Aerosmith, Joe Perry apre al ritorno: “Non direi che è finita”
15 aprile 2026 alle ore 13:02, agg. alle 16:29
Il chitarrista degli Aerosmith lascia uno spiraglio dopo lo stop del tour d’addio e i problemi vocali di Steven Tyler
Le parole di Joe Perry riaccendono una fiamma che molti fan credevano ormai spenta. In un’intervista concessa a Billboard, il chitarrista degli Aerosmith ha evitato accuratamente di pronunciare la parola “fine” sulla carriera della storica band di Boston.
Anzi, ha lasciato intendere che, nonostante tutto, un ritorno non sia del tutto impossibile.
“Non direi che è finita”, ha dichiarato Perry, sottolineando come la situazione sia ancora aperta e legata soprattutto alle condizioni del frontman Steven Tyler. Il chitarrista ha poi aggiunto: “Stiamo tutti ancora elaborando quello che è successo. È difficile immaginare di non salire mai più su un palco, ma allo stesso tempo dobbiamo essere realistici”.
Parole che raccontano bene il momento sospeso che la band sta vivendo: da una parte la consapevolezza di una carriera straordinaria, dall’altra la difficoltà di accettare una chiusura definitiva senza un vero addio.
Una vita sul palco
Perry, infatti, ha spiegato come l’idea di smettere completamente non sia facile da metabolizzare: “Fare concerti è quello che abbiamo fatto per tutta la vita. Non è qualcosa che si spegne da un giorno all’altro”.
Il chitarrista ha anche evidenziato come la salute di Tyler resti la priorità assoluta: “La cosa più importante è che Steven stia bene. Tutto il resto viene dopo”. Una dichiarazione che mette in secondo piano qualsiasi ambizione artistica rispetto al benessere umano, ma che allo stesso tempo lascia uno spiraglio aperto.
Non è la prima volta che membri della band evitano di chiudere definitivamente il capitolo Aerosmith. Negli ultimi anni, anche altri componenti hanno parlato di una situazione “in evoluzione”, suggerendo che il destino del gruppo dipenda più dalle circostanze che da una decisione netta.
Il tour d’addio interrotto e la battaglia di Steven Tyler
Per comprendere il presente degli Aerosmith bisogna tornare al 2023, quando la band aveva annunciato il tour d’addio “Peace Out”, pensato come l’ultima grande celebrazione di una carriera lunga oltre cinque decenni. Tuttavia, dopo poche date, il sogno si è infranto.
Steven Tyler ha subito un grave infortunio alle corde vocali, con conseguenze tali da costringere il gruppo a sospendere prima e cancellare poi l’intero tour. Una decisione dolorosa, ma inevitabile. La voce di Tyler, elemento distintivo e insostituibile della band, era stata compromessa al punto da rendere impossibile proseguire.
Negli anni successivi, il frontman ha lavorato intensamente per recuperare. Ha seguito terapie, esercizi vocali e trattamenti specifici nel tentativo di tornare a cantare come prima. Nonostante gli sforzi, i risultati sono stati altalenanti. Tyler è apparso solo sporadicamente sul palco, in occasioni speciali o eventi isolati, senza mai tornare a un’attività continuativa.
Queste apparizioni, seppur rare, hanno alimentato la speranza dei fan, ma anche confermato quanto la situazione resti delicata. La sua voce, potente e iconica, non ha ancora ritrovato la stabilità necessaria per affrontare un tour completo.
La ristampa del debutto: un ritorno alle origini
Mentre il futuro resta incerto, il passato torna protagonista con una nuova iniziativa dedicata ai fan. È stata infatti pubblicata una ristampa speciale del primo album degli Aerosmith, pubblicato originariamente nel 1973.
“Aerosmith” includeva futuri classici come "Make It", "Mama Kin" e - naturalmente - "Dream On". L’album venne registrato il 5 gennaio 1973 nel cuore di Boston, agli Intermedia Studios su Newbury Street. Il successo del disco fu un lento e graduale. Al momento della sua uscita, il quintetto si mise in viaggio con impegno per i due anni successivi, finché "Dream On" prese finalmente il volo nella seconda metà del 1975, raggiungendo la Top 10 della Billboard 200 e continuando ad essere una delle canzoni rock 'n' roll più popolari della storia. L’album riuscì ad entrare nella lista dei "500 Greatest Songs of All Time" di Rolling Stone e nella GRAMMY® Hall of Fame nel 2018.