ce n'è un'altra che si chiama Technicolor Steamboat ed è anch'essa piuttosto insolita".
Il resto mantiene invece quella capacità di muoversi tra estremi che è diventata parte dell'identità della band. Mike lo racconta con parecchia autoironia: "Il resto dell'album è più o meno in linea con quello che abbiamo fatto in passato: un brano hard rock davvero pesante e poi una canzone d'amore per far piangere le ragazze".
La tracklist comprende dodici brani e mette insieme pezzi come "Bones For The Crows", "Leave Me Behind", "Make Me Love You", "Chasin' Famous", "Simple Song" e "Last Night Was Fun". "Leave Me Behind", uno degli ultimi singoli pubblicati prima dell'album, mostra proprio il versante più melodico ed emotivo del gruppo, mentre Rattle The Cage occupa l'estremo opposto, quello più duro e diretto.
"Rattle The Cage", una vecchia idea dei Nickelback completata da John 5
La storia di "Rattle The Cage" è però molto più lunga di quanto possa sembrare.
Secondo Kroeger, la prima idea del brano risale addirittura alle sessioni di Feed The Machine, pubblicato nel 2017.
"I riff c'erano, il suono c'era e c'era anche l'idea", ha spiegato a Radiofreccia. "Ma a volte hai dei pezzi, provi a metterli insieme per creare una canzone e semplicemente non sono ancora pronti. Questa non lo è stata per due album. Stavolta finalmente tutto è andato al posto giusto ed è diventata una canzone".
A completare il brano è arrivato John 5, chitarrista dei Mötley Crüe e collaboratore negli anni di artisti come Marilyn Manson e Rob Zombie.
Per i Nickelback coinvolgere altri musicisti non rappresenta una necessità tecnica, ma un modo per introdurre nel proprio linguaggio qualcosa che dall'interno della band difficilmente nascerebbe allo stesso modo.
"Mio fratello è perfettamente in grado di suonare gli assoli di tutte queste canzoni, è un chitarrista straordinario", precisa Mike. "Ma è bello inserire un elemento esterno, qualcosa di differente".
Con John 5 l'approccio è stato quindi molto semplice. Il brano era praticamente pronto quando il chitarrista è entrato in studio: "Abbiamo fatto partire la traccia e gli abbiamo detto: 'Fai quello che sai fare. Fai John 5'. E lui ha fatto John 5".
Hate to Love e il più grande equivoco sui Nickelback
Everything Under The Sun arriva inoltre dopo Hate to Love: Nickelback, il documentario con cui la band ha affrontato apertamente anche una delle parti più particolari della propria storia: essere riuscita contemporaneamente a vendere decine di milioni di dischi e a diventare, per anni, uno degli obiettivi preferiti della cultura internet.
Ma c'è ancora qualcosa che, secondo Mike Kroeger, il pubblico continua a non capire dei Nickelback.
"Il più grande equivoco è che la gente pensi che ci prendiamo troppo sul serio", ha raccontato. "In realtà siamo persone davvero stupide, immature e sciocche".
Una caratteristica che emerge anche dall'infinito repertorio di battute interne costruito durante decenni trascorsi insieme. Mike ne ha raccontata una nata durante una vecchia intervista, quando Daniel Adair notò i calzini decorati con tacos indossati da Ryan Peake e provò a fare una battuta che non fece ridere assolutamente nessuno. Da allora, nella band, quando una battuta cade completamente nel vuoto viene definita uno "socko".
Dopo tutto quello che hanno fatto, però, Mike Kroeger non sembra interessato a inventarsi nuovi traguardi simbolici.
Alla domanda su cosa rimanga ancora da conquistare dopo oltre trent'anni di carriera, la risposta è stata molto più semplice: "Voglio soltanto tornare in tour. Vogliamo andare avanti".
E quando abbiamo provato a capire se questo possa significare anche un ritorno dei Nickelback dalle nostre parti, nessuna conferma. Ma nemmeno una vera smentita.
Per ora, come ha detto Mike Kroeger a Radiofreccia, "vedremo".