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Metallica, Load: il disco che divise i fan e cambiò per sempre la band

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Author image Gianluigi Riccardo

04 giugno 2026 alle ore 14:25, agg. alle 14:41

Nel 1996 i Metallica sfidarono pubblico e critica con Load: un album nato dopo il Black Album che cambiò per sempre il corso della band.

Il 4 giugno 1996 i Metallica pubblicavano "Load", il sesto album in studio della loro carriera e probabilmente uno dei capitoli più controversi della loro discografia.

A cinque anni dal successo senza precedenti del "Black Album", il gruppo si trovò davanti a una sfida che molte grandi band affrontano dopo aver raggiunto l'apice: decidere se ripetere una formula vincente o cercare una nuova direzione.

Per James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Jason Newsted la risposta fu netta. Invece di inseguire un nuovo "Master Of Puppets" o un secondo "Black Album", i Metallica scelsero di mettere in discussione la propria identità artistica.

Il risultato fu un disco che ancora oggi continua a dividere pubblico e critica.

Dopo il Black Album: il peso del successo e la necessità di cambiare

Quando i Metallica entrarono in studio per lavorare a "Load", arrivavano da uno dei cicli promozionali più impegnativi della storia del rock. Il tour del Black Album si era protratto per oltre tre anni, trasformando definitivamente la band da fenomeno dell'underground metal a colosso globale.

Il successo, però, aveva generato anche una crisi creativa. Lars Ulrich ha raccontato in diverse interviste che il gruppo non aveva alcun interesse a realizzare semplicemente una versione aggiornata del disco precedente. Secondo il batterista, il vero pericolo era diventare una caricatura di sé stessi.

Anche il contesto musicale era profondamente cambiato. Il grunge aveva ridefinito il rock americano, l'alternative rock dominava le classifiche e molte delle regole che avevano governato il metal degli anni Ottanta apparivano ormai superate. I Metallica assorbirono inevitabilmente quell'atmosfera.

Non fu soltanto una trasformazione musicale. La band cambiò immagine, tagliò i capelli, adottò un'estetica più vicina al rock contemporaneo e presentò un nuovo logo. Scelte che alimentarono immediatamente polemiche tra i fan più tradizionalisti, già diffidenti verso l'evoluzione sonora iniziata nel 1991.


La scrittura di Load: blues, southern rock e libertà creativa

Le sessioni di scrittura furono molto diverse rispetto al passato. Per la prima volta i Metallica lavorarono senza l'obbligo di costruire esclusivamente brani thrash metal. Hetfield e Ulrich portarono in sala prove influenze che fino a quel momento erano rimaste sullo sfondo: blues elettrico, southern rock, hard rock classico e persino elementi country.

Kirk Hammett ha ricordato come durante quel periodo la band ascoltasse molta musica diversa, da Tom Waits a Nick Cave, passando per Lynyrd Skynyrd e Alice In Chains. L'obiettivo non era seguire una moda ma ampliare il proprio linguaggio musicale.

Il produttore Bob Rock ebbe ancora una volta un ruolo centrale. Dopo aver contribuito alla svolta del Black Album, incoraggiò il gruppo a sviluppare arrangiamenti più aperti e meno legati agli schemi tradizionali del metal.

Le registrazioni si svolsero principalmente ai The Plant Studios di Sausalito, in California. Il materiale accumulato fu enorme: oltre trenta canzoni vennero sviluppate durante le sessioni. Una parte consistente sarebbe poi confluita nel successivo Reload, pubblicato nel 1997.

Non mancarono tensioni interne. Hetfield, da sempre il membro più legato alle radici metal della band, si trovò spesso a confrontarsi con la maggiore propensione alla sperimentazione di Ulrich e Hammett. Molti anni dopo il cantante avrebbe ammesso che alcuni cambiamenti estetici e artistici gli risultavano meno naturali rispetto agli altri componenti del gruppo.


Until It Sleeps, King Nothing e i brani simbolo del disco

Il primo singolo, Until It Sleeps, rappresentò immediatamente il nuovo corso dei Metallica. Costruito su dinamiche più controllate rispetto al passato, il brano affrontava il tema della malattia e della morte, ispirandosi in parte all'esperienza personale di Hetfield con il cancro che aveva colpito sua madre.

Lo stesso frontman spiegò che il testo era nato dall'idea di descrivere qualcosa che ti consuma lentamente dall'interno. Una delle composizioni più personali mai pubblicate dal gruppo fino a quel momento.

King Nothing è invece spesso considerata la traccia più vicina al DNA dei Metallica classici. Basata su un riff massiccio e un ritornello immediato, venne interpretata da molti come una sorta di risposta al successo del Black Album. Non a caso numerosi osservatori notarono somiglianze strutturali con Enter Sandman.

Tra gli episodi più apprezzati figura anche Bleeding Me, uno dei brani più intensi dell'intero catalogo della band. Hetfield ha più volte indicato quella canzone come una delle migliori mai scritte dai Metallica, sottolineando il forte contenuto autobiografico legato ai temi della crescita personale e dell'autodistruzione.

Meritano una menzione anche Hero Of The Day, che mostra l'influenza dell'alternative rock degli anni Novanta, e The Outlaw Torn, lunga suite conclusiva nata durante le sessioni e originariamente ancora più estesa prima dei tagli imposti dai limiti tecnici del CD.


Le polemiche, la copertina e la reazione del pubblico

Se la musica fece discutere, l'immagine dell'album generò uno shock ancora maggiore. La copertina di "Load" utilizzava un'opera dell'artista Andres Serrano intitolata Semen and Blood III, realizzata mescolando sangue bovino e liquido seminale.

Una scelta deliberatamente provocatoria che si inseriva nella volontà della band di rompere con il proprio passato. Lars Ulrich difese pubblicamente la decisione spiegando che i Metallica erano interessati all'arte contemporanea e volevano evitare qualsiasi soluzione prevedibile.

Le critiche arrivarono da ogni direzione. Molti fan interpretarono il disco come un tradimento delle radici thrash metal, mentre altri apprezzarono il coraggio di una band che, nel momentodi massimo successo commerciale, decideva di assumersi il rischio di cambiare.

Con il passare degli anni la percezione dell'album è diventata più equilibrata. Molte delle accuse mosse nel 1996 si sono attenuate e diversi brani di Load sono stati progressivamente rivalutati.


L'eredità di Load nella discografia dei Metallica

Dal punto di vista commerciale, "Load" fu tutt'altro che un fallimento. Debuttò direttamente al primo posto della classifica Billboard 200 e vendette milioni di copie in tutto il mondo, confermando la straordinaria popolarità della band.

Sul piano artistico rappresenta invece uno spartiacque. Nessun altro album dei Metallica aveva mostrato un distacco così evidente dal linguaggio che aveva definito la loro fama negli anni Ottanta.

Se Kill 'Em All, Ride The Lightning, Master Of Puppets e ...And Justice For All raccontano l'ascesa della band, Load documenta il momento in cui i Metallica decisero di esplorare cosa potesse esistere oltre il metal.

Il risultato rimane imperfetto, a tratti dispersivo e probabilmente più lungo del necessario. Ma è anche il disco che dimostra come una delle più grandi band della storia del rock abbia preferito rischiare la contestazione piuttosto che ripetersi.

A trent'anni dalla sua pubblicazione, Load continua a essere uno degli album più discussi dei Metallica. Proprio per questo resta uno dei più importanti. Non perché abbia confermato ciò che la band era stata, ma perché ha definito ciò che sarebbe diventata negli anni successivi.



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