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Grammy Awards: Yungblud, Turnstile e i premi rock della serata

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Author image Gianluigi Riccardo

02 febbraio 2026 alle ore 11:19, agg. alle 11:45

Una notte di Grammy tra messaggi politici e rock protagonista, con nuovi vincitori e riconoscimenti storici nelle categorie alternative.

La serata dei Grammy Awards si è svolta all’insegna di una forte presenza di contenuti politici e sociali, con numerosi artisti che hanno utilizzato il palco per esprimere posizioni su temi di attualità.

I discorsi hanno accompagnato una cerimonia che ha premiato i principali protagonisti del panorama globale, confermando tendenze già consolidate. Nelle categorie principali, Bad Bunny si è imposto come Album Of The Year con "Debì Tirar Mas Fotos", mentre Billie Eilish ha raccolto nuovi riconoscimenti, rafforzando il suo ruolo centrale nel pop contemporaneo vincendo con Wildflower come Song Of The Year mentre Best New Artist è stata Olivia Dean.

Accanto ai premi di maggiore visibilità, una parte significativa della serata è stata dedicata alle categorie rock e metal, che hanno restituito un quadro articolato della scena attuale. Tra nuovi ingressi premiati e riconoscimenti storici, il rock ha trovato spazio con risultati che riflettono percorsi artistici diversi, ma accomunati da una forte identità.

Yungblud vince con “Changes” e il tributo a Ozzy Osbourne

Il primo Grammy di Yungblud è arrivato grazie a “Changes”, cover del brano dei Black Sabbath premiata nella categoria Best Rock Performance. Decisiva è stata la performance eseguita a “Back to the Beginning” la scorsa estate, dove l’artista britannico ha proposto una versione essenziale del pezzo, puntando su interpretazione e misura piuttosto che su riletture radicali.

Nel discorso di ringraziamento dal palco dei Grammy, Yungblud ha dichiarato: "L'ultima volta che ti ho visto, Ozzy, mi hai chiesto se potessi fare qualcosa per me. Ho risposto che la musica era sufficiente e posso tranquillamente dire a nome di tutti noi che questa frase è valida ancora oggi e lo sarà per sempre. Sarai con me ogni volta che sarò nervoso e sul palco a ogni spettacolo. Dio benedica la musica rock e Dio benedica il fottuto Ozzy Osbourne".

La serata ha incluso anche una performance in memoria di Ozzy Osbourne, affidata a una super band composta da Slash, Duff McKagan, Chad Smith, Andrew Watt e Post Malone alla voce.

Un’esibizione sobria e compatta, costruita su un suono diretto, pensata come omaggio alla figura e all’eredità musicale di Ozzy che ha commosso anche gli Osbournes presenti.


Turnstile, due Grammy e il passaggio dall’hardcore al riconoscimento globale

I Turnstile sono stati tra i principali protagonisti delle categorie rock, vincendo due premi su tre nomination e portandosi a casa il Best Rock Album con "Never Enough" e Best Metal Performance con 'Birds'. Un risultato che segna un passaggio importante per la band americana, partita dall’hardcore e arrivata a un riconoscimento pieno da parte dell’Academy.

L’album “Never Enough” ha rappresentato il punto di equilibrio di questo percorso, ampliando il suono senza abbandonare l’impostazione fisica e diretta delle origini.

I Turnstile hanno superato artisti affermati del rock alternativo nelle due categorie vinte come Linkin Park e Deftones , confermando la solidità del loro progetto. Dal palco, nel ritirare i premi, la band ha sottolineato le proprie radici:

"La comunità che abbiamo trovato attraverso la musica punk e hardcore ci ha offerto un posto sicuro dove ballare nell'oscurità e approdare in un posto meraviglioso", ha affermato il cantante dei Turnstile Brendan Yates, accettando il premio.



Cure e Nine Inch Nails: i premi rock tra storia e colonna sonora

Nelle altre categorie rock e alternative, i Cure hanno ottenuto due Grammy - Best Alternative album per "Songs Of A Lost World" e Best Alternative Performance con 'Alone' un risultato sorprendente considerando che si tratta dei primi premi Grammy della loro carriera. La band di Robert Smith è stata premiata per un album che segna un ritorno discografico rilevante e per un singolo coerente con la loro estetica storica, superando una concorrenza composta da nomi centrali della scena alternative.

Premio anche per i Nine Inch Nails, riconosciuti come Best Rock Song per As Alive as You Need Me to Be il brano realizzato per la colonna sonora di “Tron: ARES” che, di fatto, ha segnato il ritorno discografico di Reznor con un album a nome della band.

La composizione ha convinto per l’integrazione tra elettronica e rock industriale, confermando il ruolo di Trent Reznor nel dialogo tra musica e cinema. Un risultato che chiude una serata in cui il rock ha trovato spazio in forme diverse ma riconoscibili.

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