IDLES, il nuovo brano “Levitator” accende il futuro della band
23 giugno 2026 alle ore 12:38, agg. alle 13:07
Gli IDLES suonano dal vivo l’inedita “Levitator”. Intanto Mark Bowen aggiorna sul nuovo album in lavorazione.
Gli IDLES hanno iniziato a sorprendere il pubblico con una nuova canzone intitolata Levitator, proposta in apertura di alcuni concerti recenti e subito diventata oggetto di discussione tra i fan. Pur non essendo stata ancora pubblicata ufficialmente né accompagnata da annunci discografici, il brano rappresenta il primo concreto segnale di una nuova fase creativa per il gruppo di Bristol.
Le prime testimonianze raccolte dai presenti ai concerti e da quello che si può ascoltare dai video girati dai fan, raccontando di Levitator come un pezzo particolarmente aggressivo, diretto e radicato nell'estetica post-punk che ha caratterizzato gli esordi degli IDLES. Una scelta significativa, soprattutto dopo il percorso intrapreso con TANGK, il disco del 2024 che aveva ampliato notevolmente il vocabolario sonoro della formazione.
Al momento non esistono dettagli ufficiali sulla registrazione del brano, sulla sua eventuale pubblicazione come singolo o sulla sua collocazione all'interno del prossimo album. Tuttavia, il fatto che la band abbia scelto di utilizzarlo come apertura dei concerti suggerisce una certa fiducia nel materiale e lascia intuire che Levitator possa rappresentare una delle direttrici sonore del nuovo lavoro.
IDLES - Levitator, il testo
It feels so good when I levitate
When my body sheds all of its weight
I am carried by a friend
I'll wrap my arm around their neck
I feel that breath upon my head
I allow myself to hear the dead
All the beauty to be loved in trust
All my shame turns to dust
All the beauty to be loved without lust
All my worries turn to rust
It’s not anger, it's violence
It's not anger, it’s violence
It's not anger, it's violence
It's not anger, it's violence
Violence is majestic, coming from a righteous ragе
Violence is majestic whеn you're coming-of-age
Violence is majestic, coming from a righteous rage
Violence is majestic when you're coming-of-age
Violence is majestic, coming from a righteous rage
Violence is majestic, coming from a righteous rage
I feel it
The violence, I feel it
I feel it, the violence
I feel it!
Woo!
Woo!
Rest my head upon the (?)
As if the war is won
Against you racist cunts
Racist cunts
Rest my head upon the (?)
As if the war is won
Against you racist cunts
Racist cunts
I feel it!
Rest my head upon the (?)
As if the war is won
Against you racist cunts
Racist cunts
“Levitator” e il possibile ritorno a un approccio più immediato
L'interesse attorno a Levitator nasce anche dal contesto in cui arriva. Negli ultimi due anni gli IDLES hanno attraversato una fase di forte evoluzione artistica culminata proprio con TANGK, album prodotto da Nigel Godrich, Kenny Beats e dallo stesso Mark Bowen.
Con TANGK la band aveva scelto di allontanarsi parzialmente dalla furia abrasiva degli esordi per esplorare territori più melodici, atmosferici e perfino romantici. Brani come Dancer, Grace e A Gospel avevano mostrato un gruppo disposto a mettere in discussione la propria identità senza rinunciare alla propria intensità emotiva.
Non sorprende quindi che una canzone come Levitator, almeno stando alle impressioni emerse dai live, venga letta da molti osservatori come un possibile ritorno a una scrittura più fisica e immediata.
La sensazione è rafforzata dalle dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi dai membri della band. Già nel 2025 Joe Talbot aveva anticipato che il materiale in lavorazione sarebbe stato caratterizzato da una maggiore spinta ritmica.
Il frontman aveva spiegato a NME: "Abbiamo registrato un sacco di canzoni. Ne abbiamo circa dieci e torneremo a registrarne altre. Questo album ha più spinta. È tutto quello che posso dire davvero. C'è più slancio".
Parole che sembrano perfettamente compatibili con la natura più aggressiva attribuita a Levitator.
Mark Bowen: “Probabilmente è il disco più entusiasmante che abbiamo mai fatto”
Gli aggiornamenti più significativi sul futuro degli IDLES sono arrivati nelle scorse settimane direttamente da Mark Bowen.
Intervistato sul red carpet degli Ivor Novello Awards 2026, il chitarrista ha confermato che il gruppo è già impegnato nella costruzione del successore di TANGK e ha utilizzato parole particolarmente eloquenti per descrivere il progetto.
"Probabilmente è il disco degli IDLES più entusiasmante fino a oggi", ha dichiarato Bowen.
Ancora più interessante è il modo in cui il musicista ha raccontato il metodo di lavoro adottato dalla band in questa fase. Secondo Bowen, il nuovo materiale nasce da un processo molto diverso rispetto alle recenti sperimentazioni in studio.
"Siamo tornati alle basi. Cinque membri in una stanza che si confrontano sugli strumenti", ha spiegato.
Il chitarrista ha aggiunto che il processo creativo è caratterizzato da "molte discussioni, molti strumenti e molto caos", una descrizione che richiama direttamente l'approccio collettivo e istintivo degli anni di Brutalism e Joy As An Act Of Resistance.
Bowen ha inoltre lasciato intendere che il disco si trovi ancora in una fase iniziale di sviluppo e che l'uscita sia prevista nel corso del 2027.
L'eredità di TANGK e la direzione del prossimo capitolo
Qualunque sarà la forma definitiva del nuovo album, appare difficile immaginare un semplice ritorno al passato.
TANGK ha rappresentato uno dei momenti più importanti della carriera degli IDLES. Pubblicato nel febbraio 2024, il disco ha mostrato una band intenzionata a esplorare il concetto di amore come forza politica ed emotiva, ampliando notevolmente il proprio raggio d'azione.
Joe Talbot aveva raccontato quel periodo come una fase di trasformazione personale e artistica, mentre Mark Bowen aveva definito il risultato finale come qualcosa di radicalmente diverso dal catalogo precedente.
L'album ha confermato la volontà del gruppo di non restare imprigionato nelle aspettative del pubblico, un principio che probabilmente continuerà a guidare anche il prossimo lavoro.
Per questo motivo Levitator non va necessariamente interpretata come un ritorno nostalgico agli IDLES delle origini. Piuttosto sembra il segnale di una band che, dopo aver sperimentato nuove possibilità espressive, sta cercando di fondere la libertà conquistata con l'urgenza che l'ha resa una delle realtà più influenti del rock britannico contemporaneo.