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Kim Thayil e Soundgarden: il lato psichedelico e metal del grunge

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Author image Gianni Rojatti

04 settembre 2026 alle ore 12:30, agg. alle 12:41

Metal, punk e psichedelia: Kim Thayil ha costruito nei Soundgarden un linguaggio chitarristico unico, destinato a lasciare il segno ben oltre il grunge.

Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains e Soundgarden: le quattro band simbolo del grunge hanno identità chitarristiche profondamente diverse. Se Cobain guarda al punk, i Pearl Jam al blues e al classic rock e Cantrell al metal, Kim Thayil costruisce un linguaggio nel quale Black Sabbath, psichedelia e underground convivono.

Nato il 4 settembre del 1960, Thayil è però molto più del chitarrista metal del grunge. Accordature alternative, feedback, rumore, dissonanze e una concezione profondamente dinamica del suono ne fanno una figura decisiva anche per l’alternative rock e un riferimento importante per il metal che verrà dopo


Caffè, Black Sabbath e punk

Se proviamo a isolare l’identità chitarristica delle quattro band simbolo del grunge, emergono differenze enormi. Nei Nirvana c’è il punk, nei Pearl Jam moltissimo blues, funk e classic rock; gli Alice in Chains sono probabilmente quelli più vicini alla grammatica heavy metal tradizionale. Nei Soundgarden, invece, convivono la lezione dei Black Sabbath, l’hard rock più pesante, la psichedelia, il punk e una curiosità quasi sperimentale per tutto ciò che può rendere una chitarra meno prevedibile. Gran parte del merito è di Kim Thayil, chitarrista dalla personalità enorme ma difficilmente riconducibile ai cliché del guitar hero. La sua formazione racconta già parecchio. Da adolescente arriva dal punk: «Conoscevo solo una manciata di accordi e il punk rock che scrivevo si basava solo su una manciata di accordi. Era un abbinamento perfetto». Ma dietro Ramones, Stooges e MC5 cresce parallelamente l’amore per Tony Iommi. Thayil riassumerà la Seattle di quegli anni attraverso tre passioni condivise: «Caffè, Black Sabbath e punk». La sintesi perfetta del suo stile è tutta qui: il peso del metal senza la sua ortodossia, contaminato dalla libertà e dall’attitudine dell’underground. Decisivo è un episodio della metà degli anni Ottanta. Thayil si trova in un appartamento di Seattle con Buzz Osborne dei Melvins e Mark Arm dei Green River quando Osborne gli racconta un piccolo segreto di Tony Iommi: «Usa un’accordatura, chiamata Drop D, in cui abbassa la corda del Mi a Re». Thayil torna a casa quella sera, prova il Drop D e scrive "Nothing to Say." Una scoperta apparentemente elementare apre un universo: accordature ribassate e aperte, corde a vuoto, droni e risonanze diventano parte della composizione.


Il rumore diventa musica

La chitarra può essere enorme senza limitarsi ad accumulare distorsione. Anzi, nei primi Soundgarden Thayil non utilizza nemmeno distorsori o overdrive supplementari a quella dell'amplificatore: «Inizialmente non usavo pedali di overdrive o distorsione nel gruppo, quando ero l’unico chitarrista». Il suono nasce dalla chitarra Guild S-100, dagli amplificatori, dal volume e persino dai difetti dello strumento. Pickup microfonici, feedback, armonici, rumori dietro il ponte: tutto ciò che normalmente un chitarrista cercherebbe di controllare diventa materiale musicale. Durante "Tears to Forget" viene addirittura utilizzata un’intera traccia del registratore soltanto per il feedback di Thayil: «La gente diceva: hanno sprecato un’intera traccia con Kim che se la giocava». Anche i suoi assoli seguono questa filosofia: bending esasperati, glissati, wah, rumore e dissonanze al posto dell’esibizione su scale e i soliti fraseggi blues. Tre brani permettono di seguirne bene le diverse anime. "Jesus Christ Pose" mostra quella più feroce: riff nervosi, tensione ritmica, feedback e aggressività punk-metal.


"Slaves & Bulldozers" porta in primo piano il lato doom, sabbathiano, lento e minaccioso. "Black Hole Sun" apre invece alla psichedelia, alle modulazioni e alla chitarra utilizzata come colore. Quando Chris Cornell comincia a suonare stabilmente la seconda chitarra, Thayil introduce boost e maggiore gain, ma continua a diffidare della distorsione troppo compressa: «Molti dei nostri riff erano fortemente orientati alla dinamica». È forse qui che si misura meglio la sua importanza. Kim Thayil ha portato nel grunge il peso del metal rendendolo storto, psichedelico e imprevedibile; contemporaneamente ha mostrato al metal quanto feedback, accordature alternative, dissonanza e rumore potessero renderne il linguaggio più esotico. Per questo la sua eredità supera Seattle: accanto a Billy Corgan e Dave Navarro, Thayil è uno dei chitarristi decisivi nell’evoluzione della chitarra alternative degli anni Novanta.


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