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Dave Grohl e l’incidente con Bowie: “Gli dissi una cosa orribile”

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Author image Gianluigi Riccardo

24 aprile 2026 alle ore 12:01, agg. alle 12:55

Dal commento imbarazzante in studio allo scambio di email interrotto: il rapporto tra Grohl e Bowie tra ironia e rispetto

Ci sono incontri destinati a restare nella memoria, ma non sempre per i motivi giusti. È il caso di Dave Grohl e David Bowie, protagonisti di un aneddoto che oggi torna a far parlare. Il frontman dei Foo Fighters, in uscita con il nuovo album "Your Favorite Toy" ha ricordato il momento in cui, accecato dall’ammirazione, finì per rivolgere al Duca Bianco una frase decisamente infelice.

Dopo aver assistito a un suo concerto negli anni ’90, Grohl descrisse l’esperienza come “quasi religiosa”, colpito dalla presenza scenica e dalla voce di Bowie.

Quando però i due si incontrarono in studio nei primi anni 2000, durante le sessioni per una cover inserita nell’album Heathen, accadde l’imprevisto, come raccontato durante l'ospitata a "Dish", il podcast di Nick Grimshaw e della chef Angela Hartnett .

Dave Grohl e l'incidente con Bowie

Alla domanda di Bowie – cosa avesse provato vedendolo dal vivo – Grohl rispose d’istinto: la prima cosa che aveva notato erano “tutte le sue imperfezioni”.

"Stava registrando... questo accadeva 25 o 26 anni fa. L'avevo appena visto esibirsi al V Festival, o qualcosa del genere. C'erano Prodigy , David Bowie e per caso eravamo anche noi in programma. Ero in piedi nel pit dei fotografi, e lui era proprio lì. Era proprio sopra di me, che cantava. Era come essere in un altro mondo. Voglio dire, è stata un'esperienza quasi religiosa. Pensavo: 'È un angelo, è incredibile'", ha detto Grohl.

"Quando poi l'ho incontrato in studio, gli ho detto: 'Ti ho appena visto, è stata un'esperienza incredibile vederti in carne e ossa proprio lì, davanti a me'. E lui mi ha chiesto: 'Cosa ne pensi? Cosa provi'". E io ho pensato: "Oh, cazzo!".

Colto di sorpresa dal leggendario artista, Grohl ha risposto con "la prima cosa che mi è uscita di bocca, come un idiota". Ha continuato: "Ho detto: 'Beh, la prima cosa che ho notato sono state tutte le tue imperfezioni'. Ho fatto marcia indietro così in fretta."

Una frase che, nelle intenzioni, voleva sottolineare l’umanità dell’artista, ma che suonò come un insulto. 

Dave Grohl, il rifiuto di Bowie via mail 

Il rapporto tra i due non si limita a quell’incontro. Un altro episodio emblematico riguarda uno scambio di email tra Dave Grohl e David Bowie, diventato nel tempo quasi leggendario.

Grohl aveva scritto a Bowie proponendogli di partecipare a un progetto cinematografico importante, convinto che la sua voce potesse essere perfetta per la colonna sonora.

La risposta iniziale fu elegante ma chiara. Bowie replicò: “Non sono fatto per questo tipo di cose”.

Grohl, però, insistette con entusiasmo, cercando di convincerlo a ripensarci. A quel punto arrivò la replica definitiva, molto più tagliente e diventata celebre : “Fanculo, non voglio farlo”.

Dopo quel messaggio, il dialogo si interruppe completamente. Nessun seguito, nessuna riapertura. Bowie aveva deciso, e la conversazione finì lì. L’episodio, raccontato dallo stesso Grohl con tono divertito, non ha mai incrinato il rispetto tra i due, ma ha mostrato con chiarezza il carattere indipendente dell’artista britannico.


Il nuovo album dei Foo Fighters e il “segreto” di Grohl

Mentre questi racconti continuano a emergere, i Foo Fighters tornano al centro della scena con il loro nuovo album "Your Favorite Toy", uscito oggi.

Un lavoro che segna un ulteriore capitolo nella lunga traiettoria della band guidata da Grohl, confermando la loro capacità di rinnovarsi pur restando fedeli al proprio sound.

In parallelo, il frontman ha rivelato un dettaglio curioso legato alla sua voce. Per mantenere le corde vocali in buono stato, Grohl ha ammesso di affidarsi a un metodo tutt’altro che convenzionale: un piccolo aiuto “alcolico”, utilizzato per rilassare la voce prima delle esibizioni.

Non si tratta  certo di una tecnica accademica, ma di una pratica personale che riflette lo spirito diretto e istintivo del musicista. Un approccio che, in qualche modo, richiama proprio l’eredità di Bowie: spontaneità, autenticità e capacità di trasformare ogni limite in una cifra stilistica.

"Un'ora prima del concerto, apro una birra e inizio a berla. Magari prendo un'aspirina perché mi fanno male le ginocchia, le caviglie, insomma, sono vecchio. Poi bevo un bicchierino di whisky. E una volta finita la birra, ne apro un'altra. Poi magari beviamo un bicchierino di whisky tutti insieme. Che chiamiamo "preghiera della band", e poi qualcuno dice 15 minuti e io apro un'altra birra e bevo un altro bicchierino. E poi salgo sul palco. E il mio medico mi ha detto: 'Non cambiare quello che stai facendo. Funziona!' E io ho risposto: 'Ok, fantastico!' E basta!



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