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Album, streaming e incidenti: uno studio lega i grandi release day a un aumento delle vittime sulle strade

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Author image Gianluigi Riccardo

19 agosto 2026 alle ore 16:29, agg. alle 17:17

Quando escono i dischi più attesi lo streaming cresce del 43% e aumentano anche le vittime: sotto accusa distrazione, smartphone e infotainment.

l giorno in cui esce un album molto atteso è ormai un evento che si consuma soprattutto sullo smartphone. Si apre il proprio device, si cerca il disco, si passa da un brano all'altro, si controllano tracklist e featuring. Operazioni banali, che però possono diventare molto meno innocue se vengono fatte mentre si guida.

Un nuovo studio pubblicato il 17 agosto 2026 su JAMA Network Open ha individuato una relazione significativa tra le giornate delle grandi uscite discografiche, l'aumento dello streaming musicale e quello delle vittime negli incidenti stradali negli Stati Uniti.

La ricerca, firmata da Vishal R. Patel, Christopher M. Worsham, Michael Liu e Anupam B. Jena e legata alla Harvard Medical School, parte da una domanda precisa: quanto possono incidere le nuove forme di utilizzo dello smartphone sulla distrazione al volante? Non soltanto telefonate e messaggi, quindi, ma anche un gesto ormai automatizzato come scegliere e gestire la musica in streaming.

I numeri emersi sono abbastanza netti da avere attirato l'attenzione. Nei giorni delle grandi pubblicazioni prese in esame, il volume giornaliero di streaming è passato da una media di 86,1 milioni a 123,3 milioni di ascolti, con una crescita del 43%. Nelle stesse giornate, il numero corretto statisticamente di vittime sulle strade americane è salito da 120,9 a 139,1, cioè 18,2 morti in più e un incremento relativo del 15,1%. Sommando l'effetto stimato nei dieci release day analizzati, i ricercatori arrivano a circa 182 vittime aggiuntive associate a quelle giornate.


Taylor Swift, Drake e Bad Bunny: come è stato costruito lo studio

Per evitare di mettere nello stesso contenitore qualunque uscita discografica, gli studiosi hanno scelto i dieci album con il maggior numero di stream registrati in una singola giornata tra il 2017 e il 2022. In cima alla lista c'è Midnights di Taylor Swift, con quasi 184,7 milioni di stream nel giorno della pubblicazione. Seguono Certified Lover Boy di Drake con oltre 153 milioni e Un Verano Sin Ti di Bad Bunny con circa 145,8 milioni.

Nella selezione compaiono anche Scorpion di Drake, Mr. Morale & The Big Steppers di Kendrick Lamar, Harry's House di Harry Styles, Her Loss di Drake e 21 Savage, Donda di Kanye West, Red (Taylor's Version) e Folklore di Taylor Swift. Per ognuna di queste pubblicazioni i ricercatori hanno confrontato i dati del giorno d'uscita con quelli dei dieci giorni precedenti e dei dieci successivi.

Il database utilizzato per gli incidenti è il Fatality Analysis Reporting System, il registro nazionale statunitense degli incidenti mortali. In totale il campione comprende 233.809 vittime registrate tra il 2017 e il 2022. Il modello ha inoltre corretto i risultati considerando variabili come giorno della settimana, festività federali, periodo dell'anno e anno di riferimento, un passaggio importante perché il venerdì – diventato il giorno standard per le grandi uscite discografiche – presenta caratteristiche di traffico diverse rispetto ad altri giorni.

Il risultato più interessante, però, riguarda il profilo degli incidenti. L'aumento rilevato nei release day è maggiore tra i conducenti più giovani e tra gli uomini, nelle automobili con un solo occupante, durante condizioni meteorologiche favorevoli, in assenza di alcol e nei veicoli dotati di sistemi di infotainment. Sono tutti elementi che, secondo gli autori, rafforzano l'ipotesi della distrazione legata all'utilizzo della tecnologia.


Non è la musica a provocare gli incidenti

Il passaggio fondamentale è proprio questo: lo studio non sostiene che ascoltare Taylor Swift, Drake o Kendrick Lamar provochi incidenti. E non dimostra neppure che le persone coinvolte negli schianti stessero effettivamente ascoltando quegli album.

La ricerca utilizza i grandi release day come una sorta di esperimento naturale: giornate nelle quali milioni di persone, contemporaneamente, aumentano in maniera anomala l'utilizzo delle piattaforme musicali. L'ipotesi è che una parte di quell'attività avvenga anche in automobile e possa tradursi in più interazioni con smartphone e touchscreen.

L'idea, curiosamente, è nata da un'esperienza personale dello stesso Patel. Il ricercatore ha raccontato alla Harvard Gazette che, mentre era alla guida, sua moglie gli aveva suggerito via messaggio di ascoltare un brano appena uscito. Cercandolo sul telefono, Patel si accorse dopo pochi secondi di essersi spostato dalla propria corsia. Da lì la domanda: cosa accade quando a fare qualcosa di simile sono milioni di persone nello stesso giorno?

Anupam Jena ha spiegato che le possibili fonti di distrazione sono numerose: la manipolazione dello smartphone, l'interazione con il sistema di infotainment, l'eccitazione legata a una nuova uscita e persino un volume più alto del solito, capace di ridurre la percezione di ciò che accade intorno al veicolo.

C'è anche un altro dettaglio interessante. L'aumento degli incidenti è risultato superiore nelle automobili con un solo occupante. Una possibile interpretazione è che la presenza di un passeggero possa ridurre la necessità per il conducente di gestire direttamente telefono e musica, occupandosi lui della selezione dei brani o del sistema di bordo. Si tratta comunque di un'interpretazione, non di una prova diretta.


I limiti dello studio: correlazione sì, causa ancora da dimostrare

È proprio sul rapporto tra correlazione e causalità che bisogna evitare le conclusioni più spettacolari. Gli stessi autori sottolineano che i dati non permettono di verificare cosa stessero facendo realmente i conducenti nei secondi precedenti agli incidenti. Lo streaming viene utilizzato come indicatore dell'aumento dell'attività digitale, ma non esiste un dato che colleghi il singolo incidente all'ascolto di un determinato album. Inoltre l'analisi riguarda esclusivamente gli incidenti mortali, non quelli con feriti o senza conseguenze fisiche.

Anche un commento scientifico pubblicato insieme allo studio su JAMA Network Open invita a leggere con cautela la dimensione dell'effetto. Her Loss di Drake e 21 Savage, per esempio, è stato associato a un aumento del 67% delle vittime, mentre Certified Lover Boy, sempre di Drake, soltanto dell'8%. Una differenza enorme che rende impossibile utilizzare il modello per prevedere quanto possa essere “pericolosa” una futura uscita discografica.

La parte più solida della ricerca riguarda quindi un fenomeno più ampio. Lo smartphone ha trasformato completamente il modo in cui la musica viene utilizzata in automobile. Non si inserisce più un CD e non si lascia necessariamente andare una stazione radio: si cerca, si salta, si cambia playlist, si apre una notifica, si sceglie un disco. E i grandi album, concentrando milioni di queste azioni nelle stesse ore, permettono di osservare quanto anche una forma di intrattenimento apparentemente passiva possa trasformarsi in una fonte di distrazione.

Non è un processo contro lo streaming e nemmeno contro i grandi release day. È piuttosto un'indicazione sulla direzione presa dall'intrattenimento in automobile. Più smartphone, touchscreen e sistemi connessi aggiungono possibilità, più aumenta anche il numero di operazioni che un guidatore può decidere di compiere mentre dovrebbe occuparsi soltanto della strada. Patel lo sintetizza in un punto semplice: con automobili sempre più connesse, anche la tentazione di dividere l'attenzione è destinata ad aumentare.

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