Dal punk al grande rock
Poche figure raccontano il passaggio dal punk alla new wave e quindi al grande rock radiofonico con la naturalezza di Chrissie Hynde. Americana di Akron, Ohio, ma artisticamente cresciuta nella Londra degli anni Settanta, Hynde arriva alla musica passando anche dal giornalismo, scrivendo per il New Musical Express. Soprattutto frequenta dall’interno la scena che prepara l’esplosione punk: lavora per Malcolm McLaren e Vivienne Westwood da SEX, la boutique di King’s Road diventata luogo d’incontro dell’ambiente dal quale emergeranno i Sex Pistols.
Quando nel 1978 nascono i Pretenders, Hynde conserva l’urgenza e l’essenzialità del punk, ma possiede una cultura musicale molto più ampia: soul, Kinks, rock britannico degli anni Sessanta e grande scrittura pop. Il debutto Pretenders del 1980 fotografa perfettamente questa cerniera: “Precious” e “The Wait” conservano nervi punk, mentre “Kid” e soprattutto “Brass in Pocket” mostrano quanto rapidamente quella stessa energia possa trasformarsi in new wave melodica. A governare il suono c’è Chris Thomas, produttore fondamentale nella storia della band e già artefice, insieme a Bill Price, di Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols.
La prova più dura arriva pochi anni dopo. James Honeyman-Scott muore nel 1982, a soli 25 anni; Pete Farndon, già allontanato dal gruppo per i problemi di droga, morirà l’anno seguente. Nel frattempo Hynde diventa madre. Da questa drammatica sovrapposizione fra morte e nascita prende forma Learning to Crawl: non semplicemente il disco della sopravvivenza dei Pretenders, ma quello nel quale emerge definitivamente la sua statura di autrice. “Back on the Chain Gang”, “Middle of the Road”, “2000 Miles” e “My City Was Gone” tengono insieme lutto, maternità, osservazione sociale e una scrittura ormai adulta.
Del resto Hynde non è mai stata soltanto una cantante. Il giornalismo, il vegetarianesimo, l’animalismo e l’ambientalismo raccontano una curiosità culturale e un impegno che hanno dato profondità anche alla sua scrittura. Ancora una volta è Chris Thomas a governarne il suono.