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Brian May entra nell’universo di He-Man: il ritorno del rock epico nella colonna sonora di Masters of the Universe

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Author image Gianluigi Riccardo

15 maggio 2026 alle ore 19:33, agg. alle 19:43

La chitarra dei Queen incontra Eternia: Brian May collabora con Daniel Pemberton per il nuovo Masters of the Universe di Travis Knight.

Quando Brian May parla di cinema fantasy e fantascienza, il collegamento con i grandi immaginari pop degli anni Ottanta è immediato. Non sorprende quindi che il chitarrista dei Queen sia stato coinvolto nella colonna sonora del nuovo Masters of the Universe, il reboot live action diretto da Travis Knight e atteso nelle sale nel 2026. La notizia, emersa inizialmente dai canali ufficiali dello stesso May e poi confermata da più fonti internazionali, ha acceso subito l’attenzione dei fan storici della saga di He-Man e di chi associa ancora il nome dei Queen alle grandi operazioni fantasy del cinema anni ’80.

May ha raccontato il progetto con entusiasmo, pubblicando una foto insieme al regista Travis Knight, al compositore Daniel Pemberton e al sound engineer Sam Okell. “Che gioia lavorare sul nuovissimo film di He-Man”, ha scritto il musicista. E soprattutto ha aggiunto una frase che ha immediatamente acceso le aspettative: “La mia vecchia Red Special è dappertutto nel film. Fate attenzione”.

La scelta di coinvolgere Brian May non sembra casuale. Il nuovo Masters of the Universe punta apertamente a recuperare l’estetica epica e muscolare del fantasy anni Ottanta, ma con un linguaggio contemporaneo. In questo senso la presenza di May diventa quasi simbolica: pochi chitarristi hanno contribuito a definire quel suono eroico, teatrale e immediatamente cinematografico quanto lui.


“Eternia”: la canzone che definisce il tono del film

Il primo assaggio concreto del progetto musicale è arrivato con “Eternia”, il primo brano pubblicato dalla soundtrack composta da Daniel Pemberton con il contributo di Brian May: un mix molto marcato di cori epici, sintetizzatori vintage e assoli di chitarra chiaramente riconducibili allo stile di May.

La scelta di Daniel Pemberton come compositore principale era già stata accolta positivamente dagli appassionati. Il musicista britannico, noto per il lavoro sulle colonne sonore di Spider-Man: Into the Spider-Verse e Across the Spider-Verse, aveva definito Masters of the Universe “la colonna sonora più massimalista” della sua carriera. “Sto usando poteri segreti favolosi per creare la musica di questo caos meraviglioso”, aveva dichiarato annunciando il progetto.

L’inserimento di Brian May dentro questo impianto sonoro sembra avere una funzione molto precisa: dare alla soundtrack una dimensione rock autentica, non semplicemente nostalgica. Le reazioni dei fan sui forum specializzati parlano infatti di una colonna sonora “retro ma moderna”, capace di recuperare l’energia delle produzioni fantasy anni ’80 senza trasformarsi in semplice citazione.

Alcuni utenti hanno anche sottolineato come l’uso della chitarra di May richiami direttamente il DNA musicale di Flash Gordon e Highlander, due esempi ancora oggi considerati fondamentali nel rapporto tra rock e cinema fantasy. Non è un caso che proprio “Princes of the Universe”, storico brano dei Queen per Highlander, sia stato citato da molti fan come riferimento ideale per il tono del nuovo film.

Brian May, i Queen e il cinema fantasy: da Flash Gordon a Highlander

La collaborazione tra Brian May e il cinema non nasce certo oggi. I Queen hanno lasciato un segno profondo nella cultura pop attraverso colonne sonore diventate più celebri degli stessi film che accompagnavano. Il caso più noto resta Flash Gordon del 1980, opera cult in cui la band costruì un mix di hard rock, elettronica e orchestrazioni capaci di trasformare il film in un’esperienza sonora immediatamente riconoscibile. Ancora oggi il tema “Flash” è uno dei brani più iconici della produzione dei Queen.

Qualche anno più tardi arrivò un’altra operazione destinata a diventare storica: Highlander. In quel caso i Queen non si limitarono a fornire qualche canzone, ma costruirono una vera identità musicale per il film. Brani come “Princes of the Universe”, “Who Wants to Live Forever” e “A Kind of Magic” finirono per fondersi completamente con l’immaginario della pellicola. Ancora oggi è impossibile separare l’estetica di Highlander dal contributo della band.

Brian May ha poi continuato a lavorare nel mondo delle soundtrack anche individualmente. Nel 1992 firmò la colonna sonora di Furia (The Amazing Spider-Man TV pilot europeo), mentre negli anni successivi ha spesso collaborato a produzioni documentaristiche e musicali. Tuttavia, il nuovo Masters of the Universe rappresenta probabilmente il suo ritorno più importante in un grande franchise fantasy contemporaneo.

L’operazione ha anche un valore culturale preciso: riportare il rock dentro il blockbuster fantasy. Negli ultimi anni molte colonne sonore hollywoodiane hanno privilegiato ambientazioni sonore più atmosferiche o elettroniche. L’idea di usare il timbro della Red Special di May come elemento centrale richiama invece un approccio molto anni Ottanta, più diretto e fisico.


Tutto quello che sappiamo sul nuovo Masters of the Universe

Il film diretto da Travis Knight arriverà nelle sale il 5 giugno 2026 e rappresenta il tentativo più ambizioso degli ultimi decenni di rilanciare il franchise di He-Man in live action. La produzione è targata Amazon MGM Studios e Mattel Films, con un budget che secondo diverse fonti internazionali sarebbe compreso tra 170 e 200 milioni di dollari.

Nel cast figurano Nicholas Galitzine nel ruolo di Prince Adam/He-Man, Jared Leto nei panni di Skeletor, Camila Mendes come Teela e Idris Elba nel ruolo di Man-At-Arms.

La trama ufficiale racconta di un Prince Adam separato da Eternia per quindici anni e costretto a tornare sul suo pianeta dopo la conquista del regno da parte di Skeletor. La sinossi diffusa dalla produzione recita: “Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam dovrà unirsi ai suoi più stretti alleati e abbracciare il proprio destino come He-Man, l’uomo più potente dell’universo”.

Dietro le quinte il progetto appare estremamente ambizioso anche dal punto di vista tecnico. Gli effetti visivi sono affidati a studi come Industrial Light & Magic, DNEG e Cinesite, mentre il film è già in fase avanzata di post-produzione.

Ma al momento è soprattutto la componente musicale a generare curiosità. Perché la presenza di Brian May non è solo un cameo artistico: è il segnale di una precisa direzione creativa. Il nuovo Masters of the Universe vuole recuperare il senso spettacolare, eccessivo e melodico del fantasy anni Ottanta. E per farlo ha scelto uno dei musicisti che meglio di chiunque altro ha contribuito a costruirne il suono.

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