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Billy Corgan: Travis Barker è il batterista più influente degli ultimi 30 anni

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Author image Gianluigi Riccardo

19 ottobre 2026 alle ore 13:17, agg. alle 13:35

Nel podcast The Magnificent Others, Corgan spiega come Barker abbia cambiato il linguaggio della batteria rock.

Nel nuovo episodio di The Magnificent Others pubblicato il 14 ottobre, Billy Corgan individua in Travis Barker come il batterista che ha spostato il linguaggio del rock e del power pop.

Parlando nel podcast in cui il frontman degli Smashing Pumpkins ospita personalità del mondo dell'intrattenimento e della cultura, Corgan celebra Barker.

"Hai influenzato più batteristi popolari negli ultimi 30 anni di qualsiasi altro musicista che possa pensare", gli dice, prima di spiegare che il modo di suonare di Barker ha aperto una strada poi diventata familiare a tanti musicisti. "Credo che la batteria nel power pop o nel rock derivi direttamente da te, perché prima di te nessuno suonava in quel modo, mentre dopo di te quasi tutti suonano come te."

Il punto, per Corgan, non è soltanto la velocità o la tecnica: è l’impatto di un modello riconoscibile, capace di cambiare l’idea stessa di batteria nel rock alternativo.

Barker accoglie il complimento con sorpresa, dicendo di non sapere bene cosa rispondere. È un riconoscimento significativo perché arriva da un autore con un percorso distante dal pop-punk dei Blink-182, ma attento a come certi stili finiscono per trasformare il suono di un’intera generazione.


Cosa racconta l’intervista, oltre il complimento

La conversazione ricostruisce anche la formazione di quel linguaggio. Barker racconta di essere cresciuto ascoltando musica molto diversa, da Dr. Dre ai Metallica, e cita tra i suoi riferimenti Buddy Rich, il batterista dei Meters, Tommy Lee, Jimmy Chamberlin, Dennis Chambers e perfino Animal dei Muppets.

Non una genealogia lineare, ma un insieme di stimoli che spiega la sua apertura tra punk, hip-hop, funk e rock. Di Tommy Lee, Barker ha richiamato proprio l’impatto di vedere un batterista al centro della scena; la somma di quei riferimenti aiuta a capire perché il suo stile sia diventato un lessico da cui attingono musicisti di generi diversi.

Corgan e Barker parlano anche di skate culture, Ramones e Vans: mondi che per Travis non sono soltanto estetica, ma parte del contesto in cui ha costruito la propria identità musicale. Nel dialogo emerge così un Barker più ampio dell’immagine di batterista spettacolare dei Blink-182: musicista, produttore e ascoltatore onnivoro, abituato a portare idee e ritmi da una scena all’altra. 

Tra i passaggi più personali c’è il racconto del disastro aereo del 2008 e di ciò che è venuto dopo: la perdita degli amici, il senso di colpa per essere sopravvissuto, la difficoltà di tornare a volare e il tentativo di rielaborare l’esperienza attraverso un documentario. Barker ricorda che la batteria fu il primo punto di contatto con la normalità dopo il centro per grandi ustionati: le mani erano ancora intorpidite e le ferite non completamente rimarginate, ma appena poté tornò a esercitarsi su un pad. A Corgan ha raccontato di aver tenuto per sé il problema alle mani, temendo che il medico gli impedisse di tornare a casa; appena poteva, suonava sul practice pad. Il podcast tocca anche il suo viaggio per il concerto d’addio dei Black Sabbath a Ozzy Osbourne, reso irrinunciabile da una ragione familiare, e la vita domestica di una famiglia numerosa. S

Gli Smashing Pumpkins nel mondo di Hunger Games

Intanto gli Smashing Pumpkins hanno pubblicato "Black Stars", brano originale realizzato per The Hunger Games: Sunrise on the Reaping, il nuovo capitolo cinematografico della saga. La canzone è uscita il 16 ottobre, accompagnata da un video, ed è stata inserita nell’album ufficiale della colonna sonora, atteso il 13 novembre, una settimana prima dell’arrivo del film nei cinema nordamericani. Il disco riunisce musica inedita creata per il mondo di Panem. "Black Stars" ha una storia che precede la pubblicazione: Billy Corgan stava lavorando a materiale per un disco solista quando la band ha ricevuto l’invito a comporre una canzone originale per il film. Il brano apre così un’altra parentesi nella relazione dei Pumpkins con il cinema, già segnata da canzoni e apparizioni in colonne sonore, e colloca la loro scrittura dentro una storia di fantascienza distopica, in cui il contrasto tra fragilità e grandiosità resta parte del loro vocabolario. Il film arriverà il 20 novembre in Nord America. 


Rats in a Cage e una compilation tributo

L’altro asse del presente è The Rats In A Cage Tour, partito il 30 settembre da Columbus e in corso in Nord America fino al 12 novembre. Ogni concerto è costruito in due set: il primo celebra il trentesimo anniversario di Mellon Collie and the Infinite Sadness, il doppio album del 1995, mentre il secondo attraversa quasi quattro decenni di repertorio, tra hit, brani meno frequentati e preferiti dei fan. La scaletta mette quindi in dialogo l’opera più ambiziosa della band con il suo catalogo successivo, senza limitare la ricorrenza a una semplice esecuzione del disco.

A questo si aggiunge Sending Hearts To All My Dearies: A Tribute To The Smashing Pumpkins, compilation di 15 reinterpretazioni pubblicata da Sumerian Records il 14 agosto. Tra gli artisti coinvolti ci sono Tame Impala, Yonaka, The Midnight, Alice Glass, Between the Buried and Me, Nita Strauss, Palaye Royale, Des Rocs e Carpenter Brut. 

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