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Led Zeppelin e il singolo che non doveva esistere: la storia di “Whole Lotta Love”

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Author image Gianluigi Riccardo

06 ottobre 2026 alle ore 13:10, agg. alle 13:23

Una copia ritirata di “Whole Lotta Love” riemersa in tv racconta la politica anti-singoli dei Led Zeppelin e le sue eccezioni.

Una copia britannica di “Whole Lotta Love”, stampata nel 1969 ma ritirata prima dell’uscita ufficiale, è stata presentata nell’episodio di Antiques Roadshow trasmesso dalla BBC il 4 ottobre. Il proprietario, un ex DJ di discoteca, ha raccontato di averla ricevuta da un rappresentante di un negozio di dischi all’inizio del 1970 e di averla suonata otto o dieci volte.

L’esperto Marc Allum ha stimato che all’asta potrebbe raggiungere circa 1.000 sterline: una valutazione televisiva, non il prezzo di una vendita effettiva. La vicenda risale alla decisione della Atlantic britannica di stampare alcune copie del singolo, nonostante l’opposizione del gruppo e del manager Peter Grant.

Le copie del disco che sarebbero state prodotte ammontano a circa 500 unite, prima di essere poi richiamate; alcune, però, sopravvissero. 

Il raro singolo dei Led Zeppelin riemerso in tv non è soltanto un pezzo da collezione: racconta quanto la band fosse determinata a controllare il modo in cui la propria musica veniva pubblicata: infatti la band voleva che la musica non fosse separata dall’album o accorciata per inseguire la radio.


Perché Jimmy Page voleva tenere insieme gli album

La posizione di Jimmy Page nasceva da un’esperienza concreta. Negli Yardbirds aveva conosciuto la pressione di dover consegnare singoli brevi e immediati; con i Led Zeppelin voleva evitare che ogni nuovo disco diventasse una caccia al successore della hit precedente.

Page finanziò personalmente le registrazioni del primo album e arrivò al tavolo di Atlantic con un lavoro già pronto e una visione precisa. Tra le condizioni concordate c’era il controllo del gruppo sulle uscite, compresi i singoli. "Non volevamo essere una band conosciuta per i singoli", spiegò Page ripensando alla nascita del progetto. All’Oxford Union fu ancora più esplicito: non voleva che, dopo "Whole Lotta Love", ogni album venisse giudicato con la domanda "Dov’è il singolo?". La band doveva poter cambiare direzione, passare dal blues elettrico alle chitarre acustiche e costruire dischi come opere autonome. Page disse anche che allungare i brani era un modo per sottrarli alla logica radiofonica dei due o tre minuti. La strategia non era rifiutare il pubblico: era chiedere che ascoltasse il gruppo dentro il formato scelto dai musicisti. 

Il braccio di ferro su "Whole Lotta Love"

La storia del 45 giri ritrovato mostra però che il divieto non valeva allo stesso modo in ogni paese. Negli Stati Uniti, dove il singolo poteva spingere anche le vendite dell’album, Atlantic pubblicò "Whole Lotta Love" e ne diffuse una versione ridotta per la radio: arrivò al numero 4 della Billboard Hot 100. Page raccontò di aver ricevuto l’edit su acetato prima dell’uscita, di averlo ascoltato una volta e di averlo detestato. La versione dell’album, con la lunga sezione centrale di effetti e improvvisazioni, era per lui parte del senso del brano, non un passaggio da tagliare per rientrare in scaletta. In Gran Bretagna Atlantic preparò invece copie del singolo senza l’approvazione di Grant, che aveva il potere contrattuale di bloccare quelle uscite. Il lato B era "Living Loving Maid (She’s Just a Woman)". Le copie furono richiamate; alcune finirono nelle mani dei collezionisti, altre rimasero per decenni fuori dai negozi. Quella mostrata in tv era stata regalata al proprietario, che la usò nelle sue serate senza sapere di avere un’edizione destinata a non diventare mai un normale disco in vendita.


Le eccezioni e l’ironia di "Top of the Pops"

Le eccezioni raccontano un rapporto pragmatico, non un dogma assoluto. Nel 1973 Robert Plant sostenne la pubblicazione di "D’yer Mak’er", ma perse un voto interno tre a uno: il singolo uscì comunque negli Stati Uniti e raggiunse il numero 20, mentre la linea britannica rimase invariata. Già nel 1970 "Immigrant Song" era arrivata sul mercato americano con "Hey, Hey, What Can I Do" sul lato B, una canzone non inserita in Led Zeppelin III e rimasta a lungo un’uscita laterale. Nel 1979 anche "Fool in the Rain" fu pubblicata come singolo negli Stati Uniti e salì al numero 21; la band, però, non la eseguì mai dal vivo. Il Regno Unito dovette aspettare il 1997 per il primo singolo ufficiale degli Zeppelin: una nuova versione di "Whole Lotta Love", arrivata al numero 21, quasi tre decenni dopo la pubblicazione dell’album.

E mentre il gruppo evitava il 45 giri, la cover di "Whole Lotta Love" dei CCS entrava nella Top 20 britannica e diventava la sigla di Top of the Pops, programma in cui gli Zeppelin non apparvero mai.

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