Jack White: "I testi autobiografici sono poco interessanti"
09 marzo 2026 alle ore 14:56, agg. alle 15:17
Jack White parla del suo libro di testi, della poesia nelle canzoni e di come trovi poco interessante mettere in pubblica piazza la vita personale
Jack White, è riconosciuto un po' da tutti come uno dei pochi guitar hero dell'epoca moderna. Dai White Stripes alla carriera solista, passando per mille progetti, il rocker di Detroit si è costruito il ruolo di figura di culto come musicista, produttore, fanatico del vintage e dell'analogico e strenue difensore di tutto ciò che è originale e sincero.
L'attenzione non è mai stata troppo alta, però, sul White scrittore di testi ed è proprio ciò a cui cerca di rimediare l'uscita di "Jack White: Collected Lyrics & Selected Writings Volume 1", libro che - come dice sulla copertina - raccoglie le parole di White sotto la curatela dell'archivista Ben Blackwell.
L’opera raccoglie testi scritti al di fuori dei , poesie, riflessioni pubblicate su Instagram e scansioni dei suoi taccuini. “Per ogni cantante i testi sono spesso trascurati”, afferma White, “è un po’ ingiusto non considerare poeti coloro che mettono parole sulla melodia”.
Il libro offre una panoramica completa del percorso creativo di White, rivelando come nascano le sue canzoni, dalle prime bozze fino alle versioni definitive. Ogni testo è studiato come un piccolo racconto, dove i dettagli, le emozioni e i giochi di parole diventano strumenti per costruire un universo narrativo coerente e affascinante, che permette ai lettori di entrare nella mente di un artista che ha segnato il rock contemporaneo
L'ex deus ex machina dei White Stripes ha parlato del tema in una recente intervista con il The Guardian nella quale ha raccontato la sua visione della musica e delle parole, spiegando il suo modo di lavorare e anche cosa non riuscirebbe mai a fare.
La poesia dei testi e il legame con Taylor Swift
Il cuore della riflessione di Jack White sulla scrittura dei testi è la convinzione che poesia e canzone siano fondamentalmente la stessa cosa. "La musica è tutto blues, i testi tutta poesia", dice White, sottolineando come non distingua mai tra versi di canzoni e componimenti poetici.
Per lui non ha senso scrivere testi di protesta: preferisce creare mondi e personaggi immaginari, pur senza dare loro un nome, lasciando all’ascoltatore la libertà di interpretazione. Ogni canzone diventa così una piccola storia, un frammento di vita reso universale dall’uso della lingua e della metrica.
White cita tra le sue fonti di ispirazione anche i sonetti di Shakespeare e Sir William Blake, autori che leggeva da ragazzo e che riuscivano a dargli un'emozione che ancora oggi non riesce a spiegarsi.
L’approccio di White unisce evocazione lirica e costruzione narrativa, permettendo ai suoi testi di oscillare tra autobiografia e finzione. Una cosa è certa, però, utilizzare le proprie canzoni per mettere in scena la propria vita personale - come fa Taylor Swift - è qualcosa che lui non riuscirebbe mai a fare.
"Ora è diventato molto popolare il modo in cui Taylor Swift usa le canzoni pop per scrivere pubblicamente di tutte le sue separazioni, cosa che non trovo affatto interessante. Penso che sia un po' noioso per me scrivere di me stesso", spiega Jack White. "Anche se ho avuto una giornata davvero interessante, mi sento come se l'avessi già vissuta, non ho bisogno di riviverla ogni volta che canto questa canzone. Se è qualcosa di veramente doloroso, non ho intenzione di mettere in giro questa cosa importante e dolorosa che ho attraversato perché qualche idiota su internet la calpesti. Quindi metto una percentuale di questo in quello che faccio e poi la trasformo nel personaggio di qualcun altro. Non posso davvero imparare qualcosa su me stesso finché non la metto nei panni di qualcun altro".
Le novità artistiche e le esposizioni a Londra
Oltre alla scrittura, Jack White mantiene viva la sua vena artistica attraverso iniziative visive e oggetti unici.
Tra le novità più recenti spicca l’esposizione-laboratorio a Londra, dove il musicista mette in vendita manufatti creati a mano, tra cui strumenti, oggetti di design e pezzi originali come la sedia realizzata in collaborazione con Damien Hirst . Ogni opera riflette la sua estetica minimalista, l’attenzione ai dettagli e la continua sperimentazione tra musica, design e arte concettuale.
L’evento ha suscitato grande interesse tra collezionisti e appassionati, confermando la poliedricità di un artista che non si limita a un unico linguaggio espressivo.
In Italia, il pubblico potrà incontrarlo in due date imperdibili nel 2026, Il primo appuntamento è venerdì 19 giugno 2026 a Lido di Camaiore (Lucca) al festival La Prima Estate, dove White sarà headliner della serata inaugurale e salirà sul palco dopo The Hives e Sunday(1994). La seconda data è domenica 21 giugno 2026 all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (UD).