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Generation Gucci: far convivere Slipknot, Mina ed Aznavour

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Author image Gianluigi Riccardo

29 aprile 2026 alle ore 12:04, agg. alle 12:20

Gucci sorprende con una campagna visionaria che unisce Mina, Aznavour e Slipknot, anticipando l’estetica radicale della nuova era Demna.

Cosa ci fanno Mina, Slipknot e Charles Aznavour nello stesso video?

Semplice, ma forse nemmeno tanto: sono la colonna sonora dello spot per la nuova campagna di Gucci, 'Generation Gucci'.

Nel giro di poco più di un minuto e mezzo convivono la voce melodica di Mina, l’eleganza malinconica di Charles Aznavour e l’irruzione brutale degli Slipknot.
Un accostamento che, sulla carta, potrebbe sembrare assurdo, ma che nel contesto della nuova era della maison acquista un senso preciso: trasformare il lusso in un territorio ambiguo, disturbante e profondamente contemporaneo.

Il corto promozionale della collezione “Generation Gucci” mette infatti in scena un immaginario sospeso tra glamour decadente, allucinazione e cultura underground, anticipando il linguaggio estetico che il nuovo direttore creativo Demna Gvasalia sta imponendo al marchio fiorentino.

Il corto di Gucci tra motel lunari e caos metal

Il film promozionale, diretto dal regista britannico Jonathan Glazer, si sviluppa come un sogno surreale ambientato in un motel illuminato dalla luna. I protagonisti si risvegliano in camere impersonali, indossano i nuovi capi Gucci e si muovono verso l’esterno come attratti da una forza invisibile.

L’atmosfera iniziale è quasi nostalgica, accompagnata da “Un bacio è troppo poco” di Mina, ma il tono cambia improvvisamente quando entra “(sic)” degli Slipknot: le immagini si fanno più aggressive, il montaggio accelera e compare la sequenza più visionaria dell’intero spot, con due modelli che attraversano il cielo a bordo di un’auto sospesa nel vuoto. A chiudere il tutto arriva “Hier encore” di Aznavour, che restituisce alla narrazione un senso di malinconia rétro.

La scelta musicale non è casuale. Demna lavora da anni sulla collisione tra cultura alta e immaginari marginali, e l’inserimento degli Slipknot dentro un contesto luxury rappresenta quasi una dichiarazione di intenti.

Il designer georgiano ha spesso flirtato con l’estetica metal e post-industriale già nei suoi lavori precedenti, usando silhouette estreme, riferimenti fetish e un gusto volutamente sporco e provocatorio. La campagna “Generation Gucci” prosegue questo discorso, recuperando codici storici della maison ma contaminandoli con un’estetica da periferia americana anni Novanta, fatta di motel, luci al neon e inquietudine suburbana.


Look Outside Your Window e la collaborazione con Cristina Scabbia

L’arrivo degli Slipknot nella campagna Gucci coincide inoltre con un momento particolare per il gruppo americano: l’uscita di “Look Outside Your Window”, progetto rimasto inedito per quasi vent’anni e pubblicato finalmente nell’aprile 2026 in occasione del Record Store Day. Registrato nel 2008 durante le sessioni di “All Hope Is Gone”, il disco vede coinvolti soltanto Corey Taylor, Jim Root, Shawn “Clown” Crahan e Sid Wilson. Rispetto al suono devastante tipico della band, il materiale esplora territori molto più melodici e sperimentali, con influenze art rock e atmosfere quasi psichedeliche. Secondo Crahan, il progetto nacque come una sorta di laboratorio creativo parallelo, separato dalla macchina Slipknot vera e propria.

Uno degli elementi più curiosi dell’album è la presenza di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, coinvolta in due brani. Crahan ha raccontato che le chiese di scrivere un testo in italiano ispirato all’idea di “batterie che si stanno scaricando e non possono più essere ricaricate”. La cantante compare sia in una traccia spoken word intitolata 'Christina' sia in un passaggio vocale più melodico in 'It's Real'. che, secondo lo stesso Crahan, sorprese positivamente Corey Taylor durante le registrazioni. La partecipazione di Scabbia aggiunge al disco una dimensione ancora più cinematografica e sperimentale, confermando come “Look Outside Your Window” sia molto distante dal classico immaginario nu metal degli Slipknot. In questo senso, il collegamento con Gucci appare meno assurdo di quanto sembri: entrambi stanno cercando di trasformare un’identità storica in qualcosa di imprevedibile, ambiguo e artisticamente trasversale.

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