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Extreme e Nuno Bettencourt: 5 canzoni per scoprire molto più di un guitar hero

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Author image Gianni Rojatti

20 settembre 2026 alle ore 12:00, agg. alle 23:04

Virtuosismo, funk, riff e senso della canzone: cinque brani per raccontare Nuno Bettencourt, uno dei chitarristi rock più completi della sua generazione.

Nuno Bettencourt è stato uno dei migliori eredi di Eddie Van Halen, ma definirlo soltanto un virtuoso sarebbe riduttivo. Nel suo chitarrismo convivono tecnica impressionante, riff, groove funk, una mano destra ritmica  formidabile e, soprattutto, un fortissimo istinto per la scrittura.

Nato il 20 settembre 1966, con gli Extreme arriva proprio mentre l’hard rock anni Ottanta perde centralità. Tra carriera solista, collaborazioni con Perry Farrell dei Jane’s Addiction e addirittura Rihanna, Bettencourt continuerà però a dimostrare quanto il suo talento possa funzionare ben oltre i confini dell’hard rock e del mero virtuosismo chitarristico.


Funk, metal e virtuosismo

Nuno Bettencourt appartiene alla generazione cresciuta dopo l’esplosione di Eddie Van Halen, quando chitarristi come Steve Vai, Yngwie Malmsteen e - a seguire - Paul Gilbert, Richie Kotzen, Greg Howe, Jason Becker avevano portato ancora più avanti il vocabolario tecnico della chitarra rock. Bettencourt possedeva praticamente tutto quel bagaglio solista da funambolo ma con una differenza sostanziale: non ha mai voluto che il virtuosismo diventasse il centro della propria musica. Negli Extreme prima degli assolo  (incredibili!) vengono il riff, il groove, una mano destra formidabile e soprattutto la canzone. Anche per questo la sua storia è diversa da quella di alcuni contemporanei. Gilbert, dopo il successo con i Mr. Big, e Kotzen, passato anche attraverso i Poison, hanno costruito lunghe carriere soliste. Bettencourt è rimasto essenzialmente un chitarrista da band. E gli Extreme sono stati contemporaneamente la sua fortuna e il suo limite: debuttano nel 1989, quando il mondo dal quale provengono sta per cambiare. Funk rock e metal li avvicinano alla stagione crossover di Living Colour, Faith No More e primi Red Hot Chili Peppers, ma negli Extreme restano molto più evidenti la matrice hard rock e il gusto glam. Il paradosso è che a portarli ai vertici delle classifiche sia "More Than Words", una ballata acustica che racconta pochissimo della loro esplosività funk metal e degli assolo pirotecnici di Bettencourt. Una magnifica benedizione e insieme una piccola maledizione, simile a quella vissuta dai Mr. Big con "To Be with You": un’altra band di musicisti straordinari, arrivata alla ribalta quando quel tipo di hard rock stava già perdendo centralità e identificata dal grande pubblico soprattutto attraverso una ballata.


Al servizio della musica

Con Waiting for the Punchline del 1995 gli Extreme asciugano il suono e guardano all’alternative e al grunge, ma quello non diventerà mai davvero il loro mondo. Poco dopo la band si ferma e Bettencourt pubblica Schizophonic nel 1997: un bellissimo disco nel quale rilegge il proprio chitarrismo dentro una scrittura più scarna e alternativa. Non vende abbastanza per incoraggiarlo a costruire una vera carriera solista come autore e cantante. Ma Nuno non sceglierà nemmeno il possibile piano B della musica strumentale: niente dischi fusion, progressive o metal costruiti intorno alla chitarra, come faranno invece Gilbert, Kotzen, Greg Howe o Marty Friedman dei Megadeth. Una rinuncia che resta quasi un piccolo rimpianto per gli appassionati. Le sue deviazioni successive confermano semmai quanto sia versatile. Nel 2007 lavora con Perry Farrell dei Jane's Addiction nei Satellite Party, calandosi in un alternative rock attraversato dal funk. Ancora più sorprendente è la lunga collaborazione con la cantante Rihanna, della quale diventa chitarrista dal vivo lavorando anche in studio: una dimostrazione di quanto il suo senso ritmico e la sua capacità di stare dentro una canzone funzionino lontanissimo dagli Extreme. Il mondo della chitarra, intanto, continua a considerarlo uno dei suoi riferimenti. Nel 2016 Steve Vai lo coinvolge in Generation Axe insieme a Yngwie Malmsteen, Zakk Wylde e Tosin Abasi. Nel 2023 arriva poi Six degli Extreme e soprattutto "Rise", con un assolo che riporta Bettencourt al centro della comunità chitarristica internazionale. Una delle prove solistiche più impressionante del rock degli ultimi decenni. Qui il cerchio si chiude con Eddie Van Halen. Dopo la sua scomparsa, Bettencourt ha raccontato di aver sentito una responsabilità: mantenere accesa quella passione per una chitarra rock da spingere al limite, capace di sorprendere, esplorare il virtuosismo e diventare il motore di grande musica. Una responsabilità particolarmente credibile nelle sue mani, perché la tecnica non è mai stata esibizione circense fine a se stessa. Nuno avrebbe avuto tutti i mezzi per vivere di assoli e musica strumentale. Ha preferito usarli per costruire riff, ritmiche, arrangiamenti e canzoni.


5 Canzoni

Prima di questa guida all’ascolto, però, c’è un fuori classifica imprescindibile: "Rise". Il suo assolo è una delle più belle dichiarazioni d’amore mai rivolte alla lezione di Eddie Van Halen e una prova stupefacente di tecnica, gusto e ferocia. Se dovessimo spedire nello spazio dieci assolo per raccontare fin dove può arrivare una chitarra rock, quello di "Rise" meriterebbe seriamente un posto a bordo.


"Get the Funk Out – Extreme
". Scegliere un solo brano da Pornograffitti è quasi impossibile: dalla prima all’ultima traccia Bettencourt incanta per quantità e qualità delle parti di chitarra. "Get the Funk Out" ne condensa però magnificamente il vocabolario: riff sincopati, una gestione del groove mozzafiato, feeling, attitudine e una padronanza tecnica spaventosa. Nell’assolo tutto questo esplode in una sequenza di arpeggi velocissimi nella quale tapping e string skipping  (salti di corda) producono linee ampie, quasi neoclassiche: una soluzione che nel 1990 suonava realmente futuristica.

"He-Man Woman Hater" – Extreme.Sempre da Pornograffitti, il brano è introdotto da "Flight of the Wounded Bumblebee", rilettura chitarristica del celebre Volo del calabrone di Rimskij-Korsakov. L’esecuzione sembra andare a una velocità disumana, ma il trucco è anche creativo: Bettencourt utilizza un delay regolato per inserire una ripetizione tra le note effettivamente suonate, moltiplicandone la percezione. Questo non rende la parte meno impressionante: tecnica significa anche saper usare gli effetti come parte dell’esecuzione. E questa piccola acrobazia classica, anziché sembrare appiccicata al brano, entra perfettamente nel linguaggio ritmico degli Extreme.


"Midnight Express" – Extreme. 
Da Waiting for the Punchline arriva una prova completamente diversa: un brano strumentale costruito sulla chitarra acustica. Qui non servono distorsioni, tapping spettacolare o suoni enormi per mostrare la statura di Bettencourt. A impressionare è soprattutto la componente ritmica: accenti, dinamica, percussività, controllo delle corde e una gestione del groove tale da far tirare letteralmente la chitarra come un treno. È uno degli esempi migliori per capire perché ridurre Nuno alla sola dimensione dell’assolo significhi perdersi una parte fondamentale del suo talento.

"Crave" – Nuno Bettencourt.In Schizophonic Bettencourt prova a reinventarsi anche come autore e cantante alternative. "Crave" mostra quanto il suo chitarrismo sappia cambiare pelle: niente necessità di esibire continuamente la tecnica, ma suoni più ruvidi, un linguaggio essenziale e un assolo sporco, lancinante, perfettamente inserito nell’estetica alternative del periodo. Anche quando apparentemente rinuncia al virtuosismo, fraseggio, controllo del suono e intensità ricordano immediatamente che dietro quella chitarra continua a esserci un musicista di livello tecnico straordinario.

"Kiss It Better" – Rihanna.È forse la scelta che racconta meglio quanto Bettencourt sia molto più di un guitar hero. Dentro una produzione pop e R&B lucidissima, lontanissima dagli Extreme, Nuno non cerca spazio per dimostrare quanto sia bravo: mette la chitarra al servizio della canzone. Il suo suono distorto, inequivocabilmente rock, diventa una linea melodica che accompagna e intensifica alcuni dei momenti più lirici del brano. Nessuna esibizione circense: soltanto suono, gusto, groove e sensibilità melodica. Esattamente quelle qualità che, dietro la tecnica smisurata, hanno sempre definito il suo chitarrismo.


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