Foo Fighters, Taylor Momsen e il ritorno grunge di Mariah Carey a MusiCares
02 febbraio 2026 alle ore 11:57, agg. alle 12:12
Dave Grohl e la voce dei Pretty Reckless hanno reso omaggio a Mariah Carey suonando live due brani dal disco grunge perduto della popstar
Il gala MusiCares Person of the Year 2026, tenutosi venerdì 30 gennaio al Los Angeles Convention Center in onore di Mariah Carey, ha regalato alla musica uno dei momenti più sorprendenti della stagione: i Foo Fighters, con Taylor Momsen dei Pretty Reckless alla voce, hanno eseguito dal vivo due brani grunge inediti e mai pubblicati scritti dalla Carey negli anni ’90.
La band di Dave Grohl ha scelto di rendere omaggio alla diva del pop in un modo completamente inaspettato: non con i suoi classici da classifica, ma con “Hermit” e “Love Is a Scam”, pezzi provenienti dal progetto alternativo Someone’s Ugly Daughter, un album grunge scritto da Mariah nel 1995 sotto pseudonimo e mai ufficialmente pubblicato.
Mariah Carey, seduta tra il pubblico, ha assistito alla performance visibilmente emozionata, applaudendo e sorridendo mentre la band reinterpretava quei brani che per anni erano rimasti relegati nell’ombra.
La performance ha anche segnato la ripresa sul palco di Pat Smear, storico chitarrista dei Foo Fighters, recentemente assente per un infortunio al piede, che ha voluto essere presente per questo tributo speciale.
Il disco grunge perduto di Mariah Carey
La performance dei Foo Fighters e di Momsen non solo ha fatto impazzire fan e addetti ai lavori, ma ha anche acceso nuovamente il dibattito sulla possibile pubblicazione ufficiale di quel materiale grunge con la voce originale di Mariah Carey, che alcune fonti indicano come probabile nella seconda metà del 2026.
Mentre lavorava nel 1995 all’album Daydream — che l’avrebbe consacrata al successo planetario — la cantante sentì il bisogno di esplorare un’altra dimensione musicale, più cruda, spontanea e distante dai riflettori del pop mainstream. Durante quelle stesse sessioni, Carey iniziò a scrivere e registrare canzoni alternative rock, attingendo a stimoli che venivano dalla scena grunge e alt-rock statunitense (simili a Sleater-Kinney, L7, e alle band punk-light femminili dell’epoca). Nel suo libro autobiografico ha raccontato come portasse piccole idee, riff istintivi e testi irriverenti alla band, lasciandoli registrare quasi d’impulso, con un atteggiamento “selvaggio e urgente”, lontano da ogni calcolo commerciale.
Quel materiale fu raccolto nell’album Someone’s Ugly Daughter, pubblicato nel 1995 sotto il nome della band Chick. Ufficialmente la voce solista dell’album non era Mariah, ma la sua amica Clarissa Dane, mentre Carey si occupava della scrittura, della produzione e dei cori — e in alcune versioni addirittura cantava layer vocali nascosti per mantenere il suo anonimato. Questa strategia serviva non solo a preservare la sua immagine da regina del pop, ma anche a “giocare con un personaggio alternativo”: la cantante voleva immergersi nella scena come artista diversa, libera dalle aspettative su di lei.
Il disco venne relegato quasi all’oblio dalla casa discografica — Epic/Sony non lo promosse, considerandolo troppo distante dal marchio Carey — e alla fine passò alla storia come una curiosità di nicchia nel panorama musicale degli anni ’90. La cantante, però, ha sempre custodito quel progetto come una parte profonda della sua evoluzione artistica, tanto da confessare in interviste successive di rimpiangere di non averlo pubblicato con la sua voce principale e di aver ritrovato recentemente i nastri originali contenenti le registrazioni con la sua voce solista.