KISS, Gene Simmons conferma nuova musica
08 maggio 2026 alle ore 19:21, agg. alle 19:35
Una canzone scritta da Paul Stanley è già stata registrata e finirà nel futuristico show virtuale dei KISS previsto a Las Vegas nel 2028.
I KISS non sono più una band da tournée, ma questo non significa che abbiano smesso di esistere. Anzi. A oltre due anni dalla chiusura dell’“End Of The Road Tour”, Gene Simmons ha confermato che il gruppo è tornato in studio e ha già registrato una nuova canzone scritta da Paul Stanley.
Una notizia che fino a poco tempo fa sembrava improbabile, considerando le dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni dagli stessi membri della band sul poco interesse verso nuovi album in studio.
Intervistato dal canale KISS by Sienna, Simmons è stato diretto: “I KISS sono in studio in questo momento. Abbiamo appena registrato una nuova canzone scritta da Paul. Non posso dirvi altro, ma uscirà”. Una frase breve, ma sufficiente per riaccendere l’attenzione attorno al marchio KISS, che ormai da tempo sta lavorando a una trasformazione radicale della propria identità artistica.
Il nuovo brano, infatti, non arriverà come episodio isolato. Sarà parte integrante del grande progetto su cui Simmons, Stanley e il management stanno lavorando insieme a Pophouse Entertainment, la società svedese già coinvolta nel successo dello show digitale degli ABBA. La direzione è chiara: i KISS vogliono continuare a esistere anche senza la presenza fisica della band sul palco.
Paul Stanley aveva già anticipato la possibilità di nuova musica negli ultimi mesi. Durante alcuni eventi legati alla KISS Kruise aveva dichiarato: “La musica? Sì, direi che è più che possibile. Probabile”. Una posizione molto diversa rispetto a quella espressa nel 2021, quando sosteneva che i nuovi album delle band storiche finissero inevitabilmente per essere ignorati dal pubblico, più interessato ai classici che alle novità.
Lo show con avatar: il futuro dei KISS passa da Las Vegas
Il cuore del nuovo corso dei KISS sarà uno spettacolo basato su avatar digitali iperrealistici, previsto a Las Vegas nel 2028. Il progetto è sviluppato insieme a Pophouse Entertainment e con il contributo tecnologico di Industrial Light & Magic, la storica azienda fondata da George Lucas.
L’obiettivo non è semplicemente riprodurre un concerto del passato. Simmons e Stanley parlano di un’esperienza immersiva capace di superare i limiti fisici della band reale. Gli avatar saranno costruiti sulle versioni classiche dei personaggi: The Demon, Starchild e gli altri alter ego che hanno reso i KISS uno dei marchi più riconoscibili della storia del rock.
Gene Simmons ha spiegato che il pubblico vedrà “le iconiche versioni dei personaggi”, lasciando intendere che lo spettacolo potrebbe anche giocare con diverse incarnazioni storiche della band. Paul Stanley, invece, ha definito il progetto “qualcosa che farà impazzire il pubblico”, sottolineando come il livello tecnologico raggiunto permetta ormai di creare una forma di spettacolo totalmente nuova.
Secondo Doc McGhee, storico manager del gruppo, il concept sarà “molto immersivo” e vicino a “una nuova forma di intrattenimento”. L’idea è costruire un’esperienza stabile, replicabile e aggiornata nel tempo, senza le limitazioni imposte dall’età dei musicisti o dalla logistica di una tournée mondiale.
La nuova canzone registrata in queste settimane dovrebbe avere proprio questo ruolo: accompagnare la transizione dei KISS verso la loro versione digitale. Non un semplice inedito nostalgico, ma un contenuto creato appositamente per alimentare il nuovo universo virtuale della band.
Stanley aveva anche descritto quale potrebbe essere la direzione sonora dei nuovi brani: “Probabilmente punteremmo a qualcosa di classico, ma tutto deve avere un beat. Devi poterci ballare sopra, ma deve restare rock”.
In questo senso, il progetto avatar rappresenta anche un modo per rendere eterno il linguaggio dei KISS. Non più una band legata all’età anagrafica dei suoi membri, ma un marchio capace di aggiornarsi attraverso tecnologia, animazione e nuovi contenuti musicali.
Stanley Simmons: i figli di Paul Stanley e Gene Simmons debuttano dal vivo
Mentre i KISS preparano il proprio futuro digitale, una nuova generazione della famiglia sta già iniziando a costruire un percorso musicale autonomo. Evan Stanley, figlio di Paul Stanley, e Nick Simmons, figlio di Gene Simmons, hanno infatti debuttato dal vivo con il progetto Stanley Simmons.
Il gruppo ha tenuto i primi concerti in California nelle scorse settimane, presentando un repertorio che si allontana sensibilmente dall’estetica hard rock dei KISS. Le influenze dichiarate guardano piuttosto al classic rock americano, al folk e all’Americana anni Settanta, con armonizzazioni vocali che molti osservatori hanno accostato a Crosby, Stills & Nash o Simon & Garfunkel.
Secondo le recensioni pubblicate dalla stampa musicale americana, il debutto della band ha mostrato una formazione già sorprendentemente compatta. Loudwire ha parlato di una performance “sicura e naturale”, sottolineando come il gruppo non abbia cercato di vivere esclusivamente dell’eredità familiare.
Un dettaglio interessante riguarda proprio il rapporto con il cognome che portano. Sia Evan Stanley che Nick Simmons sembrano intenzionati a evitare la copia diretta del modello KISS. Nessun trucco, nessun costume, nessuna replica del passato
Gene Simmons, parlando della collaborazione tra i due figli, aveva detto: “O hai quella chimica oppure no”. Un modo semplice per spiegare come il progetto sia nato spontaneamente, quasi per caso, da alcune session condivise tra amici cresciuti insieme.
Il primo album della band dovrebbe uscire entro l’anno e rappresenta, in qualche modo, un’altra estensione dell’universo KISS. Non attraverso avatar digitali o show futuristici, ma tramite una continuità familiare che prova a costruire qualcosa di indipendente.
Ed è forse questa la vera fotografia del momento che stanno vivendo i KISS nel 2026: da una parte il futuro tecnologico e virtuale immaginato da Simmons e Stanley, dall’altra una nuova generazione che prova a ripartire dalla forma più classica possibile, quella di una band che sale su un palco e suona canzoni.