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Giappone, chitarrista arrestato dopo anni di hard rock a tutto volume: sequestrate oltre 40 chitarre

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Author image Gianluigi Riccardo

18 agosto 2026 alle ore 12:42, agg. alle 14:10

A Kyoto un uomo di 61 anni è finito in arresto dopo anni di lamentele dei vicini: rumore oltre 80 decibel e più di 40 chitarre sequestrate.

Ci sono chitarristi che ricevono lamentele dai vicini. E poi c'è Kazunori Yokoi, 61 anni, residente nel quartiere Nishikyo di Kyoto, in Giappone, protagonista di una vicenda che ha trasformato una lunga guerra condominiale contro il volume della musica in un caso di polizia.

Secondo quanto riportato dalla stampa giapponese e ripreso da numerose testate, Yokoi è stato arrestato dopo anni di segnalazioni per il rumore prodotto nella sua abitazione attraverso chitarre elettriche, amplificatori, radio e impianti audio. Una situazione che, secondo gli investigatori, avrebbe provocato veri problemi di salute ad almeno quattro vicini.

Quando gli agenti sono entrati nella casa dell'uomo hanno sequestrato oltre quaranta chitarre, molte delle quali elettriche, insieme ad amplificatori, lettori CD e radio-cassette. Una collezione decisamente importante, soprattutto considerando che parte di quell'attrezzatura sarebbe stata utilizzata per produrre livelli di rumore superiori agli 80 decibel nel quartiere.

Hard rock giorno e notte: le proteste dei vicini di Kazunori Yokoi

La storia non nasce da una singola serata finita male. Le segnalazioni dei residenti della zona risalirebbero addirittura al 2017, mentre le condotte finite al centro dell'indagine sarebbero proseguite almeno dal 2019. Con il passare degli anni, secondo la ricostruzione della polizia, la situazione sarebbe progressivamente peggiorata nonostante i ripetuti richiami delle autorità.

Yokoi non si sarebbe limitato a esercitarsi con la chitarra elettrica in orari poco indicati. Gli investigatori sostengono che l'uomo arrivasse a sistemare una radio rivolta verso la strada, lasciandola accesa anche per periodi molto lunghi, mentre le sessioni con chitarra e amplificatore potevano iniziare già nelle prime ore del mattino.

Il genere scelto, almeno a giudicare dalle testimonianze raccolte, non aiutava esattamente a mantenere bassi i livelli di pressione sonora: l'hard rock.

Un altro vicino ha descritto una situazione nella quale radio, musica e altri rumori finivano per sovrapporsi durante l'intera giornata, mentre secondo un altro abitante  era diventato difficile distinguere una sorgente dall'altra: una massa continua di suoni proveniente dall'abitazione.

Le rilevazioni effettuate dagli investigatori avrebbero superato gli 80 decibel, un livello che le autorità locali hanno paragonato a quello percepibile all'interno di un treno in movimento. 

Il problema, però, non era più soltanto il volume.

Tre vicini, di età compresa tra i sessanta e gli ottant'anni, avrebbero sviluppato disturbi del sonno e depressione, mentre un'altra residente avrebbe sofferto di tinnito, cioè un persistente fischio o ronzio nelle orecchie. È proprio il collegamento ipotizzato tra l'esposizione prolungata al rumore e queste conseguenze fisiche ad aver fatto compiere alla vicenda un salto decisivo sul piano giudiziario.

Oltre 40 chitarre sequestrate: dalla lite per il rumore all'arresto

È probabilmente l'aspetto più curioso dell'intera storia. Nonostante anni di proteste e richiami, il caso non si è concluso semplicemente con una multa per disturbo della quiete.

Le fonti in lingua inglese parlano infatti di un arresto con accuse legate alle conseguenze prodotte sui vicini, dopo che le autorità hanno raccolto le testimonianze e la documentazione relativa ai problemi di salute denunciati dai residenti.

La polizia ha quindi sequestrato nell'abitazione di Yokoi più di quaranta chitarre, oltre a diversi amplificatori e apparecchi per la riproduzione musicale. Praticamente il materiale necessario per allestire una piccola sala prove, con la differenza fondamentale che intorno c'erano appartamenti e vicini che da anni chiedevano semplicemente di abbassare il volume.

Interrogato dagli investigatori, il 61enne avrebbe ammesso di aver prodotto il rumore, negando però che il suo comportamento fosse responsabile dei problemi di salute lamentati dai residenti.

Non è quindi il fatto di suonare la chitarra, e nemmeno quello di ascoltare hard rock, ad aver portato all'arresto. Il punto centrale dell'inchiesta è la durata del comportamento, il mancato rispetto dei ripetuti avvertimenti ricevuti e soprattutto le conseguenze che gli investigatori ritengono possano essere state provocate dall'esposizione continuativa al rumore.

Una distinzione importante, soprattutto perché la notizia ha inevitabilmente iniziato a circolare online nella sua versione più sintetica e irresistibile: "uomo arrestato per aver suonato la chitarra troppo forte".



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