History

David Lynch, l’eredità dell’assurdo

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Author image Cecile B

16 gennaio 2026 alle ore 11:18, agg. alle 12:11

Ricordando la morte di David Lynch, tra cinema e social, Weather Report e meditazione, ripercorriamo l’eredità di un visionario amato dai Millennials oggi!!!

Nel 2025 fa ci lasciava David Lynch, icona del cinema statunitense e oggi - più che mai - idolo dei Millennials di tutto il mondo

Per ricordare la scomparsa di David Lynch ripercorriamo alcuni momenti iconici della sua carriera tra piccolo e grande schermo, tra Youtube e meditazione

Con un post su Facebook, il 16 gennaio del 2025 fa la famiglia di David Lynch comunicava la scomparsa dell’amato regista, autore di film misteriosi come Mulholland Drive e Velluto Blu e di una delle serie tv più importanti di sempre, Twin Peaks, all’età di 78 anni.

Visionario, a tratti incomprensibile ma sempre magnetico, quella di David Lynch è stata una figura capace di ipnotizzare un vasto pubblico sia sul grande che sul piccolo schermo diventando lui stesso un’icona.

Nella sua carriera è stato nominato quattro volte agli Oscar (tre per la regia di The Elephant Man, Velluto blu e Mulholland Drive, più una per la sceneggiatura di The Elephant Man) ha vinto un Leone d’Oro nel 2006 per il film “Inland Empire - L'impero della mente” e un Oscar onorario alla carriera nel 2019.


David Lynch : il regista dell’assurdità esistenziale 

La ricetta della filmografia di David Lynch prevede un apparente assemblaggio nonsense dei suoi ingredienti e una capacità di sorprendere  grazie a film violenti e inquietanti come Strade perdute (1997), divertenti e spiazzanti come Cuore selvaggio (1990), o classici e drammatici come The Elephant Man (1980), Lynch era riconosciuto come un regista tra i più importanti della storia del cinema.

In mezzo aveva fatto anche un suo immaginifico e divisivo adattamento di Dune di Frank Herbert (1984), un film che ampliava l’immaginario di Twin Peaks, Fuoco cammina con me (1992), e un altro più piccolo e di buoni sentimenti, Una storia vera (1999): tutti a loro modo diventati dei classici.

Nella sua carriera aveva vinto un Leone d’Oro e un premio Oscar alla carriera.


David Lynch e i “Weather Report”

David Lynch ha saputo anche essere protagonista della comunicazione social restando fedele al suo tono surreale, alle volte nonsense ma sempre intrigante, quasi intenzionato a portare l’osservatore a porsi una costante domanda: “perché?”.

Tra le sue opere più bizzarre spiccano senza alcun dubbio i “Weather Report” una serie di brevi clip realizzate tra maggio 2020 e dicembre 2022 dove Lynch dava aggiornamenti meteo quotidiani della città di Los Angeles. Il progetto era nato inizialmente su INDIE 103.1, una radio locale della città californiana – dove ogni giorno comunicava il meteo con una telefonata in diretta.

È con il periodo del lockdown nascono i “Weather Report” intesi come contenuto video caricato regolarmente su Youtube, prodotti dell’unione tra la passione per il meteo e l’inarrestabile vena creativa di Lynch.

Ogni appuntamento presentava una struttura precisa e ripetitiva: la precisa enunciazione della data, la temperatura di Los Angeles espressa sia in gradi Fahrenheit che in gradi Celsius e un insieme di pensieri, frasi poetiche o citazioni di canzoni che suonavano più come un consiglio da abbinare proprio alle caratteristiche del tempo raccontate poco prima.


“And if you can believe it, it’s a Friday once again!” (E se riuscite a crederci, è di nuovo venerdì!”) è un esempio diventato estremamente popolare tra i fan di Lynch, tanto da portare alla nascita di numerose pagine su altri social network, come Instagram o TikTok, interamente dedicate alla frase stessa che viene ripetuta in loop e risposta quotidianamente da fan che considerano ancora oggi i “Wheather Reports” una della opere Lynchiane più interessanti di sempre

La fine dei Weather Reports

Il flusso regolare e schematico dei Weather Reports, con il primo piano del volto di Lynch in occhiali scuri e camicia, venne interrotto solo l’11 Dicembre del 2022, data della scomparsa del suo caro amico e collaboratore Angelo Badalamenti, autore delle colonne sonore di Twin Peaks e degli altri principali successi di David Lynch.

“Today no music” fu la frase utilizzata dal regista per evocare in maniera potente e drammatica il vuoto lasciato dall’amico che aveva fatto della musica stessa il senso primario della sua esistenza.

Da li a pochi giorni, Lynch sospese completamente l’appuntamento su Youtube e ridusse al minimo le sue apparizioni in pubblico.

Fu solo nel 2023, in un’intervista rilasciata a “Cahiers du Cinéma” che il regista spiegò di aver sospeso i “Weather Reports” perché estremamente soddisfatto del risultato del suo esperimento.

I feedback erano stati estremamente positivi da parte del pubblico a cui lasciava un’ultima canzone da ascoltare proprio in concomitanza con l’ultima pillola sul meteo da lui pubblicata ovvero “The World Spins” di Julie Cruise e dello scomparso amico Angelo Badalamenti.

David Lynch e la sua legacy

Dopo la sua scomparsa, David Lynch continua ad alimentare la fantasia di un pubblico sempre più eterogeneo conquistato grazie alla misteriosa fascinazione della complessità dei suoi film o dalla magnetica semplicità di un racconto banale come quello che si fa sul tempo quando non si sa bene come riempire un silenzio.

E se proprio oggi volessi iniziare a scoprire le trame di questo incredibile mondo Lynchiano, perché non iniziare proprio da un Weather Report, quello della giornata di oggi, per poi venire traghettati nelle vite di Laura Palmer, di una canzone che parla di Velluto Blu e un telefono che squilla su un finale che in realtà sembra segnare un ritorno al principio?


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