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Florence Road: quattro ragazze tra grunge, alternative rock e sensibilità pop

Florence Road: quattro ragazze tra grunge, alternative rock e sensibilità pop
Gianni RojattiGianni Rojatti
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Giovanissime, irlandesi e innamorate del rock anni Novanta: le Florence Road mescolano grunge, alternative e sensibilità pop.

Spulciando tra le band presenti nella nostra Top 20, abbiamo puntato i riflettori sulle Florence Road, giovanissimo quartetto irlandese che si sta facendo strada nella nuova scena rock internazionale. Quattro ragazze cresciute insieme, passate dalle cover pubblicate sui social ai palchi condivisi con Olivia Rodrigo e Wolf Alice.

La loro musica recupera il fascino dell'alternative rock degli anni Novanta, tra Cranberries, grunge e sensibilità britpop, ma con un'attenzione particolare alla melodia e alla scrittura di canzoni immediate, personali e coinvolgenti.

Già passate pochi mesi fa negli studi di Radiofreccia, le Florence Road saranno live in Italia il 9 maggio ai Magazzini Generali di Milano per il primo show in Italia da headliner.


Partenza con fisheye

Wet Leg, Wolf Alice, The Last Dinner Party, The Warning, Amyl and the Sniffers: una delle espressioni più interessanti del rock contemporaneo arriva da una nuova generazione di band al femminile. Ciascuna con una personalità precisa, dal post-punk più spigoloso al rock melodico, dall’eccentricità art rock alle contaminazioni metal. In questo panorama si stanno facendo largo le giovanissime Florence Road, quartetto irlandese che guarda soprattutto agli anni Novanta, alla coda del grunge e a quel territorio in cui l’alternative rock incontrava una sensibilità melodica quasi britpop. La storia comincia nel 2019 a Bray, cittadina della contea di Wicklow, dove quattro amiche d’infanzia iniziano a suonare insieme in una casetta da giardino. Sono Lily Aron, voce e chitarra, Emma Brandon, chitarra, Ailbhe Barry, basso, e Hannah Kelly, batteria. Prima dei palchi importanti arrivano i social: video di cover ripresi con un obiettivo fisheye, un’estetica spontanea e adolescenziale, e una crescente comunità di ascoltatori. È una traiettoria molto contemporanea, ma il linguaggio musicale che le quattro ragazze sviluppano affonda le radici in un’altra epoca.


Le canzoni al centro

I Cranberries sono un riferimento dichiarato, così come Alanis Morissette. Ci sono poi i Nirvana, il cui MTV Unplugged era un ascolto familiare in casa Brandon, e i Fleetwood Mac, accanto a Beatles, Phoebe Bridgers e Wolf Alice. Proprio queste ultime rappresentano un modello per la libertà con cui alternano delicatezza e distorsione. Le Florence Road condividono questa elasticità: chitarre ruvide e ritornelli luminosi, passaggi acustici e improvvise accelerazioni elettriche. Eppure, più che la ricerca di un suono particolare, a colpire è la centralità della canzone. Sono loro stesse a raccontare come una ballata costruita sul pianoforte possa essere altrettanto importante di una sfuriata di chitarre distorte. A comandare non è l’adesione a un genere, dal soft rock al post-punk, ma la volontà di cucire intorno a ogni canzone l’abito più adatto. Forse, pur essendo tra le più giovani di questa scena, le Florence Road sono anche tra le più eclettiche e pop, nell’accezione più nobile e rock del termine. Anche il legame con l’Irlanda non è soltanto geografico: cresciute frequentando una scuola in lingua irlandese, hanno familiarità con la tradizione musicale locale, pur senza trasformarla in una formula stilistica. Nei testi raccontano ansie, relazioni e cambiamenti dell’età adulta, conservando la freschezza di chi quelle esperienze le sta ancora attraversando. Il 2025 segna la svolta: escono “Heavy” e “Caterpillar” seguite dal mixtape d’esordio Fall Back. Arrivano il contratto con Warner, l’attenzione di Olivia Rodrigo e i concerti al suo fianco, oltre alle tournée con Wolf Alice e The Last Dinner Party. Nel 2026 Spring Forward prosegue il percorso: un rock alternativo immediato, emotivo e profondamente melodico.