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Beinhorn: “Kiedis è stonato”. Lo storico produttore dei Red Hot Chili Peppers divide i fan

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Author image Gianluigi Riccardo

21 gennaio 2026 alle ore 18:33, agg. alle 18:46

Le dichiarazioni dell’ex produttore dei Red Hot Chili Peppers riaccendono la polemica sulle capacità vocali di Kiedis

In un recente sessione di domande con il pubblico su Reddit, il produttore Michael Beinhorn – noto per aver lavorato con i Red Hot Chili Peppers negli anni ’80 – ha scatenato un’ondata di reazioni tra fan e critici definendo il frontman Anthony Kiedis come "stonato" e incapace di percepire correttamente le tonalità della voce.

Beinhorn, che ha prodotto per la band "The Uplift Mofo Party Plan" (1987) e "Mother’s Milk" (1989), ha risposto a una domanda su Knock Me Down, primo singolo estratto dal quarto album in studio.

Durante la registrazione di The Uplift Mofo Party Plan, Beinhorn ha raccontato in altre interviste di aver avuto tensioni con Kiedis, arrivando persino a “espellerlo” temporaneamente dal gruppo per il comportamento tenuto nel corsole sessioni.

Kiedis è stonato

Quando gli è stato chiesto perché John Frusciante abbia finito per essere messo in evidenza nel mix vocale della canzone, il produttore ha risposto che fu una questione di tonalità: il brano richiedeva una linea melodica definita, e secondo Beinhorn Kiedis era (ed è) stonato e non era adatto a interpretarla perché non riusciva a “sentire” l’intonazione come serviva.

Questo giudizio ha suscitato scalpore: nonostante la sua lunga carriera con i Chili Peppers, Kiedis non è mai stato lodato universalmente per potenza o precisione vocale come alcuni dei suoi coetanei rock. Tuttavia, la sua presenza carismatica e il contributo alla scrittura dei testi sono sempre stati elementi centrali dell’identità della band.

Beinhorn è entrato in dettaglio, ricordando che Frusciante scrisse praticamente la melodia di Knock Me Down, e che la decisione di aumentare la presenza della sua voce nel mix era motivata tanto da esigenze musicali quanto dalla naturale propensione melodica del chitarrista rispetto al frontman.

Ma le accuse dell’ex produttore non si arrestano qui: nel racconto del processo creativo, ha anche suggerito che Kiedis non fosse presente per buona parte delle registrazioni e che la reazione del cantante all’ascolto delle tracce finite – in particolare delle chitarre – fu di disappunto, con il gruppo che alla fine prese le distanze dal prodotto finale.

La dedica ad Hillel Slovak

Le dichiarazioni del produttore hanno alimentato una polarizzazione netta tra fan: alcuni concordano con il giudizio tecnico di Beinhorn, ricordando (soprattutto nei primi anni di carriera) momenti in cui la voce di Kiedis poteva apparire incerta o fuori tono.

Altri, invece, sottolineano come la peculiarità vocale di Anthony – non convenzionale e sicuramente non da cantante “tecnicamente perfetto” – sia parte integrante del suono unico e inconfondibile dei Chili Peppers.

Pubblicata nel 1989 all’interno di "Mother’s Milk", la canzone è apertamente dedicata a Hillel Slovak, chitarrista fondatore della band, morto l’anno precedente per overdose di eroina. La perdita di Slovak segnò uno spartiacque traumatico nella storia del gruppo, mettendo seriamente in discussione la sua stessa sopravvivenza.

Il testo, scritto da Anthony Kiedis, è una riflessione diretta sulla dipendenza, sul senso di colpa e sull’autodistruzione. Frasi come “It’s so lonely when you don’t even know yourself” assumono un valore quasi confessionale, considerando che Kiedis stava vivendo una battaglia personale molto simile a quella che aveva portato alla morte dell’amico.

"Non era inappropriato che Frusciante partecipasse in quel modo al brano, anche perché in qualche modo idolatrava Hillel" , ha concluso il produttore

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