Brigitte Calls Me Baby: "L'irreversibilità mantiene la voglia di vivere"
15 maggio 2026 alle ore 12:08, agg. alle 12:27
La band americana racconta a Radiofreccia il nuovo album “Irreversible”, scritto in tour tra concerti, idee nate di notte e nuove influenze.
I Brigitte Calls Me Baby stanno vivendo uno di quei momenti in cui tutto sembra accelerare insieme. In pochi anni la band di Chicago è passata dai piccoli club ai grandi palchi europei, condividendo date con artisti come Morrissey, Muse e Fontaines D.C..
Nel frattempo è arrivato "Irreversible", il nuovo album pubblicato nel 2026 via ATO Records, un disco nato praticamente in movimento, tra tour, soundcheck e idee registrate al volo
Durante l’intervista a Radiofreccia, ospiti di Hypersonic, il gruppo ha raccontato come il live abbia influenzato direttamente la scrittura delle canzoni. "C'è chi considera il fatto di scrivere in tour come uno svantaggio, ma avevamo il privilegio, se ci veniva un'idea, di provarla la sera stessa, davanti a chiunque". Un approccio che, secondo la band, ha lasciato un segno preciso sul disco: "Una delle cose che più mi colpiscono dell'album, quando lo ascolto, è che si sente che siamo riusciti a mantenere quell'esperienza live", dice il frontman Wes Leavins.
Il tour europeo ha avuto un ruolo importante anche dal punto di vista umano. Berlino e Amburgo vengono descritte come le città più "selvagge" del tour, ma il gruppo parla con entusiasmo anche del Regno Unito, citando Manchester e Birmingham tra le tappe migliori. "Finora non ce n'è stato nemmeno uno show che non fosse all'altezza".
Un album scritto senza fermarsi mai
“Irreversible” ruota attorno all’idea dell’impermanenza e del cambiamento. Un concetto che Wes Leavins sente molto vicino anche nella vita quotidiana. “Mi capita sempre di sentire la consapevolezza molto acuita dell'impermanenza di ogni cosa”. Per il cantante, però, questa sensazione non ha necessariamente un significato negativo: “È una cosa positiva perché mantiene quell'insaziabile voglia di vivere”.
La scrittura del disco è stata rapida e spesso istintiva. “Credo che la maggior parte delle tue idee migliori capitano proprio nel momento peggiore”. Un metodo che ha portato la band a lavorare in modo diretto, senza lasciare troppo spazio alle revisioni. Per questo, quando gli viene chiesto quale brano rappresenti meglio il gruppo oggi, la scelta ricade su “I Can Take The Sun Out Of The Sky”: “Il risultato finale è ciò che avevamo dentro di noi. Non abbiamo avuto proprio il tempo di rifletterci troppo”.
Anche il salto verso palchi sempre più grandi è stato qualcosa che la band ha realizzato quasi solo dopo averlo vissuto. “Un giorno ti guardi intorno e ti ritrovi in Germania, con la gente che canta le parole che hai scritto, e mi chiedo: quando è successo?”.
Il sound tra influenze classiche e identità personale
Uno degli aspetti più interessanti di “Irreversible” è il modo in cui la band riesce a muoversi tra influenze molto riconoscibili senza sembrare nostalgica. Wes Leavins spiega il loro approccio in maniera molto semplice: “Cosa sei se non la somma delle tue cose preferite?”. Per lui il lavoro di una band consiste nel capire “cosa prendere e cosa lasciare, che sia di 60 anni fa o di oggi”.
È questo equilibrio a definire il suono dei Brigitte Calls Me Baby: una musica che richiama atmosfere classiche ma con una scrittura contemporanea e molto personale. Un’identità costruita anche attraverso immagini e dettagli quotidiani. “Per me funziona per scenari”, racconta Leavins parlando del suo modo di scrivere. “A volte è una conversazione che mi capita di sentire per caso”. Da lì nascono testi che spesso sembrano piccole scene cinematografiche.
Nell’intervista trova spazio anche una delle passioni più particolari del cantante: i cimiteri europei. “I cimiteri in Europa sono bellissimi”, dice, citando il Père-Lachaise di Parigi e mostrando interesse per il Cimitero Monumentale di Milano. “Sembrava proprio una scena uscita da un film”.
Guardando al futuro, la band non vuole restare ferma nello stesso punto. Leavins parla apertamente del desiderio di espandersi verso altri linguaggi artistici, dal cinema alla moda. “Non voglio mai più fare lo stesso disco o la stessa dichiarazione. Sembra noioso”.
Ed è probabilmente questa la chiave migliore per leggere “Irreversible”: un album che fotografa una band in piena trasformazione, ancora lontana dall’idea di trovare una forma definitiva.