Interviste

A Perfect Circle a Ferrara: Billy Howerdel e Josh Freese raccontano il ritorno in Italia, il singolo “Starless” e il nuovo corso della band

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Author image Gianluigi Riccardo

19 giugno 2026 alle ore 14:47, agg. alle 16:49

Dopo otto anni gli A Perfect Circle tornano in Italia: a Ferrara parlano di “Starless”, del futuro della band e di una chitarra leggendaria.

Ferrara ritrova gli A Perfect Circle e gli A Perfect Circle ritrovano l'Italia. Il ritorno della formazione guidata da Billy Howerdel e Maynard James Keenan rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del Ferrara Summer Festival, unica data italiana del tour europeo 2026. Un ritorno che arriva a otto anni dall'ultima tournée europea della band e che coincide con l'uscita di "Starless", il primo nuovo brano pubblicato dal gruppo in questo nuovo capitolo creativo.

Nel backstage del festival abbiamo incontrato Billy Howerdel e Josh Freese per una conversazione che ha spaziato dal nuovo materiale alle influenze artistiche, fino ad arrivare a una straordinaria storia che coinvolge Trent Reznor e una chitarra sopravvissuta agli anni più turbolenti dei Nine Inch Nails.

L'atmosfera è rilassata fin dall'inizio. Freese scherza sull'orario e sul jet lag, mentre Howerdel ammette di aver appena recuperato le energie. Una premessa perfetta per un'intervista che alterna riflessioni musicali e aneddoti da veri veterani del rock alternativo.

 

Il ritorno degli A Perfect Circle e il significato di "Starless"

Per Howerdel e Freese il ritorno in Italia ha un valore particolare. L'ultima apparizione europea della band risaliva infatti al 2018 e, per alcuni membri, il legame con il pubblico italiano mancava da ancora più tempo.

"Sono passati più di 20 anni da quando sono venuto qui con gli A Perfect Circle. È davvero divertente essere qui e suonare queste canzoni in questi paesi proprio adesso", racconta Josh Freese.

Il momento coincide con l'uscita di "Starless", il nuovo singolo pubblicato alla vigilia del tour europeo. Il brano, scritto da Billy Howerdel insieme a Maynard James Keenan e registrato con Freese alla batteria, rappresenta il primo tassello di una nuova fase creativa.

Alla domanda se il pezzo possa rappresentare l'inizio di un nuovo capitolo, Howerdel mantiene un approccio prudente ma significativo: "Penso che ci rispecchi. Non tutte le canzoni suoneranno allo stesso modo. È stata una bella carta d'apertura per quello che abbiamo in mente. Ne arriveranno altre".

Una dichiarazione che lascia intendere chiaramente come "Starless" non sia un episodio isolato ma parte di un percorso più ampio.

Freese conferma inoltre quanto il rapporto artistico con Howerdel sia rimasto immutato negli anni: "Io e Billy lavoriamo insieme ormai da oltre 25 anni. È piuttosto naturale e piacevole stare in studio e lavorare insieme. Non è mai una fatica. È sempre facile e ci viene spontaneo".


Influenze, memoria e una chitarra sopravvissuta ai Nine Inch Nails

Quando si parla di ispirazione musicale, Howerdel evita riferimenti a mode o artisti del momento e preferisce guardare alle radici della propria formazione.

"Molte delle mie prime influenze sono cose con cui siamo semplicemente cresciuti. In quella tenera età di 13, 14 anni: cosa ti ha davvero colpito allora? Tutto questo si riversa dentro di te. Le fondamenta sono ben radicate, ma ovviamente ci sono influenze dall'esterno".

Una visione che spiega bene perché gli A Perfect Circle continuino a mantenere una forte identità sonora pur attraversando epoche e cambiamenti del mercato musicale.

Il momento più divertente dell'incontro arriva però quando Howerdel mostra una delle sue chitarre preferite. Dietro quello strumento si nasconde una storia che riporta agli anni in cui lavorava come guitar tech per Trent Reznor.

"Nel 1994 ero il tecnico delle chitarre di Trent Reznor. Questa è stata la prima chitarra su cui ho messo le mani. Era il mio primo giorno di lavoro e mi è caduto il saldatore proprio lì".


Convinto di essere destinato al licenziamento, Howerdel scoprì invece rapidamente il livello di caos che caratterizzava i concerti dei Nine Inch Nails in quegli anni.

"Un ragazzo mi disse: "Non preoccuparti, stasera sarà molto peggio". E quella sera Trent la lanciò sul palco. La paletta si staccò, qualcuno la rubò tra la folla. Qualche settimana dopo presi un'altra chitarra uguale e unii i pezzi. Alla fine me l'ha regalata".

Oggi quello strumento, nato dall'unione di due chitarre diverse e segnato da cicatrici e riparazioni, accompagna ancora Howerdel sul palco.

Un po' come gli A Perfect Circle stessi: una band che continua a evolversi senza cancellare il proprio passato. E ascoltando le parole di Howerdel e Freese, la sensazione è che "Starless" sia soltanto il primo passo di un percorso destinato a portare nuova musica nei prossimi mesi. Un'ottima notizia per chi, dopo anni di attesa, aspettava il ritorno di una delle formazioni più influenti dell'alternative rock contemporaneo


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