Let It Be, il singolo della discordia dei Beatles
06 marzo 2026 alle ore 14:23, agg. alle 14:50
Let It Be, storia dell'’ultimo singolo dei Beatles. Dalla genesi al sogno di McCartney alle diverse versioni e alla produzione di Phil Spector.
Il 6 marzo 1970 The Beatles pubblicarono Let It Be, il loro ultimo singolo prima che Paul McCartney annunciasse la scelta di lasciare la band: un pezzo che non è solo una canzone, ma la fotografia di un gruppo in frantumi e di un messaggio universale di pace e accettazione.
La genesi del brano risale ai giorni delle sessioni per il film e l’album "Get Back/Let It Be", nei primi mesi del 1969, quando la band stava attraversando un momento di forte tensione interna, tra litigi, stanchezza e l’ingombrante presenza di Yoko Ono accanto a John Lennon.
La canzone, però, nacque in circostanze molto personali per Paul McCartney: ispirato da un sogno in cui gli appariva sua madre Mary, scomparsa quando Paul aveva 14 anni, McCartney trasse da quell’esperienza un messaggio di conforto. Inizialmente nel testo la frase “Mother Mary” venne scherzosamente sostituita dal nome dell’assistente Mal Evans ("Brother Malcolm") durante le prove con il resto della band, tanto da spingere lo stesso Evans a dichiarare di essere stato lui ad apparire nei pensieri di Macca durante un momento trascendentale in India.
Nel clima difficile delle registrazioni — che avrebbero dovuto segnare il ritorno dei Beatles alle origini con un suono più live e spontaneo — Let It Be divenne quasi una sorta di preghiera laica: McCartney stesso disse in numerose interviste che il titolo, 'lascia che sia', poteva essere interpretato in modo libero da ogni ascoltatore, lasciando spazio a riflessioni personali.
Le registrazioni vere e proprie cominciarono alla fine di gennaio 1969 negli studi della Apple e negli EMI Studios di Londra di Abbey Road, con la band che lavorava al pezzo in varie take, tra cui la take 27‑A del 31 gennaio, che poi sarebbe diventata la base per tutte le versioni ufficiali conosciute.
La prima versione ufficiale fu quella del singolo, prodotta da George Martin, con McCartney al piano e alla voce principale, Harrison alla chitarra, Lennon al basso (poi sostituito da McCartney in alcune take) e Ringo Starr alla batteria, affiancati dall’organista Billy Preston.
La storia del brano è indissolubilmente legata alle diverse versioni pubblicate: la versione del singolo (1970) e quella che appare sull’album Let It Be, prodotta da Phil Spector.
La versione del singolo uscita il 6 marzo 1970 è più sobria, con un arrangiamento orchestrale mixato in modo leggero e con un assolo di chitarra meno aggressivo, frutto della supervisione di George Martin, storico produttore dei Beatles.
In quella sessione vennero registrate anche sovraincisioni orchestrali e cori, tra cui la presenza della moglie di McCartney, Linda, e di George Harrison alle armonie vocali — l’unica apparizione nota di Linda su un disco ufficiale dei Beatles.
Tuttavia, quando si trattò di assemblare la versione album del disco "Let It Be" — pubblicato l’8 maggio 1970 — entrò in scena Phil Spector, fortemente caldeggiato da John Lennon e George Harrison dopo i tentativi falliti di Glyn Johns di creare un mix coerente del materiale.
Spector applicò il suo celebre “Wall of Sound”: un impasto sonoro ricco, con maggiore presenza orchestrale, un assolo di chitarra più incisivo e un’eco caratteristica che dà alla traccia un’atmosfera molto più ampia e quasi epica.
Le differenze tra le versioni non sono solo tecniche: la versione album è anche più lunga, grazie a un esteso coro finale e a un mix che pone gli strumenti orchestrali e la chitarra in primo piano.
È proprio questo trattamento che ha diviso fan e critici: Paul McCartney ha più volte espresso il suo disappunto per le manovre di Spector, ritenendo che quel tipo di produzione fosse in contrasto con l’idea originale di spontaneità che aveva guidato le sessioni di Let It Be.
Un disappunto talmente forte da venire considerato uno dei motivi scatenanti della rottura tra i Fab Four.
Let It Be nel contesto della fine dei Beatles
La pubblicazione di Let It Be avvenne in un periodo di grande fragilità della band. Anche se le registrazioni risalgono al 1969, l’uscita del singolo e soprattutto dell’album avvenne dopo che McCartney aveva già annunciato pubblicamente la sua intenzione di lasciare i Beatles, sancendo di fatto la fine dell’era più influente della musica pop del Novecento.
Il singolo raggiunse rapidamente le vette delle classifiche internazionali, debuttando in posizione elevata e diventando uno dei pezzi più celebri del gruppo.
Le controversie legate al brano non si fermano alla produzione. Nel corso degli anni Let It Be è stato oggetto di numerose rivisitazioni, remix e riedizioni — dall’edizione Let It Be… Naked del 2003, voluta da McCartney per rimuovere gli arrangiamenti orchestrali di Spector e riportare il materiale più vicino alla visione originale dei Beatles, fino alle nuove versioni tratte dagli archivi e dalle sessioni pubblicate in box set commemorativi. Queste rielaborazioni testimoniano non solo l’importanza del brano ma anche la perdurante discussione su come la musica dei Beatles debba essere interpretata, mixata e presentata alle nuove generazioni.