Beatles, il biopic di Sam Mendes arriva ad Abbey Road: le nuove immagini dal set
17 agosto 2026 alle ore 12:31, agg. alle 12:49
Paul Mescal, Harris Dickinson, Joseph Quinn e Barry Keoghan ricreano Abbey Road sul set della quadrilogia dedicata ai Beatles.
Le riprese di The Beatles – A Four-Film Cinematic Event, l'ambizioso progetto con cui Sam Mendes porterà al cinema la storia dei Fab Four attraverso quattro film differenti, sono arrivate nel luogo che probabilmente più di ogni altro identifica visivamente la band: il passaggio pedonale di Abbey Road.
Nelle immagini e nei video circolati nelle ultime ore si vedono Harris Dickinson nei panni di John Lennon, Barry Keoghan in quelli di Ringo Starr, Paul Mescal come Paul McCartney e Joseph Quinn come George Harrison attraversare le strisce davanti agli Abbey Road Studios nello stesso ordine immortalato nel 1969. Anche i dettagli seguono l'originale: Lennon davanti vestito di bianco, Starr in scuro, McCartney scalzo e Harrison a chiudere il gruppo. Attorno a loro auto d'epoca e una ricostruzione pensata per riportare la strada alla fine degli anni Sessanta. Un video ripreso dall'alto e diffuso sui social ha poi mostrato l'intera scena durante le riprese.
Nei giorni precedenti Sony aveva informato residenti e attività della zona dell'arrivo della troupe, mentre Deadline aveva anticipato una sequenza con circa 80 comparse e diversi veicoli d'epoca. Un dettaglio ancora più significativo considerando che nel 2025 erano circolate notizie secondo cui la produzione non avrebbe ottenuto inizialmente il permesso di bloccare Abbey Road per girare proprio questa scena, principalmente per i problemi di traffico e sicurezza legati a una delle destinazioni turistiche più frequentate di Londra. Alla fine, evidentemente, una soluzione è stata trovata.
I nuovi Beatles attraversano Abbey Road e il web torna a discutere il casting
La scelta di ricostruire la copertina sul luogo originale dice molto sull'approccio scelto da Mendes. L'immagine di Abbey Road non è soltanto una fotografia famosa: è ormai parte dell'iconografia popolare del Novecento. L'originale venne realizzato l'8 agosto 1969 dal fotografo Iain Macmillan. Un poliziotto fermò temporaneamente il traffico mentre Lennon, Starr, McCartney e Harrison attraversarono avanti e indietro il passaggio pedonale per tre volte. Furono realizzati soltanto sei scatti e quello utilizzato per la copertina nacque da una sessione durata pochissimo.
Cinquantasette anni dopo, quella stessa passeggiata diventa inevitabilmente anche il primo vero banco di prova pubblico per i quattro attori. A gennaio Sony aveva già mostrato i protagonisti nei rispettivi ruoli attraverso una campagna particolare: alcune cartoline erano state lasciate al Liverpool Institute for Performing Arts e in altri luoghi collegati alla storia dei Beatles, prima della pubblicazione online delle fotografie ufficiali. Già allora la rete si era divisa sulla somiglianza fisica degli interpreti, con Mescal e Keoghan generalmente riconoscibili con maggiore immediatezza e Joseph Quinn nei panni di Harrison al centro delle discussioni più accese.
Le immagini di Abbey Road hanno inevitabilmente riaperto quel confronto. La differenza è che questa volta non ci sono fotografie promozionali costruite per presentare singolarmente i personaggi, ma gli attori insieme, in movimento e immersi nella ricostruzione storica. Sui social sono tornati commenti, confronti con la fotografia originale e inevitabili ironie sulle somiglianze, ma anche apprezzamenti per costumi e scenografia. È probabilmente una discussione destinata ad accompagnare il progetto fino al 2028: interpretare i Beatles significa confrontarsi con quattro volti che il pubblico conosce quasi quanto le loro canzoni.
Quattro film per raccontare quattro Beatles: il progetto senza precedenti di Sam Mendes
Il vero elemento fuori scala resta però la struttura dell'operazione. Sam Mendes non sta realizzando un normale biopic musicale. The Beatles – A Four-Film Cinematic Event sarà composto da quattro lungometraggi, ciascuno costruito dal punto di vista di un diverso componente della band e destinato a intersecarsi con gli altri.
È anche la prima volta che Apple Corps, Paul McCartney, Ringo Starr e le famiglie di John Lennon e George Harrison hanno concesso insieme i diritti completi sulle vite e sulla musica dei Beatles per un'opera cinematografica di finzione. Un elemento fondamentale: Mendes non dovrà aggirare il repertorio o affidarsi a cover per raccontare la storia del gruppo, ma potrà utilizzare direttamente le canzoni che quella storia l'hanno costruita.
Fin dall'annuncio il regista aveva chiarito l'ambizione: "Sono onorato di raccontare la storia della più grande rock band di tutti i tempi e di mettere in discussione cosa significhi andare al cinema". A CinemaCon ha poi spiegato di aver cercato per anni una forma adatta al progetto, rinunciando inizialmente perché la vicenda dei Beatles era semplicemente troppo grande per essere contenuta in un unico film. Una serie televisiva, dall'altra parte, non gli sembrava la soluzione giusta. Da qui l'idea delle quattro prospettive.
La produttrice Pippa Harris, partner di Mendes nella Neal Street Productions, ha definito l'operazione un'esperienza cinematografica "epica", costruita attraverso quattro punti di vista capaci di comporre un'unica storia. Sony ha parlato addirittura del primo grande evento cinematografico realmente "bingeable", suggerendo una modalità di distribuzione pensata per trasformare l'arrivo dei film in qualcosa di più simile a una maratona che a quattro normali uscite indipendenti. Il periodo fissato resta aprile 2028, anche se le modalità precise con cui i quattro titoli arriveranno nelle sale continuano a essere uno degli aspetti più interessanti dell'intera operazione.
Dietro le sceneggiature ci sono inoltre tre nomi di peso: Jez Butterworth, Peter Straughan e Jack Thorne. Straughan arriva dall'Oscar per Conclave, Butterworth ha già lavorato con Mendes a Spectre e Thorne è tra gli autori di Adolescence. Alla fotografia c'è Greig Fraser, mentre un ruolo particolarmente delicato sul fronte musicale è affidato a Giles Martin, figlio dello storico produttore dei Beatles George Martin, coinvolto come executive music producer.
Da Ringo Starr a Paul McCartney: i veri Beatles seguono da vicino il progetto
Il cast, nel frattempo, è diventato enorme. Oltre ai quattro protagonisti ci sono Saoirse Ronan come Linda McCartney, Anna Sawai come Yoko Ono, Aimee Lou Wood come Pattie Boyd e Mia McKenna-Bruce come Maureen Starkey. James Norton interpreta Brian Epstein, Harry Lloyd George Martin, David Morrissey Jim McCartney, mentre Farhan Akhtar sarà Ravi Shankar, Lucy Boynton Jane Asher, Morfydd Clark Cynthia Lennon e Harry Lawtey Stuart Sutcliffe.
Soprattutto, i Beatles superstiti non sembrano essere semplici spettatori. Ringo Starr è intervenuto direttamente sul copione della parte che riguarda la sua relazione con la prima moglie Maureen Cox. Dopo aver letto una versione che non riconosceva come aderente alla realtà, ha trascorso due giorni con Mendes per discuterne. "Non eravamo così. Non avremmo mai fatto quelle cose", ha spiegato Starr, sottolineando comunque la qualità della scrittura e manifestando successivamente soddisfazione per le modifiche.
Con Barry Keoghan il rapporto sembra ancora più disteso. L'attore ha raccontato di essere andato a casa di Ringo e di averlo visto suonare la batteria, rifiutandosi per l'emozione quando Starr gli ha chiesto di sedersi a sua volta dietro al kit. "Il mio lavoro è osservarlo, studiarne i gesti. Voglio renderlo umano, non semplicemente imitarlo", ha spiegato Keoghan. Ringo, dal canto suo, lo scorso luglio ha dato una benedizione piuttosto esplicita: "È un attore fantastico. Penso di essere in buone mani".
Anche Paul McCartney ha già incontrato Paul Mescal. Quando Stephen Colbert gli ha chiesto chi fosse più bello tra il giovane McCartney e l'attore irlandese, Paul ha prima indicato se stesso e poi concesso sorridendo che Mescal è "molto carino". Battute a parte, Mescal ha raccontato di voler mantenere il più possibile il segreto sul film e di considerare l'intero progetto qualcosa di "assolutamente unico". Le riprese, ha spiegato all'inizio dell'anno, sarebbero state il suo lavoro per tutto il 2026.
Adesso Abbey Road offre qualcosa di più concreto. Non sappiamo ancora come Mendes distribuirà le stesse scene attraverso quattro prospettive differenti, né quanto i film si sovrapporranno e quanto invece seguiranno strade autonome. Ma vedere Lennon, McCartney, Harrison e Starr attraversare di nuovo quelle strisce chiarisce almeno una cosa: The Beatles – A Four-Film Cinematic Event non sembra intenzionato a trattare la mitologia dei Fab Four come semplice sfondo. Mendes sta ricostruendo anche le immagini che quella mitologia l'hanno creata. E quando il soggetto sono i Beatles, ogni dettaglio è destinato a essere osservato, ingrandito e discusso fino all'ultimo fotogramma.