History

Dieci anni senza David Bowie, la leggenda del rock che cambiò per sempre le sorti della musica mondiale

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Author image Gianluigi Riccardo

09 gennaio 2026 alle ore 16:20, agg. alle 17:15

A distanza di dieci anni dalla scomparsa di David Bowie il suo nome resta centrale nel mondo della musica, nutrendo ancora oggi i sogni di fan in tutto il mondo

Dieci anni fa se ne andava David Bowie, all’anagrafe David Robert Jones, uno degli artisti più rivoluzionari nella storia della musica moderna.

Nato a Londra l'8 gennaio 1947, è morto il 10 gennaio 2016 all'età di 69 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Icona non solo musicale, Bowie è stato un simbolo di ribellione e rottura anche per il mondo della moda, dello stile e della libertà di poter costruire la propria identità seguendo gli schemi personali di ogni individuo, in contrasto con il perbenismo di una società che a uno come Bowie è sempre andata stretta.

Blackstar: l’addio di una vera rockstar

Proprio due giorni prima della sua scomparsa, in concomitanza con il suo compleanno, Bowie ha pubblicato il suo ultimo disco “Blackstar” – debuttando con una vendita di oltre 100mila copie. Un vero e proprio testamento quello raccontato attraverso i brani della sua ultima, complessa ed oscura opera.

L’album è stato registrato in due studi: il The Magic Shop e gli Human Worldwide Studios di New York. Ed è proprio a New York che il Duca Bianco scopre un gruppo di musicisti jazz guidati dal sassofonista Donny McCaslin che sceglie come band di accompagnamento nelle fasi di realizzazione di Blackstar, dando vita a sonorità dense di influenze che spaziano dal soul al jazz, dal trip hop al rock sperimentale, dal fusion all'hard bop.

In un’intervista rilasciata da Tony Visconti, produttore di Blackstar, Bowie si sarebbe fatto ispirare dal rapper Kendrick Lamar e dal suo “To Pimp a Butterfly” proprio per permettere alle sonorità del disco di contaminarsi con diversi generi e seguendo un’onda di innovazione dettata da artisti più contemporanei a lui e in grado di comunicare con un pubblico più giovane e vibrante.

Bowie oltre la musica: i 40 anni di “Labyrinth”

Il 2026 non segna solo i dieci anni dalla scomparsa di David Bowie, ma celebra con un’altra cifra tonda un film molto importante per la carriera di Bowie in qualità di attore. Compie infatti 40 anni “Labyrinth – dove tutto è possibile” – cult fantasy in pieno stile anni ’80.

Anche nei panni del cattivo Jareth, re degli gnomi, Bowie riesce a far innamorare i giovani incollati al grande schermo grazie alla sapiente fusione di elementi che avrebbero sempre accompagnato la sua figura – su e giù da un palco, sia come persona che come personaggio – ovvero carisma, sfacciataggine, una punta dui oscurità e un sarcasmo geniale, autoironico e volto a far arrossire chiunque avesse incrociato il suo sguardo.

Proprio in occasione del suo 40esimo anniversario Labyrinth, non un grande successo al botteghino, ma nel tempo diventato un vero e proprio cult intergenerazionale, è stato restaurato in 4K. Verrà distribuito come evento nel Regno Unito, anche per ricordare l’anteprima del 1986 che si tenne alla presenza dell'allora principe Carlo e di quella che ai tempi era sua moglie, Lady Diana Spencer.

Esce anche la ristampa in vinile “Labyrinth 40th Anniversary” che include un documentario che celebra i fan del film, girato di recente al “Labyrinth Experience & Masked Ball” nel Regno Unito.

David Bowie Forever

Data l’immensa vastità e varietà di opere che compongono la vita artistica di Bowie, ecco una lista di film, dischi e luoghi da vivere (e riscoprire) in questo anno che celebra i primi dieci anni dalla sua scomparsa.

Nella sua carriera sul grande schermo meritano di essere menzionate due pellicole, una per la centralità del personaggio interpretato da Bowie, l’altra per la breve ma iconica apparizione del Duca Bianco nei panni di se stesso.

È infatti indimenticabile il film “L'uomo che cadde sulla Terra” (The Man Who Fell to Earth), del 1976 diretto da Nicolas Roeg. Esordio cinematografico di Bowie nel ruolo di protagonista, la storia si basa sull’omonimo romanzo di Walter Tevis.

Bowie scrisse con Paul Buckmaster una colonna sonora per il film che non piacque al regista e fu scartata. L'artista inglese si infuriò per il rifiuto e a fine anno licenziò il proprio manager Michael Lippman, ritenendolo colpevole di non aver convinto Roeg a usare la sua musica. Il regista basò quindi la colonna sonora su brani di Stomu Yamashta e John Phillips.


Menzione d’onore al secondo film di questa breve lista: “Zoolander”. Il film interpretato tra gli altri da Ben Stiller e Owen Wilson vede una narrazione satirica, irriverente e alle volte delirante del mondo della moda. E in questo caos perfetto si inserisce proprio il cameo di Bowie, destinato ad diventare una della scene più iconiche della pellicola stessa.


Per quanto riguarda i luoghi celebrativi del mondo di Bowie, fondamentale e ormai tappa obbligatoria per i suoi fan in visita a Londra il “David Bowie Centre” inaugurato lo scorso settembre e curato, tra i tanti nomi, anche dalle giovanissime Last Dinner Party.

Concepito come uno spazio interattivo, il museo si sviluppa in tre aeree che si completano a vicenda e vanta una collezione di oltre 250 mila oggetti, tra cui spiccano i leggendari costumi dell’era Ziggy Stardust, creati dal genio di Freddie Burretti nel 1972.

E per quanto riguarda la musica?

Ognuno di noi ha amato in maniera più forte un periodo della carriera di Bowie rispetto agli altri.

Sicuramente la parte di produzione dei primi anni ’70 racchiude una creatività indomita che si mischiava e intrecciava con l’arroganza dei 20 anni di Bowie stesso, con il periodo storico che portava le persone a tenere il naso sempre all’insù, con lo sguardo puntato alle stelle, alla luna o a Marte e con un’energia così provocatoria e sensuale da farci emozionare ancora oggi a distanza di decenni e decenni. Un ottimo punto di partenza per un ascolto celebrativo e di riscoperta dell’era di Ziggy Stardust è sicuramente il live del 1973 all’Hammersmith Odeon di Londra.

Buon ascolto e buon viaggio.


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