Novità

Korn, il nuovo album entra nel vivo: completate le batterie, ma il lavoro non è ancora finito

A placeholder image for the article
Author image Gianluigi Riccardo

09 settembre 2026 alle ore 11:53, agg. alle 12:19

Ray Luzier ha registrato le parti di batteria del quindicesimo album dei Korn. Il progetto arriva dopo quattro anni di anticipazioni e ripensamenti.

A quattro anni da Requiem, il nuovo album dei Korn sembra finalmente essere entrato nella fase decisiva. L’ultimo aggiornamento arriva da Mark Bennett, tecnico della batteria di Ray Luzier, che durante un video pubblicato dal canale specializzato Drumeo ha mostrato il rullante Pearl Copper Free Floating utilizzato nelle sessioni. Sollevando lo strumento, Bennett ha dichiarato: "È quello con cui abbiamo appena finito di registrare il nuovo disco".

Una frase immediatamente interpretata come la conferma della conclusione delle registrazioni. In realtà, il quadro richiede maggiore cautela: Bennett stava parlando dell’attrezzatura di Luzier e l’unica certezza è che il batterista abbia completato le proprie parti. Non è stato chiarito se Jonathan Davis, James “Munky” Shaffer, Brian “Head” Welch e il resto del gruppo abbiano terminato tutto il lavoro. Non risultano ancora annunciati titolo, tracklist, produttore o data di pubblicazione del quindicesimo album dei Korn.

Quasi 40 canzoni e un disco registrato su nastro

Il nuovo progetto ha alle spalle una gestazione lunga e tutt’altro che lineare. Già nel marzo 2024 Head aveva descritto il materiale in lavorazione come particolarmente pesante, parlando del tentativo di recuperare alcuni elementi del vecchio suono dei Korn senza trasformarli in un esercizio nostalgico. «È la roba migliore e più pesante che abbiamo fatto da anni», aveva spiegato il chitarrista, sottolineando la volontà di unire l’impatto delle origini a una produzione contemporanea. Metal Injection

Nel dicembre dello stesso anno, però, Welch aveva raffreddato le aspettative: gran parte della scrittura era stata affrontata, ma il disco non sarebbe arrivato rapidamente. Una posizione ribadita nel 2025, quando Head e Munky hanno raccontato la decisione di lavorare su nastro analogico, suonando insieme nella stessa stanza.

«Siamo tutti lì dentro a sudare, il nastro gira, il tecnico ci dà il via dalla regia e cominciamo a suonare restando perfettamente agganciati», ha raccontato Munky. «Se non viene bene, riavvolgiamo il nastro e lo rifacciamo. Richiede molto più impegno». Non soltanto una scelta estetica, quindi, ma un metodo pensato per restituire al disco l’interazione fisica e le imperfezioni controllate di una vera band. 

La dimensione del lavoro è emersa definitivamente nel maggio 2026. Munky ha rivelato che i Korn hanno composto quasi 40 pezzi, sottoponendoli a una selezione severa: «Giuro su Dio, probabilmente abbiamo scritto quasi 40 canzoni. Le abbiamo esaminate, riscritte, eliminate, fatte a pezzi e ricostruite». Il punto non è dunque trovare materiale sufficiente, ma individuare le tracce capaci di formare un album compatto. 

La nuova musica non era una priorità. Almeno fino a ora

A rendere interessante l’ultimo aggiornamento è il cambio di velocità rispetto alle dichiarazioni rilasciate da Head all’inizio del 2026. Il chitarrista aveva ammesso di apprezzare i ritardi: «Mi piace davvero il fatto che ci stia volendo così tanto. Ho sempre detto al management che avrei voluto aspettare un po’ tra un album e l’altro».

Secondo Welch, dopo il suo ritorno stabile nel 2013 i Korn erano diventati quasi “dipendenti” dallo studio, pubblicando un disco ogni due o tre anni. La forza del repertorio e la risposta ai concerti permettono oggi alla band di sottrarsi a quel meccanismo: «Siamo fortunati, abbiamo un catalogo molto ampio e tante canzoni conosciute. Ora ci stiamo concentrando sullo spettacolo dal vivo. Sembra quasi che non ci serva un nuovo album»

Ad aprile è comunque arrivata Reward The Scars, prima canzone inedita dei Korn dal 2022, realizzata in collaborazione con Diablo IV. Un’uscita autonoma che ha riaperto il flusso creativo senza essere ancora stata presentata ufficialmente come anticipazione del disco.

Resta poi la questione Fieldy. Il bassista fondatore è in pausa dal 2021 e nel 2026 ha definito la propria condizione in modo netto ma non definitivo: «Oggi mi considero ritirato dai Korn, ma vedremo cosa porterà il domani». Dal vivo il suo posto è occupato da Ra Díaz, ex Suicidal Tendencies, coinvolto anche nel lavoro sul nuovo materiale. Sarebbe quindi il primo album in studio della band senza l’apporto diretto di Fieldy.


Il futuro passa ancora dai grandi concerti

Prima di presentare ufficialmente il disco, i Korn continueranno a investire sulla dimensione live. Dal 18 ottobre al 21 novembre saranno impegnati in un tour europeo con Architects, Youth Code e Pixel Grip, destinato a chiudersi a Milano.

Nel calendario compaiono grandi arene come la O2 di Londra, l’Accor Arena di Parigi e la Uber Arena di Berlino: una misura precisa dello stato attuale della band, capace di sostenere una tournée di questo livello anche senza un album appena pubblicato. Kerrang!, sito ufficiale dei Korn

Jonathan Davis non ha annunciato un nuovo capitolo solista dopo Black Labyrinth, mentre Head continua a mantenere aperta l’attività con Love And Death. La priorità comune, però, resta chiaramente Korn. Le batterie concluse non significano necessariamente che il disco sia già pronto: mancano conferme sulle voci, sui mix e sulla selezione definitiva. Ma dopo quasi 40 canzoni, sessioni analogiche e quattro anni di attesa, il nuovo album ha smesso di essere soltanto una promessa.

Altre storie

Leggi anche