John 5: sei corde tra Marilyn Manson, Rob Zombie e Mötley Crüe
31 luglio 2026 alle ore 13:00, agg. alle 12:37
Da Marilyn Manson ai Mötley Crüe, John 5 ha fuso virtuosismo metal, bluegrass, industrial e rock alternativo in uno stile personale e inconfondibile.
Molti lo conoscono per Marilyn Manson o per il recente ingresso nei Mötley Crüe. In realtà, la carriera di John 5 racconta una delle evoluzioni più interessanti della chitarra rock contemporanea.
Nato il 31 luglio 1970, John William Lowery ha attraversato il tramonto dei guitar hero trasformando il virtuosismo in un linguaggio moderno, tra industrial, alternative e hard rock.
Evolvere per sopravvivere
Ci sono specie animali che attraversano indenni milioni di anni perché, quando l'ambiente cambia, cambiano insieme a lui. Non sopravvivono opponendosi all'evoluzione, ma adattandosi. La storia di John William Lowery, nato nel 1970 e oggi conosciuto come John 5, assomiglia molto a questo meccanismo naturale. Molti lo identificano come il chitarrista dei Mötley Crüe o, al massimo, come l'ex braccio destro di Marilyn Manson. In realtà il suo percorso racconta molto di più: racconta uno degli ultimi grandi virtuosi della chitarra rock che ha avuto l'intelligenza di trasformarsi nel momento esatto in cui il mondo attorno a lui stava cambiando. Se fosse nato appena qualche anno prima, probabilmente oggi il suo nome verrebbe accostato a quello di Paul Gilbert, Richie Kotzen o Nuno Bettencourt, la generazione di fenomeni che, sull'onda lunga dei Van Halen, portò il virtuosismo chitarristico ai massimi livelli tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. Ma Lowery arriva sulla scena proprio mentre quell'epoca si sta chiudendo. Il grunge, l'alternative rock e l'industrial guardano con sospetto l'esibizione tecnica fine a sé stessa. Lui, invece di restare aggrappato a un linguaggio destinato a perdere centralità, decide di impararne uno nuovo. Trasferitosi giovanissimo a Los Angeles, entra immediatamente nel giro dei grandi professionisti: lavora con Rudy Sarzo, storico bassista dei Quiet Riot e degli Whitesnake, accompagna Lita Ford nel tour che la vede dividere il palco con i Kiss e conquista la stima di Paul Stanley, che resta colpito dal talento di quel ragazzo e ne diventa amico. Poco dopo arriva la collaborazione con Randy Castillo, straordinario batterista di Ozzy Osbourne e futuro membro dei Mötley Crüe, una figura che finirà quasi per rappresentare un filo rosso nella carriera di Lowery. A quel punto è ormai il giovane chitarrista di cui si parla di più negli ambienti rock di Los Angeles e Rob Halford dei Judas Priest lo sceglie per il progetto Two. È qui che avviene la vera metamorfosi. Voyeurs, registrato nel 1997 negli studi di Trent Reznor dei Nine Inch Nails è un disco che meriterebbe di essere riscoperto. Lowery conserva tutta la precisione del chitarrista cresciuto con l'hard rock più tecnico, ma la mette al servizio di un'estetica industrial moderna, fatta di suoni abrasivi, riff essenziali e grande ricerca timbrica. È probabilmente il momento in cui nasce davvero il John 5 che conosciamo oggi.
L'eclettismo come firma
Dopo una parentesi con l'ex cantante dei Van Halen, David Lee Roth, che rappresenta quasi un'investitura nella dinastia dei grandi chitarristi passati dalla sua band dopo Steve Vai e Jason Becker, arriva la chiamata di Marilyn Manson. È proprio Manson a ribattezzarlo John 5, intuendo che quella trasformazione meritava anche un'identità nuova. L'esperienza si conclude dopo alcuni anni, ma nel frattempo Lowery fonda i Loser, una band capace di fotografare perfettamente il rock moderno di quegli anni, tra alternative, industrial, grunge e metal, come dimostra il validissimo Just Like You (2006), disco rimasto purtroppo senza una vera pubblicazione ma ancora oggi degno di essere recuperato. Ormai, però, la strada è tracciata: John 5 sceglie di diventare uno dei grandi hired guns del rock contemporaneo, quei turnisti di lusso che mettono il proprio talento al servizio di artisti diversissimi senza mai rinunciare a una forte identità. La lunga collaborazione con Rob Zombie, culminata in numerosi album e tournée, lo consacra definitivamente fino all'approdo nei Mötley Crüe. Il consiglio, però, è di andare oltre le band più celebri e scoprire la sua produzione solista. A partire da Vertigo (2004), John 5 costruisce una serie di album strumentali in cui convivono tecnica, gusto melodico bizzarro e una personalità fuori dal comune. Il suo tratto più originale nasce dall'incontro tra le radici country e bluegrass, il fraseggio shred e un approccio sonoro debitore dell'industrial rock. Ospiti come Steve Vai, Joe Satriani, Albert Lee e Jim Root testimoniano il rispetto di cui gode tra i colleghi, ma ciò che colpisce davvero è un'altra cosa: John 5 non è semplicemente sopravvissuto alla fine della stagione dei guitar hero. È riuscito a evolversi senza rinnegare ciò che era, trasformando il virtuosismo in uno strumento espressivo perfettamente calato nella modernità.