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I Pink Floyd hanno pubblicato improvvisamente 18 live e una raccolta di rarità

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Author image Gianluigi Riccardo

19 dicembre 2022 alle ore 15:50, agg. alle 16:50

Sorpresa per i fan dei Pink Floyd che hanno visto apparire in digitale ben 18 bootleg live della band e una raccolta di demo e alternate takes risalenti al 1972

A distanza di un anno esatto dal drop improvviso di una dozzina di live bootleg, i Pink Floyd ci ricascano.

Con grande sorpresa dei fan, i Pink Floyd hanno infatti annunciato un'altra raccolta di dischi dal vivo risalenti al periodo di The Dark Side Of The Moon.

Sono stati infatti resi disponibili online ben diciotto concerti, più una raccolta che contiene demo e remix.

I Pink Floyd pubblicano 18 live e una raccolta di demo

I Pink Floyd hanno pubblicato a sorpresa un insieme di ben diciotto registrazioni di concerti sui canali digitali della band con qualità bootleg, pur essendo rilasciati sulle piattaforme della band.

Gli show pubblicati risalgono al periodo di The Dark Side Of The Moon e vanno dal 23 gennaio al 9 dicembre del 1972. All'epoca la band era impegnata a portare in tour "Meddle" ed "Obscured By Clouds", cominciando tuttavia a suonare dal vivo brani che sarebbero poi apparsi in "The Dark Side Of The Moon".

Tra le varie performance ci sono registrazioni fatte in Giappone, quattro date al Rainbow Theatre di Londra e anche date negli Stati Uniti.

In aggiunta, c'è anche una raccolta chiamata "Alternate Tracks 1972" che comprende demo e remix di brani come Time e On The Run.

Recentemente i Pink Floyd hanno pubblicato, dopo anni di ritardi e polemiche, la versione rimasterizzata dell'album del 1977 "Animals".

Questa la lista completa dei nuovi live pubblicati dai Pink Floyd:



Pink Floyd, il perché dei bootleg 'ufficiali'

Già nel dicembre del 2021 i Pink Floyd avevano fatto la stessa mossa pubblicando senza preavviso 12 live registrati dalla band tra il 1970 e il 1972, incluso il concerto al Palaeur di Roma del 1971.

Per quanto possa sembrare strana un'operazione del genere, specialmente per dei perfezionisti dell'audio come i Floyd, la scelta di dare gratuitamente al pubblico questo materiale di archivio è da ricercarsi in una legge sul copyright.

La legge sul copyright in Europa è stata infatti estesa da 50 a 70 anni per tutto ciò che è stato registrato nel 1963 e oltre. Con il restante materiale del catalogo c'è una legge secondo cui se il materiale non viene usato nei primi 50 anni dalla registrazione, i diritti vanno persi.

L'operazione di tirare fuori dagli archivi queste registrazioni, quindi, non è volta ad avere un carattere commerciale ma ad evitare che la band possa perdere il possesso sui nastri.

Questi i bootleg pubblicati dai Pink Floyd nel 2021.

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