Drive: il lato rock del film, dai Red Hot Chili Peppers ai Bring Me The Horizon
16 settembre 2026 alle ore 19:39, agg. alle 19:58
Il film di Nicolas Winding Refn unisce Cliff Martinez, Ryan Gosling musicista e il rifacimento BBC con Bring Me The Horizon e The 1975.
Il 16 settembre 2011 arrivava nelle sale statunitensi Drive, il film diretto da Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston e Ron Perlman. Quindici anni dopo, la pellicola continua a essere immediatamente riconoscibile attraverso pochi elementi: la giacca bianca con lo scorpione, la Chevrolet Malibu, le strade notturne di Los Angeles e una colonna sonora diventata parte integrante della sua identità.
Definire Drive un film rock sarebbe una forzatura. La sua musica guarda soprattutto al synth-pop, all’elettronica europea, all’Italo disco e alle atmosfere degli anni Ottanta. Dietro quella superficie sintetica, però, esiste un legame importante con il rock alternativo, il post-punk e persino con i Red Hot Chili Peppers.
Un legame costruito attraverso il compositore Cliff Martinez, il passato musicale dello stesso Ryan Gosling, le radici dei Chromatics e il controverso rifacimento della colonna sonora realizzato dalla BBC nel 2014.
Cliff Martinez: dai Red Hot Chili Peppers alla colonna sonora di Drive
Il principale collegamento tra Drive e il rock passa da Cliff Martinez, autore della musica strumentale del film. Prima di diventare uno dei compositori più riconoscibili del cinema contemporaneo, Martinez era un batterista attivo nella scena alternativa statunitense.
Ha lavorato con Captain Beefheart, The Dickies, The Weirdos e Lydia Lunch. Soprattutto, ha suonato nei Red Hot Chili Peppers partecipando ai primi due album del gruppo: The Red Hot Chili Peppers del 1984 e Freaky Styley del 1985, quest’ultimo prodotto da George Clinton.
Un’esperienza rock che non viene riprodotta direttamente nella colonna sonora di Drive, ma che resta evidente nel suo approccio: attenzione al ritmo, economia degli arrangiamenti e capacità di costruire tensione attraverso la ripetizione.
Martinez non proveniva dalla formazione orchestrale tradizionale. Il suo linguaggio si è sviluppato lavorando con sintetizzatori, percussioni trattate e strutture minimaliste, trasformando anche i limiti produttivi in una scelta estetica. Per Drive elaborò una partitura elettronica fredda e dilatata, pensata per dialogare con le canzoni già selezionate da Refn.
Il regista aveva un’idea precisa. “Faremo un film su un uomo che guida di notte ascoltando musica pop, perché quello è il suo sfogo emotivo”, spiegò Refn ricostruendo la nascita del progetto. La musica, quindi, non doveva semplicemente accompagnare le immagini: doveva esprimere ciò che il protagonista non diceva.
Il risultato comprende brani come I Drive, Rubber Head, Hammer e Bride of Deluxe. “Non credo di aver mai scritto, prima di Drive, un brano di nove minuti per una colonna sonora”, ha dichiarato Martinez a Clash, sottolineando quanto il film gli avesse permesso di lavorare con tempi più lunghi e poco convenzionali.
Nightcall, Chromatics e le radici post-punk della musica di Drive
La parte più popolare della colonna sonora rimane quella composta dalle canzoni. Nightcall di Kavinsky apre il film e ne definisce immediatamente la temperatura sonora. Il brano, prodotto da Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk e interpretato con Lovefoxxx dei CSS, raggiunse un pubblico globale proprio grazie a Drive.
La sua presenza assume oggi un significato ulteriore dopo la morte di Kavinsky, avvenuta nell’agosto 2026. Il musicista francese aveva 50 anni. Nightcall resta il punto centrale della sua discografia e nel 2024 era stata eseguita anche durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Parigi, confermando una popolarità ormai molto più ampia rispetto al circuito elettronico dal quale proveniva.
Accanto a Kavinsky, il film utilizza A Real Hero di College ed Electric Youth, Under Your Spell dei Desire e Tick of the Clock dei Chromatics. Proprio queste ultime due formazioni fanno riferimento a Johnny Jewel, figura fondamentale della scena indipendente statunitense.
Jewel era stato inizialmente coinvolto per realizzare la colonna sonora completa, ma la produzione scelse successivamente di affidare la partitura a Martinez. Il suo contributo rimase comunque centrale attraverso Desire e Chromatics. Prima di spostarsi verso synth-pop, dream pop e sonorità cinematiche, i Chromatics erano nati all’interno di un contesto più ruvido, legato al no wave e al post-punk.
“Drive resiste perché è bello. Non vuole essere una semplificazione. Tutto ciò che viene creato con sentimento e valore continua a rivelarsi nel tempo”, ha dichiarato Jewel in occasione dell’anniversario del film.
Ryan Gosling, i Dead Man’s Bones e il rifacimento rock della BBC
Anche Ryan Gosling possiede un passato musicale direttamente collegato al rock indipendente. Nel 2009, due anni prima dell’uscita di Drive, pubblicò con Zach Shields l’unico album dei Dead Man’s Bones, progetto costruito intorno a un immaginario gotico fatto di fantasmi, cimiteri, cori infantili e vecchi film dell’orrore.
Il disco, pubblicato dalla ANTI-, fu registrato con il Silverlake Conservatory Children’s Choir, legato alla scuola di musica fondata da Flea dei Red Hot Chili Peppers. Gosling e Shields decisero di suonare personalmente gli strumenti, evitare il click e limitare il numero di tentativi per ogni registrazione. L’obiettivo era mantenere errori, oscillazioni ritmiche e imperfezioni.
Musicalmente, i Dead Man’s Bones mescolavano garage rock, gospel, folk oscuro e pop gotico. Canzoni come In the Room Where You Sleep, Lose Your Soul e My Body’s a Zombie for You mostrano un lato di Gosling molto distante dalla costruzione patinata della classica popstar cinematografica. Anche per questo il progetto continua a essere riscoperto periodicamente, pur essendo rimasto fermo a un solo album.
Il legame più esplicito tra Drive e il rock contemporaneo arrivò però nel 2014, quando BBC Radio 1 affidò a Zane Lowe la realizzazione di una colonna sonora alternativa. Il progetto, approvato da Nicolas Winding Refn, coinvolse tredici artisti chiamati a scrivere musica originale per il film.
Tra i partecipanti figuravano Bring Me The Horizon, The 1975, Foals, Chvrches, Bastille, The Neighbourhood, Banks, Laura Mvula, Jon Hopkins, SBTRKT, Baauer, Eric Prydz e Simon Neil dei Biffy Clyro. I Bring Me The Horizon presentarono Don’t Look Down, The 1975 realizzarono Medicine, i Chvrches contribuirono con Get Away e i Bastille pubblicarono The Driver
L’operazione provocò reazioni contrastanti. La colonna sonora originale era già considerata intoccabile e molti spettatori interpretarono il progetto come un tentativo di sostituirla. L’intenzione dichiarata dalla BBC era invece proporre una lettura parallela: lo stesso film attraversato dal rock alternativo e dall’elettronica britannica degli anni Dieci.