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Megadeth, Arizona: il primo sito ufficiale di una rock band e gli artisti che anticiparono Internet

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Author image Gianluigi Riccardo

01 ottobre 2026 alle ore 13:01, agg. alle 13:18

Nel 1994 i Megadeth trasformarono il web in una città virtuale con chat, radio e negozi. Ma la data corretta non è il 1° ottobre.

Nel settembre del 1994 i Megadeth lanciarono "Megadeth, Arizona", generalmente considerato il primo sito ufficiale creato per una band.

Mmentre gran parte del pubblico non sapeva ancora come collegarsi al World Wide Web, i Megadeth non si limitarono a pubblicare una pagina contenente fotografia, biografia e informazioni promozionali. Costruirono una città virtuale nella quale i fan potevano entrare, esplorare luoghi e incontrarsi.

Il sito nacque durante la preparazione di Youthanasia, sesto album dei Megadeth, registrato a Phoenix e pubblicato nell’autunno del 1994. Il collegamento con l’Arizona non era quindi soltanto grafico: la band aveva costruito nella zona il proprio studio temporaneo, il Fat Planet in Hangar 18, per lavorare al disco insieme al produttore Max Norman.

Capitol Records affidò il progetto digitale a Charles Como, dopo che alcuni dirigenti dell’etichetta avevano visto in televisione un servizio sul suo lavoro con i primi filmati caricati online. Secondo una successiva ricostruzione di Wired, l’investimento iniziale fu di circa 15.000 dollari: una cifra destinata a un mezzo che, nel 1994, non possedeva ancora un vero modello commerciale per la musica.

Megadeth, Arizona era presentato come una città nel deserto raggiungibile attraverso la nuova “information superhighway”. Il visitatore poteva fermarsi al Megadiner, entrare al Digital Drive-In, leggere il giornale Horrorscopes, visitare Vic’s Cactus Hut and Souvenir Shop oppure ascoltare K-DETH 101.

Erano disponibili fotografie, cartoline digitali, brevi estratti audio e collegamenti a filmati. La qualità dei file era inevitabilmente rudimentale, limitata dalla velocità delle connessioni telefoniche, ma il vero elemento innovativo era il Megadiner: una delle prime chat integrate nel sito ufficiale di un artista.

Non veniva semplicemente utilizzata la rete per comunicare qualcosa ai fan. Per la prima volta si provava a creare un luogo nel quale i fan potessero comunicare tra loro.


Dave Mustaine: “Fummo scelti come cavie”

Mustaine ha raccontato che nemmeno la band aveva compreso immediatamente cosa potesse diventare Internet.

"Quando Internet entrò nelle nostre vite non lo capivamo davvero, proprio come tutti gli altri", ha spiegato ricordando il progetto. "Avemmo però una grande opportunità, perché fummo scelti come cavie".

Il cantante e chitarrista aveva già sperimentato una prima forma di rete internazionale attraverso il tape trading. Negli anni Ottanta, musicisti e appassionati si scambiavano cassette, lettere, indirizzi e informazioni sulle scene locali. La tecnologia permetteva improvvisamente di ridurre da settimane a pochi secondi il tempo necessario per entrare in contatto.

"Non avevamo un modello", ha ricordato Mustaine. "L’unica cosa alla quale potevo fare riferimento era la mia esperienza di scambio delle cassette".

Il Megadiner dimostrò immediatamente anche uno degli aspetti meno nobili della futura cultura online. Durante uno dei primi accessi, Mustaine incontrò un utente anonimo che continuava a pubblicare la stessa parolaccia nella chat. Il musicista non sapeva chi fosse e, soprattutto, non riusciva a capire come espellerlo.

La storia del primo sito rock contiene quindi già il primo troll.

Capitol aveva previsto di mantenere online Megadeth, Arizona soltanto per tre mesi. Le richieste dei fan spinsero invece l’etichetta a conservarlo più a lungo. Nacque una comunità chiamata Rattlers, capace di continuare a frequentarsi anche attraverso siti gestiti autonomamente dagli utenti.

Nel 1997 Wired raccontò persino il caso di due persone, una canadese e una greca, che si erano conosciute nella chat grazie alla comune passione per Megadeth e Iron Maiden. Per altri visitatori, il sito rappresentò la ragione concreta per comprare il primo computer e collegarsi alla rete.

Quando Gene Simmons vide il progetto, secondo il racconto di Mustaine, disse al proprio management: "Voglio un sito come quello di Dave". Per il leader dei Megadeth fu la conferma che l’esperimento stava diventando un modello.




David Bowie, dalla prima canzone scaricabile a BowieNet

Se i Megadeth contribuirono a inventare la comunità online di una rock band, David Bowie fu il primo grande artista a considerare Internet contemporaneamente uno strumento creativo, distributivo e imprenditoriale.

L’11 settembre 1996 pubblicò Telling Lies esclusivamente attraverso il proprio sito: viene ricordato come il primo singolo scaricabile di un artista di primo piano. Le diverse versioni del brano ottennero centinaia di migliaia di download, quando recuperare un file audio poteva richiedere tempi lunghissimi.

Nel 1998 Bowie andò oltre e lanciò BowieNet, un vero Internet service provider. Gli abbonati ricevevano accesso alla rete, un indirizzo e-mail personalizzato, chat con l’artista, filmati, brani esclusivi e spazi nei quali creare proprie pagine.

Bowie aveva già compreso il principio centrale dei social media: il pubblico non voleva soltanto ricevere contenuti dall’artista, ma incontrarsi e produrne di propri. Il suo manager Bill Zysblat sintetizzò bene quel metodo: "David ama sperimentare e lo fa in pubblico".


Rolling Stones, Prince e Todd Rundgren: il rock prima dello streaming

Poche settimane dopo l’apertura di Megadeth, Arizona, il 18 novembre 1994, i Rolling Stones trasmisero circa venti minuti del concerto al Cotton Bowl di Dallas attraverso Internet. Non fu tecnicamente il primo live musicale online: gruppi sperimentali e universitari avevano già utilizzato la rete. Fu però il primo grande evento rock ad attirare l’attenzione mondiale sulle possibilità di un concerto trasmesso in cyberspazio.

Todd Rundgren si era mosso ancora prima sul terreno dell’interattività. Con No World Order del 1993 permise all’ascoltatore di modificare durata, sequenza e caratteristiche dell’album attraverso il formato CD-i. Nel 1998 lanciò PatroNet, un sistema in abbonamento con il quale i fan finanziavano direttamente l’artista ricevendo musica inedita e accesso ai lavori in corso: un’anticipazione di Patreon e delle moderne membership.

Prince utilizzò invece Internet per cercare una relazione economica senza intermediari. Con Crystal Ball sperimentò nel 1997 la prenotazione diretta online; successivamente, attraverso NPG Music Club, distribuì canzoni, album e contenuti agli iscritti. Il rapporto di Prince con la rete sarebbe poi diventato conflittuale, soprattutto per la tutela dei diritti, ma la sua domanda rimase centrale: perché un artista dovrebbe dipendere da un’etichetta o da una piattaforma per raggiungere il proprio pubblico?

Megadeth, Arizona non aveva ancora una risposta economica. Aveva però capito la questione più importante. Prima dei social network, dei server Discord e dei fan club digitali, il rock aveva già scoperto che un sito non doveva essere soltanto una vetrina. Poteva diventare un posto nel quale abitare.

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