Dai Metallica ai Coldplay: come si traduce un concerto rock nella lingua dei segni
23 settembre 2026 alle ore 13:04, agg. alle 13:38
Riff, scream e assoli non si traducono parola per parola: il lavoro degli interpreti che rendono accessibile la musica dal vivo.
Come si traduce un riff dei Metallica nella lingua dei segni? E cosa succede quando, oltre alle parole, bisogna comunicare uno scream, un assolo o l’impatto fisico di una sezione ritmica?
La Giornata internazionale delle lingue dei segni, celebrata dalle Nazioni Unite il 23 settembre, offre l’occasione per osservare un lavoro sempre più presente anche nei grandi concerti rock. Non si tratta di sostituire ogni parola con un gesto, ma di trasferire in un linguaggio visivo il significato complessivo della musica: testo, intensità, dinamica, volume e atteggiamento dell’artista.
La prima distinzione è importante: non esiste un’unica lingua dei segni universale. ASL negli Stati Uniti, BSL nel Regno Unito e LIS in Italia sono lingue autonome, con strutture, lessico e varianti proprie. La World Federation of the Deaf le definisce lingue naturali complete, non semplici trasposizioni gestuali delle lingue parlate.
Dai Lamb Of God ai Metallica: rendere visibile il metal
Uno degli esempi più conosciuti risale al tour d’addio degli Slayer del 2018. Durante una data che comprendeva Lamb Of God, Anthrax, Testament e Behemoth, l’interprete Lindsay Rothschild-Cross attirò l’attenzione traducendo i brani dei Lamb Of God.
Il filmato diventò virale perché Rothschild-Cross non si limitava a seguire il testo: utilizzava il volto, la postura e movimenti particolarmente fisici per restituire l’aggressività del brano.
"All’inizio ero molto nervosa, perché non avevo mai interpretato il metal", spiegò. "Il segreto è impersonare il cantante. Il significato della canzone contiene molta rabbia e io ho cercato una sensazione personale che mi permettesse di esprimerla".
Randy Blythe fu talmente colpito dalla performance da scendere dal palco e cantare accanto a lei. Il frontman sottolineò che un concerto dei Lamb Of God è un’esperienza fisica anche per gli spettatori sordi, capaci di percepire attraverso il corpo le vibrazioni prodotte dall’impianto.
I Metallica hanno portato questo principio oltre il singolo concerto. Nel 2023 la band ha collaborato con Deaf Professional Arts Network e Amber G Productions per realizzare una versione in American Sign Language di tutti i brani di 72 Seasons. Nei video lo schermo è diviso tra la performance originale e l’interprete, che continua a seguire ritmo e dinamica anche durante le sezioni strumentali. Un assolo, quindi, non viene "descritto": viene trasformato in movimento, velocità ed espressione.
Non basta mettere un interprete accanto al palco
Nel 2024 Rock in Rio ha inserito per la prima volta nei suoi quarant’anni di storia gli interpreti della lingua dei segni brasiliana direttamente sui maxi-schermi. Le performance venivano tradotte da una postazione con green screen, mentre un’area vicina agli altoparlanti permetteva agli spettatori sordi di percepire meglio le vibrazioni.
Gli interpreti preparavano in anticipo testi e possibili scalette, studiando non soltanto le parole ma il carattere delle canzoni. "Esprimiamo l’intera idea del brano con le espressioni e con il corpo", ha raccontato l’interprete Bárbara Amorim ad Associated Press. "Vogliamo comunicare tutto il contesto musicale".
Anche i Coldplay hanno messo a disposizione interpreti locali in ogni data del Music Of The Spheres World Tour, insieme ai Subpac: dispositivi indossabili che trasformano il suono in vibrazioni percepibili fisicamente. Glastonbury dispone invece di una squadra di interpreti BSL prenotabile gratuitamente dagli spettatori sordi.
Sono esperienze che mostrano come l’accessibilità non possa essere trattata come un elemento decorativo o una presenza simbolica ai margini del palco. Servono studio delle scalette, una posizione realmente visibile, coordinamento con la produzione e il coinvolgimento delle comunità sorde.