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MGK contro Yungblud, il feud esplode : “Pinocchio, chiudi quella ca**o di bocca”

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Author image Gianluigi Riccardo

20 maggio 2026 alle ore 11:20, agg. alle 12:19

Dopo mesi di frecciate e sospetti, MGK attacca pubblicamente Yungblud sotto un post sul BludFest. Sullo sfondo: tour cancellati, “FIX UR FACE” e un’amicizia ormai finita.

Per anni erano stati il simbolo di una certa nuova alleanza trasversale tra rock, rap e pop punk. Collaborazioni, apparizioni insieme, dichiarazioni pubbliche di stima reciproca. Adesso invece il rapporto tra MGK e Yungblud sembra definitivamente imploso. E questa volta senza più sottintesi.

L’ultimo capitolo del feud è esploso direttamente sotto un post Instagram dell’artista inglese dedicato al BludFest, il festival creato da Yungblud con l’obiettivo dichiarato di mantenere prezzi accessibili per i fan in un momento in cui molti tour stanno soffrendo per costi elevati e vendite rallentate. Nel video, Dominic Harrison - vero nome di Yungblud - parlava apertamente della crisi del live business, sostenendo che "molti artisti stanno cancellando tour perché i fan non riescono più a permettersi i biglietti".

A quel punto è arrivata la replica violentissima di MGK in un commento pubblico senza filtro, apparentemente poi cancellato:

"Hai cancellato un tour perché non riuscivi a vendere i biglietti, hai dato la colpa a problemi di salute mentale e poi il giorno dopo sei stato paparazzato al Nobu, Pinocchio. I biglietti per il tuo tour attuale hanno ancora lo stesso prezzo di quelli di tutti gli altri artisti. Chiudi quella cazzo di bocca, stronzo viziato e moralista".

Parole che hanno trasformato una tensione rimasta finora semi-sotterranea in una guerra pubblica vera e propria.



La risposta del team Bludfest

Il BludFest, nato nel 2024 e diventato rapidamente uno degli eventi-identità dell’artista britannico, è stato spesso presentato come un’alternativa ai festival tradizionali, con prezzi più bassi e un rapporto più diretto con la community.

Nel post che ha fatto esplodere la polemica, Yungblud criticava implicitamente l’industria dei live, parlando di tournée cancellate e di fan messi economicamente in difficoltà dai costi sempre più alti. Ed è proprio lì che MGK ha deciso di colpire frontalmente, accusandolo di ipocrisia e di aver usato la salute mentale come copertura per problemi di vendita.

Secondo quanto riportato da media statunitensi, i rappresentanti di Yungblud hanno poi risposto ufficialmente a TMZ, cercando di raffreddare il clima. La linea scelta dal team dell’artista è stata quella di non alimentare ulteriormente lo scontro, sottolineando come Yungblud continui a concentrarsi “sulla musica, sui fan e sul BludFest”.

"Dom non ha rilasciato commenti diretti perché è troppo impegnato a concentrarsi sul suo tour nordamericano, che ha registrato il tutto esaurito, e a completare il suo prossimo album. Non ha davvero tempo da dedicare a queste cose, ma auguriamo a MGK tutto il meglio."

Il dettaglio più interessante è che MGK non ha attaccato soltanto la questione dei tour cancellati. Ha messo in discussione l’intera narrazione costruita attorno all’immagine pubblica di Yungblud: quella dell’artista vicino ai fan, fuori dalle logiche classiche dell’industria e distante dalle dinamiche delle celebrity. L’accusa di essere stato “paparazzato al Nobu” subito dopo aver parlato di salute mentale va esattamente in quella direzione: smontare l’autenticità del personaggio.



Da “I Think I’m OKAY” a “FIX UR FACE”: come si è rotto il rapporto

Il punto è che MGK e Yungblud non erano semplici colleghi. Tra il 2019 e il 2020 avevano costruito una vera alleanza artistica. Brani come “I Think I’m OKAY”, “body bag” e “Acting Like That” avevano contribuito a definire l’estetica pop punk della nuova fase di MGK e consolidato il profilo internazionale di Yungblud.

Per questo motivo il diss contenuto in “FIX UR FACE” aveva attirato immediatamente attenzione. Nel pezzo pubblicato da MGK insieme a Fred Durst, molti fan avevano identificato un riferimento diretto a Yungblud nella barra: “Mickey Mouse kids turned rockstars, leaving private schools, tryna be outlaws”. Un verso interpretato come una frecciata al passato televisivo di Harrison su Disney Channel e alla sua formazione privata.

Per settimane era rimasto il dubbio: semplice coincidenza o attacco reale? Poi MGK ha praticamente confermato tutto durante un podcast, ammettendo che “quella roba mi ha ferito” e collegando il diss a un presunto tradimento personale.

Sul fondo c’è soprattutto la vicenda del podcast degli Osbourne. Durante un episodio del 2024, Sharon e Kelly Osbourne avevano preso in giro MGK parlando della sua immagine e accusandolo persino di aver “rubato il rosa” a Yungblud. Harrison, presente alla conversazione, non aveva realmente difeso l’amico. Un dettaglio che per molti fan è stato il vero punto di rottura.

Da lì in avanti le community online hanno iniziato a leggere ogni dichiarazione, ogni testo e ogni silenzio come parte di una guerra fredda sempre più evidente. Reddit e social hanno alimentato per mesi teorie, interpretazioni e ricostruzioni, fino all’esplosione definitiva arrivata adesso sotto il post del BludFest.


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