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È morto Tim Curry, l’icona rock di The Rocky Horror Picture Show

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Author image Gianluigi Riccardo

26 agosto 2026 alle ore 20:01, agg. alle 20:10

L’attore britannico aveva 80 anni. Con Frank-N-Furter trasformò il musical rock in un culto e costruì una carriera tra cinema, teatro e musica.

Tim Curry è morto a 80 anni. L’attore e cantante britannico, icona mondiale grazie al Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show, è scomparso nella sua casa di Los Angeles nella notte di martedì. Non è stata resa nota una causa ufficiale della morte. Dal 2012 conviveva con le conseguenze di un grave ictus, che lo aveva lasciato parzialmente paralizzato senza però interrompere del tutto il rapporto con il pubblico.

Nato il 19 aprile 1946 nel Cheshire, Curry ha attraversato teatro, cinema, televisione, doppiaggio e musica rendendo memorabili personaggi spesso nascosti dietro trasformazioni radicali. È accaduto con Frank-N-Furter, il Signore delle Tenebre di Legend e Pennywise in It: figure diverse, legate dalla stessa miscela di ironia, minaccia e teatralità.

Tim Curry e Rocky Horror, quando il glam rock entrò al cinema

Il rapporto di Tim Curry con il rock cominciò prima del cinema. Nel 1968 entrò nel cast londinese di Hair, dove conobbe Richard O’Brien. Fu quest’ultimo, pochi anni dopo, a coinvolgerlo in The Rocky Horror Show. Al provino Curry si presentò con stivali dipinti d’argento e cantò Tutti Frutti di Little Richard: un’anticipazione dell’energia con cui avrebbe costruito Frank-N-Furter.

Il personaggio debuttò al Royal Court Theatre di Londra nel 1973 e arrivò sul grande schermo nel 1975. Corsetto, calze a rete, trucco glam e un accento da alta società britannica trasformarono lo scienziato alieno in qualcosa che il musical non aveva ancora visto. Curry ricordò quella scelta come un rischio consapevole: "Pensavo che fosse rischioso, e infatti lo era. Ma a me piace il rischio. Sceglierei il rischio sopra ogni altra cosa. È il modo migliore di vivere".

The Rocky Horror Picture Show univa rock and roll, fantascienza di serie B, horror, cabaret e libertà sessuale. Il film partì lentamente, ma le proiezioni di mezzanotte, i travestimenti e i dialoghi gridati davanti allo schermo lo trasformarono in un rito collettivo.

Curry lo definì "un rito di passaggio" e "una festa garantita del fine settimana", capace di offrire alle persone lo spazio per sperimentare identità e ruoli. In Frank-N-Furter il rock diventava linguaggio, corpo e provocazione: non semplice colonna sonora, ma possibilità di essere altro.


Dai dischi solisti a Roger Waters: l’altra carriera rock di Tim Curry

Curry non fu soltanto un attore che sapeva cantare. Tra il 1978 e il 1981 pubblicò Read My Lips, Fearless e Simplicity. Il debutto venne prodotto da Bob Ezrin e coinvolse musicisti come Dick Wagner, Nils Lofgren e Michael Kamen; Fearless, più orientato al rock e composto soprattutto da materiale originale, raggiunse il numero 53 negli Stati Uniti. Il singolo I Do the Rock entrò nella Billboard Hot 100.

A proposito della differenza tra recitare e incidere, Curry spiegò: "Per me, fare dischi e suonarli dal vivo serve a raggiungere direttamente il pubblico, non a esprimermi attraverso un personaggio. Prima avevo sempre avuto un copione, ora sto procedendo alla cieca verso quello che sento. L’idea è avanzare verso una qualche forma di sincerità".

Nel 1990 interpretò il Procuratore in The Trial durante The Wall – Live in Berlin di Roger Waters. Cantò inoltre alcuni cori in Spy di Carly Simon, mentre David Bowie fu prima spettatore entusiasta delle rappresentazioni di Rocky Horror e poi suo amico. Il legame di Curry con il rock attraversò quindi dischi, palchi e un modo di intendere la performance come trasformazione.


Da Pennywise a Clue, una carriera costruita sull’eccesso controllato

Dopo Rocky Horror, Curry lavorò per evitare che Frank-N-Furter diventasse una gabbia. A teatro interpretò Mozart in Amadeus e Re Artù in Spamalot, ottenendo complessivamente tre candidature ai Tony Award. Al cinema fu Rooster in Annie, il maggiordomo Wadsworth in Clue, il Signore delle Tenebre in Legend, il concierge di Mamma, ho riperso l’aereo e Long John Silver in Muppet Treasure Island.

Pennywise in It, nel 1990, consolidò la sua capacità di rendere il male seducente e divertente. "Ho sempre cercato di rendere i miei cattivi spiritosi, perché questo dà loro un po’ più di mordente", disse. La voce gli permise anche di costruire una seconda carriera nell’animazione, vincendo un Daytime Emmy per Peter Pan and the Pirates e diventando, tra gli altri, Nigel Thornberry.

Dopo l’ictus Curry privilegiò il doppiaggio e le apparizioni pubbliche, tornando in Rocky Horror come narratore del remake televisivo del 2016. Nel 2025 pubblicò l’autobiografia Vagabond. La sua eredità resta quella di un interprete capace di portare lo spirito del rock dentro ogni mezzo: teatrale, ambiguo, eccessivo, ironico e irriducibilmente libero.

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