Megadeth, due brani esclusi dall’ultimo album: Dave Mustaine non sa se li pubblicherà.
20 agosto 2026 alle ore 12:48, agg. alle 13:32
Dave Mustaine rivela l’esistenza di almeno due brani esclusi dall’ultimo album dei Megadeth. Intanto il tour d’addio prepara il ritorno a Milano
L’ultimo album dei Megadeth potrebbe non essere davvero l’ultima musica registrata dalla band. Dave Mustaine ha infatti rivelato l’esistenza di almeno due brani rimasti fuori dalle sessioni di “Megadeth”, il diciassettesimo e dichiaratamente ultimo lavoro in studio della formazione americana, pubblicato lo scorso 23 gennaio. Una piccola appendice alla storia discografica del gruppo che, almeno per il momento, rischia però di restare chiusa negli archivi.
Intervistato da Metal Hammer, Mustaine ha fatto i nomi di “Bloodlust” e “Farewell My Love”, due canzoni che non hanno trovato spazio nella versione definitiva del disco. Il leader dei Megadeth ha citato anche un possibile terzo titolo, “When Robots Rule”, ma con una precisazione piuttosto insolita: non è completamente sicuro che il brano esista davvero con quel nome. Mustaine ha spiegato che dopo le cure affrontate nel 2019 per il tumore alla lingua continua ad avere problemi di memoria riconducibili a quello che viene comunemente definito “chemo brain”, uno degli effetti cognitivi che possono accompagnare chemioterapia e radioterapia.
Dave Mustaine e i brani rimasti fuori da “Megadeth”
La presenza di materiale inedito potrebbe far pensare automaticamente a una futura edizione deluxe, a qualche singolo postumo o a un ultimo EP. Mustaine, però, non sembra particolarmente interessato a seguire questa strada.
I Megadeth hanno accumulato negli oltre quarant’anni di attività numerose idee, demo e composizioni incomplete. Tornare a lavorarci, secondo il frontman, non sarebbe necessariamente la priorità anche nel caso in cui le sue condizioni gli permettessero di continuare più a lungo.
“Se potessi suonare vecchie canzoni, perché non dovrei concentrarmi invece su canzoni nuove?”, ha spiegato Mustaine.
È una posizione coerente con il modo in cui il musicista sta gestendo l’ultima fase della carriera dei Megadeth. L’idea non sembra essere quella di svuotare gli archivi prima della fine, ma di controllare personalmente tempi e modalità dell’uscita di scena. Lo stesso annuncio dell’addio, arrivato nell’agosto 2025, era stato presentato in questi termini: chiudere quando la band è ancora in grado di scegliere come farlo.
Sulla decisione pesa anche la contrattura di Dupuytren di cui soffre Mustaine, una patologia che può provocare la progressiva flessione delle dita verso il palmo della mano e che, come spiegato dal chitarrista, rende sempre più doloroso suonare. È uno dei motivi che hanno portato alla scelta di concludere la storia dei Megadeth dopo un lungo tour mondiale.
“Bloodlust” e “Farewell My Love”, quindi, esistono. Che prima o poi possano essere ascoltate dal pubblico è un’altra questione.
“Megadeth”, l’ultimo album e un finale arrivato al numero uno
Il paradosso è che i Megadeth hanno deciso di fermarsi proprio dopo avere raggiunto un risultato che mancava nella loro carriera. “Megadeth” ha debuttato al numero uno della Billboard 200, diventando il primo album della band a conquistare la vetta della classifica statunitense. Nemmeno “Countdown To Extinction”, nel 1992, era riuscito ad andare oltre la seconda posizione.
Anche in Italia il disco ha ottenuto il miglior risultato della storia del gruppo, arrivando al quinto posto della classifica generale e al secondo in quella degli album fisici. Mustaine, parlando con Radiofreccia pochi mesi fa, si era detto “molto, molto felice” del risultato.
“Megadeth” è composto da dieci brani più una bonus track e mette insieme molti degli elementi che hanno caratterizzato le diverse fasi della band: velocità thrash, riff tecnici, strutture più dirette e quella scrittura aggressiva e immediatamente riconoscibile che Mustaine ha continuato a difendere per oltre quattro decenni.
Il disco si apre con “Tipping Point”, scelto come primo singolo, e prosegue con “I Don’t Care”, “Hey, God?!”, “Let There Be Shred”, “Puppet Parade”, “Another Bad Day”, “Made To Kill”, “Obey The Call”, “I Am War” e la significativa “The Last Note”. “Let There Be Shred” era stata scelta come terzo e ultimo singolo prima dell’uscita dell’album.
A chiudere il cerchio c’è soprattutto “Ride The Lightning”, rilettura del classico dei Metallica del 1984. Mustaine compare tra gli autori originali insieme a James Hetfield, Lars Ulrich e Cliff Burton e ha spiegato di aver voluto inserire la canzone proprio per rendere omaggio al punto da cui era iniziata la sua carriera. Una scelta che rende ancora più evidente il carattere retrospettivo dell’album: non un semplice disco d’addio, ma un lavoro pensato per mettere in comunicazione il presente dei Megadeth con le loro origini.
La formazione che lo ha realizzato comprende, accanto a Mustaine, Teemu Mäntysaari alle chitarre, James LoMenzo al basso e Dirk Verbeuren alla batteria.
Dopo Ferrara, i Megadeth tornano a Milano nel 2027
Se la produzione discografica è arrivata al capitolo finale, l’attività dal vivo dei Megadeth ha invece ancora parecchia strada davanti. Il 14 giugno scorso la band è stata protagonista del Ferrara Summer Festival, guidando una lunga giornata dedicata al metal in Piazza Ariostea insieme ad Anthrax, Black Label Society, Cavalera, Gaerea e Game Over.
Un appuntamento che ha portato davanti al palco migliaia di fan e che ha confermato ancora una volta la forza del rapporto tra i Megadeth e il pubblico italiano.
Adesso è già fissato il prossimo incontro. Dave Mustaine e compagni saranno all’Unipol Forum di Assago il 6 aprile 2027, unica tappa italiana annunciata del “Breakout: Hibernation Of The Nations Europe Tour”, la nuova parte europea del lungo tour d’addio. Radiofreccia sarà media partner del concerto.
Il cartellone riproporrà anche Black Label Society e aggiungerà i Testament, costruendo una serata che attraverserà diverse generazioni della storia del metal americano. Il tour europeo partirà il 9 marzo da Belfast e terminerà il 13 aprile a Lisbona, dopo 24 concerti tra Regno Unito ed Europa continentale.
Mustaine continua a insistere su un concetto: più che un funerale, il farewell tour deve essere una celebrazione. “Non si tratta di dire addio, si tratta di celebrare tutto ciò che abbiamo costruito insieme negli ultimi quattro decenni”, ha spiegato presentando le nuove date.
Ed è probabilmente qui che si trova anche la risposta alla curiosità intorno a “Bloodlust” e “Farewell My Love”. I Megadeth hanno deciso quando pubblicare il loro ultimo album, ma questo non significa necessariamente che ogni registrazione debba diventare pubblica. Per una band che ha passato più di quarant’anni a costruire il proprio catalogo seguendo soprattutto le decisioni di Dave Mustaine, persino ciò che rimane fuori può essere parte del modo scelto per chiudere la storia.